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Equitalia e le multe che vanno in prescrizione

Dal 20 maggio scatterà il blocco delle riscossioni delle multe stradali da parte di Equitalia, ma soltanto due mila Comuni (su otto mila circa) si sono attrezzati per la scadenza. Per altri 6 mila è rischio caos: la gestione del recupero delle contravvenzioni rischia di diventare molto complicato. A far emergere la questione era stato il Sole 24 Ore, spiegando come, con la chiusura della riscossione coattiva, molti cittadini “furbi” avrebbero potuto di fatto non pagare le multe, senza rischiare conseguenze. Ma, lo stesso quotidiano, ha precisato come bisognerà fare attenzione: la riscossione non si bloccherà per tutti. Ma non solo: “Per le multe vecchie c’è il rischio prescrizione, mentre quelle nuove dovranno essere pagate”, si spiega.

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ADDIO EQUITALIA E IL BLOCCO DELLE RISCOSSIONI – Il caos normativo rischia di premiare i furbi: anche perché la maggior parte dei sindaci non avevano la possibilità di sostituire Equitalia con altri enti, dato che non possono assumere, né costituire nuove società strumentali (entro il 30 giugno, devono anche vendere quelle già esistenti ai privati, se vogliono evitare di chiuderle entro fine anno). Il Sole 24 Ore spiega come si dovranno comportare i cittadini, per evitare di avere problemi in futuro. Prima di tutto si ricorda come il blocco della riscossione riguarda soltanto Comuni e Province, tanto che si fermeranno le procedure collegate alle infrazioni che sono state accertate dagli agenti di polizia locale. In pratica, vigili urbani e personale delle Polizie provinciali. Al contrario, le multe fatte ai cittadini dagli altri organi di polizia stradale sono di competenza statale, quindi non verranno coinvolte nello stop. Ma non solo: bisogna anche considerare quando è stata commessa l’infrazione: “L’agente della riscossione è l’anello terminale di una catena che comincia dall’agente di polizia che rileva l’infrazione”. L’agente della riscossione se ne occupa soltanto per convincere i più riottosi a pagare: ma valutare i tempi non è un’operazione semplice. Il Codice della Stada, all’articolo 206, spiega soltanto che, trascorsi i termini per il pagamento, la somma entra nell’elenco degli importi da incassare e che si occuperà della questione l’agente della riscossione. Il Sole 24 Ore spiega poi come non va dimenticato nemmeno come siano variabili anche i termini di pagamento: senza ricorso, il cittadino ha a disposizione 60 giorni, altrimenti “è il giorno nel quale si riceve materialmente in mano l’atto dal postino o dal messo notificatore”. Diversa la situazione se si perde il ricorso: “In questo caso ci sono 150 giorni dalla sentenza per notificarla e da quest’ultima notifica ci sono 30 giorni per pagare”, sottolinea il giornalista Maurizio Caprino. L’ente decide autonomamente quando riscuotere: di solito si aspetta un certo periodo di tempo per vedere se il cittadino paga di sua spontanea volontà. Basta rispettare il parametro della prescrizione, dato che dopo 5 anni dall’infrazione la multa diventa inesigibile: quindi è necessario provvedere a riscuoterla in tempo. Il blocco dovrebbe riguardare – si sottolinea – i “verbali non pagati al massimo negli ultimi cinque anni, più quelli che devono essere ancora notificati all’interessato”.

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Credit: Quattoruote.it

RISCHI FUTURI – Non pagare la multa non mette al riparo i cittadini che sono stati puniti con la contravvenzione. La situazione non sarà chiara fino a quando lo Stato deciderà quali saranno i nuovi agenti che si occuperanno della riscossione al posto di Equitalia o troverà altri meccanismi per recuperare le somme. Resta complicato capire quando potranno essere operativi, quindi il rischio è che gli arretrati cadano in prescrizione – una volta passati i cinque anni – oppure le posizioni singole vengano perse nel passaggio delle funzioni al nuovo ente. Per questo il Sole 24 Ore suggerisce di pagare le contravvenzioni agli italiani che verranno multati in questi giorni (o che lo siano stati da poco tempo). Questo perché è difficile che la confusione sui meccanismi di riscossione possa durare per i prossimi cinque anni.