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Gli uomini decapitati e appesi in Arabia Saudita

L’esecuzione di una banda rapinatori testimonia il medioevo saudita.

esecuzione saudita

LA CONDANNA – Secondo il ministro dell’interno erano autori di diverse rapine e dell’omicidio di un saudita. Prima sono stati decapitati con la spada e poi i loro corpi sono stati appesi a una traversa metallica a sollevata a una decina di metri d’altezza da due gru poste in mezzo a una strada della città di Jizanproprio accanto alla locale università, nella parte sud-occidentale del paese, vicina appunto al confine yemenita. Un foto della truculenta messa in scena, scattata da un astante, è poi stata pubblicata su Twitter.

UN SISTEMA MEDIOEVALE – Non è chiaro se la pratica miri a produrre un effetto didattico e al tempo stesso  intimidatorio, ma di sicuro dimostra un gusto e un senso della “giustizia” che rimandano al medioevo più brutale, in coerenza peraltro con la forma di governo vigente, che è quella di una monarchia assoluta ereditaria, spietata e sanguinaria nel reprimere qualsiasi accenno di dissenso, critica o deviazionismo dal potere del sovrano, autonomitatosi “custode dei luoghi santi”.

VERSO UN NUOVO RECORD – Con questi 5 decapitati sono 46 le persone mandate a morte dall’inizio dell’anno in Arabia Saudita, un paese nel quale otre alla democrazia manca anche un sistema giudiziario funzionante, visto com’è esposto all’arbitrio e dedito alle torture, agli abusi e alle condanne sommarie fondate spesso su pretesti.