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“I miei dieci giorni sul set porno lesbo”

Slate ci presenta “I Love Your Work“, un documentario on-line che racconta la vita di nove attrici di un film porno girato a New York City nel 2010. La pellicola si occupa di seguire le ragazze per dieci giorni al fine di capire quelle che sono le loro abitudini e la loro personalità.

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DIECI GIORNI CON NOVE ATTRICI PORNO – L’autore, il 33enne Jonathan Harris, ha seguito le ragazze dalla sveglia alla nanna per tutti e dieci i giorni registrando un video di dieci secondi ogni 5 minuti o qualvolta vi fosse un motivo per registrare una clip extra. L’uomo ha colto tutto, condividendo foto di matrimoni, vestendo le loro scarpe, discutendo sui loro tatuaggi e sul ruolo del femminismo. Poi ha messo insieme il girato per un documentario interattivo di sei orre offerto ad un prezzo variabile da 10 a 24 dollari. Harris, intervistato da Slate, ha spiegato di aver scelto un film porno come fil rouge di questa esperienza in quanto tutti guardano certi film ma sono in pochi ad ammetterlo.

UN MONDO REALE DIETRO LA FANTASIA – Con la sua scelta Harris ha voluto capire la realtà delle persone che stanno dietro alla fantasia di un film simile cercando di cogliere i loro desideri. Perché in fondo i pornoattori sono persone e come tali hanno una storia da raccontare. Cosa mangiano, com’è arredata casa loro, dove fanno la spesa. Parliamo -continua Harris- di un mondo, quello del porno, fantasioso, fatto di trucchi, luci ed inquadrature che distorcono la realtà. Lui stesso ha voluto seguire questo modus operandi mostrando qualcosa ma non tutto di queste attrici, lasciando spazio all’immaginazione, come se fosse in realtà uno spogliarello.

UNA REALTA’ PIU’ ACCESSIBILE – Con il suo lavoro il regista ha poi voluto rendere più accessibile il porno rispetto a quanto non accadeva negli anni ’90 quando era necessario acquistare Vhs pirata per non farsi vedere troppo in giro. Oggi il porno può essere visto subito in intimità e senza imbarazzi e sopratutto gratuitamente. Grazie alla rivoluzione digitale il porno è stato “normalizzato” rendendo la sessualità sdoganata anche nei discorsi tra amici e commensali. A questo punto non si spiega però perché bisogna pagare per vedere “I Love Your Work”. La risposta arriva da Harris: “in fondo non è un porno ma un progetto che spiega come vivono le persone e nello specifico nove esseri umani”. Un film, quindi. (Photocredit Youtube)