Economia

Crisi e risparmio: l’Italia è in pericolo, ecco perché

UNA REPUBBLICA FONDATA SUI CDS - Mercoledì, mentre gli Usa si svegliavano con un nuovo Presidente, la Depositary Trust and Clearing Corporation (Dtcc) in un’operazione trasparenza per la prima volta rendeva noti i dati sul mercato mondiale dei cds (credit default swap). A livello mondiale ci sono 33mila miliardi di dollari in cds, 1500 miliardi riguardano cds su debito sovrano. Dai registri della Dtcc emerge che a livello internazionale i cds sul debito italiano ammontano a 22,6 miliardi di dollari, al netto delle duplicazioni (al lordo sono 148,6 miliardi di dollari). Sono contratti con i quali il compratore, per coprirsi dal rischio di insolvenza di un debitore, paga un premio al venditore. Come una polizza assicurativa. Quei 22,6 miliardi di dollari ci portano di diritto in testa alla triste classifica. Dopo di noi c’è la Spagna, con 16,7 miliardi di dollari (sempre al netto delle duplicazioni), la Deutsche Bank è al quarto posto, con 12,5 miliardi di dollari, seguono altri Paesi, come la Russia, la Grecia, la Turchia, la Francia, il Portogallo, ecc. Elenco intervallato da grosse società come la General Electric, Mongan Stanley, Merrill Lynch, Goldman Sachs, Countrywide, Citigroup, Ubs, ecc. La Turchia in particolare, sarebbe al primo posto se considerassimo il valore dei contratti al lordo delle duplicazioni (188,6 miliardi di dollari).Stabilire l’ammontare di contratti di questo tipo su ogni emittente è però un’operazione ardua, se non praticamente impossibile, e questo costituisce un problema. Comunque nella classifica redatta dal Dtcc siamo tra i primi mille nel mondo, con oltre 20 emittenti presenti, tra cui ai primi posti: Telecom Italia (4,4 miliardi di dollari al netto, 70,2 al lordo), Unicredit (5,6 miliardi di dollari al netto, 38,9 al lordo), Enel (4,1 miliardi di dollari al netto, 36,4 al lordo) e Intesa SanPaolo (4 miliardi di dollari al netto, 30,1 al lordo), seguono Fiat, Mps, Finmeccanica, Generali, Eni, Edison, Banco Popolare, Stmicro, Altania, Seat Pagine Gialle, Autostrade, Banca Italease, Bnl, Mediobanca, Wind, Bpm e Cir. Negli ultimi mesi il prezzo per la copertura del rischio è notevolmente aumentato per tutti gli emittenti. La Spagna è in crisi a causa del crollo del mercato immobiliare, l’Italia come sapiamo ha grosse difficoltà a causa di problemi strutturali. Cosa accadrebbe se l’Italia e la Spagna si trovassero in grosse difficoltà a causa del peggioramento delle condizioni del mercato?

COMPETIZIONE TRA DEBITORI – Sul Financial Times, David Oakley scrive che l’anno prossimo il mercato verrà inondato da oltre 2.600 miliardi di euro di nuovo debito. Quindi l’Italia l’anno prossimo per mettere sul mercato i suoi previsti 220 miliardi di nuovo debito (cifra che in Europa è seconda solo alla Germania con i suoi 240 miliardi previsti) dovrà competere con altri Paesi e avrà qualche difficoltà visto che il suo debito pubblico in valori assoluti è il più grande d’Europa. Una via d’uscita esiste, consiste nel dimostrare di essere credibili, definendo un chiaro profilo di rientro dal disavanzo e dal debito nel medio-lungo periodo (nonostante l’evidenza empirica dimostri che, indipendentemente dal “colore” della maggioranza, non ne siamo capaci), anche con misure che potrebbero far scendere il consenso nei sondaggi, che sono utili per impostare le “promesse” elettorali, ma quando si agisce si potrebbero anche lasciare da una parte. Del resto, non esistono riforme indolori.

11 commenti a Crisi e risparmio: l’Italia è in pericolo, ecco perché

  1. Non esistono riforme indolori, giustissimo. E mettiamoci anche che il costo del non agire potrebbe essere anche molto più salato. Pure in termini di consenso elettorale, visto che non si voterà oggi (per le politiche) ma tra qualche anno, e che per Berlusconi l’opposizione al momento non sembra davvero costiutire un problema.

    Un sorriso al volo

    C.

  2. Lkv

    Spero non aspettino troppo prima di fare qualcosa, sara’ sempre peggio. Anche perche’ questa volta verra’ colpita dalla recessione anche l’Asia, non ci sara’ il “secondo motore” a tenere in volo l’aereo.

  3. Peppe

    Non capisco perchè si fa un analisi col paraocchi, volete una soluzione, basta con la Banca d’Italia PRIVATA, cosa rappresenta oggi questo ente, si dia al Ministero del Tesoro la possibilità di stampare moneta, la lira o altra forma diversa dall’euro, e si dia la possibilità in ITALIA di dare corso a due mente l’euro e la NUOVA LIRA, dopo dovrebbero iniziare aiuti alle piccole e medie imprese non alla solita feccia industriale parassita rappresentati dagli iscritti della confindustria, contemporaneamente iniziassero investimenti in strutture pubbilche di grosso rilievo, in questo modo si può affrontare l’onda di tsumani che già si intravede all’orizzonte.

  4. Peppe "Commento corretto"

    Non capisco perchè si fa un analisi col paraocchi, volete una soluzione, basta con la Banca d’Italia PRIVATA, cosa rappresenta oggi questo ente, si dia al Ministero del Tesoro la possibilità di stampare moneta, la lira o altra forma diversa dall’euro, e si dia la possibilità in ITALIA di dare corso a due mente l’euro e la NUOVA LIRA, dopo dovrebbero iniziare aiuti alle piccole e medie imprese non alla solita feccia industriale parassita rappresentati dagli iscritti della confindustria, contemporaneamente iniziassero investimenti in strutture pubbilche di grosso rilievo, in questo modo si può affrontare l’onda di tsumani che già si intravede all’orizzonte.

  5. Lkv

    Peppe, ho un’idea migliore, la nuova moneta, facciamola commestibile, almeno quando non varra’ nulla la potremo mangiare.

  6. gregorj

    S1GN0R4GG10!

  7. Peppe "Commento corretto"

    LKV vogliamo renderla commestibile, in gergo, va ben allora agganciamola come negli accordi di bretton woods all’oro oppure all’argento, e non come è oggi dopo che Nixon sospese la convertibilità oro-dollaro il 15 agosto 1971.
    Inseriamo la dicitura “pagabile a vista al portatore” vedrai che difficilmente perderà di valore, in questo modo non la potremo mangiare ma sicuramente ci darà sempre un controvalore.

  8. Strababaus

    Peppe è un genio.
    Quando l’euro è forte acquistiamo in euro e vendiamo in nuove lire….o il contrario in caso di euro debole…un genio….
    In polinesia con le conchiglie giganti si sono fatti affari d’oro

  9. Peppe

    Strababus la moneta complementare dovrebbe essere utilizzata non con il senso che tu affermi ma come alternativa all’euro si viene a creare una economia parallela e chiunque volesse convertire tale moneta con l’euro potrebbe farlo. Ti ricordo che l’euro come qualsiasi altra valuta attuale sono delle moente-debito e non sono assolutamente pagabili al protatore, in questo senso allora ben vengano anche le conchiglie giganti della polinesia, se queste potranno creare un controvalore certo.

  10. gregorj

    S1GN0R4GG10!1!!1!1
    S1GN0R4GG10!1!!1!1
    S1GN0R4GG10!1!!1!1
    S1GN0R4GG10!1!!1!1
    S1GN0R4GG10!1!!1!1

    ve l’avevo detto io.

  11. IL problema delle banche centrali non è quello di essere private. E’ quello di essere statali e quindi soggette ai desideri dei politici, che vogliono più denaro adesso per acquistare voti, ad ogni costo.

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