Bavaglio democratico

05/11/2008 - La libertà di espressione e di informazione è ancora valida per tutti, nonostante la svolta forcaiola della sinistra di questi ultimi anni? I professionisti della bontà hanno usato la genetica, con Gigi Cavalli-Sforza (Geni, popoli e lingue, Adelphi, Milano 1996),

     
 

di

La libertà di espressione e di informazione è ancora valida per tutti, nonostante la svolta forcaiola della sinistra di questi ultimi anni?

I professionisti della bontà hanno usato la genetica, con Gigi Cavalli-Sforza (Geni, popoli e lingue, Adelphi, Milano 1996), per spiegarci che il razzismo non ha ragione d’essere giacché la razza umana è una sola. Prima ancora ci avevano insegnato a diffidare di quel talento nazionale che fu Cesare Lombroso, criminologo scomodo e controcorrente. Ma alla predica non corrispondono sempre le azioni, e ogni regola ha la sua eccezione: la colpa mafiosa, guarda un po’, è invece scritta nel dna e si tramanda di padre in figlio. E non venga in mente all’accusato di difendersi con “la parola, lo scritto e ogni altro mezzo“, per lui lo sputtanatissimo articolo 21 – sì quello che dà il nome a molto progressiste associazioni e in nome del quale spesso si difendono i privilegi della solita compagnia di giro – non ha alcuna validità.

QUELLA STUPEFACENTE MISSIVA – La venerazione del sacro totem costituzionale si è interrotta in occasione della dignitosissima lettera spedita da Vincenzo Santapaola al quotidiano La Sicilia, pubblicata giovedì 9 ottobre a pag. 37. Enzuccio, figlio del più celebre Nitto, è stato arrestato l’ultima volta il 3 dicembre 2007 durante l’operazione Plutone a opera della Dia, che rastrellò una settantina di molto presunti mafiosi accusati di associazione mafiosa, estorsioni, rapine e traffico di sostanze stupefacenti (e chi più ne ha più ne metta – verrebbe quasi da commentare); ma era dal ’92 che la cosidetta giustizia gli teneva il fiato sul collo, riuscendo spesso a portarlo dietro le sbarre.

PER FORTUNA… – Se non un giudice a Berlino, c’è almeno un giornale a Catania. Iddio ci conservi l’illuminato Mario Ciancio Sanfilippo, editore e direttore de La Sicilia, già organo del Partito liberale siciliano, inno al garantismo di scuola meridionale, quello per cui il momento magico, quasi religioso, della giustizia è l’assoluzione, non il tintinnio delle manette. In quell’oasi di libertà Santapaola ha potuto esprimere la propria rabbia, con il giusto rilievo tipografico, senza tagli né inutili commenti a orpellare l’urlo. “Mi trovo indagato perché nel corso di alcuni colloqui, intercettati nel carcere di Catania, un detenuto parla di un tale «Enzuccio» (che l’Autorità giudiziaria ha ritenuto essere la mia persona) e raccomanda a un congiunto di prendere contatto con lui (incidentalmente osservo che, anche a concedere che i due parlino di me, tale incontro, come provato in atti, non è mai avvenuto)”.[…]“Ebbene, purtroppo debbo constatare che il nome che porto è per me (come per mio fratello Francesco) una continua fonte di guai, a causa di persone, che, anche senza conoscermi, anzi nella quasi totalità senza conoscermi, usano e abusano del mio nome e di quello della mia famiglia. E ciò avviene quotidianamente in questa città, che non riesce a dimenticare pagine di cronaca e di storia ormai lontane e chiuse“.

APRITI CIELO (D’ALCAMO)!Repubblica che si scandalizza. Professionisti dell’antimafia che sollecitano un’indagine per capire come un detenuto al 41 bis possa mandare lettere a giornali. E Gramsci che si rivolta nella tomba: si sforzino almeno di cambiare il nome dei loro gruppetti antropologicamente superiori se arrestare la marea giustizialista che ha inondato la sinistra da qualche anno gli risulta tanto difficile. É lecito chiedersi dove sarebbero andati a finire i Quaderni dal carcere con i manettari della sinistra pacifinta al potere. Tutto ciò in attesa di un referendum con marchio grillino che garantisca l’esercizio della libertà di parola solo ad anchorman moralisti con programmi sul secondo o terzo canale Rai, guitti finanziati col denaro pubblico per aizzare la plebe contro il nemico di turno o blogger miliardari.

     
 

6 Commenti

  1. Gateo scrive:

    Non ho capito di che parli, ma il tuo stile mi piace!

  2. Andrea scrive:

    Io ho capito quello che dici e anche il tuo stile non e male… ma secondo te il pagaragone tra un intellettuale (della statura di Gramsci…) detenuto e perseguitato politico può essere paragonato ad un mafioso in 41bis per dimostrare una carenza di garantismo???? in un paese in cui in carcere ormai ci finiscono solo i morti di fame??? Al solito dovremmo fare tutti uno sforzo per distinguere concetti e principi da persone e gruppi di persone.
    Ma perché sarà tanto difficile???

  3. Tetsuo scrive:

    Criptico un pò, forse perchè non conosco benissimo l’argomento di cui parli (qualche link faceva comodo), ma lo stesso non capisco sta tirata sulla libertà di parola e l’attacco alla sola sinistra (qui in italia sembra che da 60 anni governi la sinistra… ma io dov’ero???).
    Gramsci, come fatto notare, era un perseguitato politico, Santapaola è un indagato (non so se condannato) “mafioso”.
    Il 41 bis esiste e secondo me andrebbe anche potenziato, quindi mi sembra logico chiedersi come faccia una lettera ad arrivare ad un giornale… perchè se è cosi facile scrivere ad un giornale, si deduce che sia facile scrivere anche agli “amici” e “colleghi” (non forse nel caso di Santapaola, ma altri “cattivi” ci saranno, no?).
    Mi sta bene se fai un articolo dove “provi” o cerchi di provare che Santapaola sia un perseguitato, ma non mi piace se fai un articolo sulla difesa della libera espressione (e stampa) citando un condannato al 41 bis che in barba a tutte le regole detentive, scrive la SUA versione ad un giornale… i tribunali esistono anche per spiegare le ragioni dell’indagato e non solo per crocifiggere gli innocenti.

    “il momento magico, quasi religioso, della giustizia è l’assoluzione, non il tintinnio delle manette.”

    La vediamo in maniera diversa, per me il momento magico della giustizia è l’accertazione della verità, sia questa assoluzione o tintinnio di manette… ma verità!
    Mi sono rotto di sentire i guru del garantismo predicare contro chi vuole fare giustizia (che non è giustizia sommaria, ma GIUSTIZIA E BASTA!)… orami il giudice od il PM sono nemici e gli indagati sono tutti perseguitati… per evitare facili commenti, vi dico che non mi piace l’inquisizione, ma manco mi piace il “tana libera tutti”!

  4. Just scrive:

    Carino, condivisibile, interessante, ma scade in un finale degno del miglior (peggior, a seconda) Paolo Guzzanti.
    Vabbè.

  5. Gateo scrive:

    Anch’io son convinto che i veri nemici della liberta’ d’espressione in Italia siano i giudici e la sx, perlomeno in tempi recenti.
    Le leggi anti-blog sono della sinistra, le querele per scarso senso dell’humour sono di sx, i giudici interpretano SEMPRE la legge in maniera contraria alla liberta’ d’espressione.
    E solo chi non usa mai il telefono puo’ ritenere giusto fare e pubblicare tutte le intercettazioni possibili.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie