Fioroni e la lettera contro Beppe Grillo

Giuseppe Fioroni

La invia alla Boldrini per chiedere controlli

Il deputato del Pd Giuseppe Fioroni ha chiesto in una lettera alla presidente della Camera, Laura Boldrini, di accertare se lo statuto del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle non violi il regolamento, quando prevede l’istituzione di un ‘gruppo di comunicazione’ definito da Beppe Grillo e pagato dal gruppo con i fondi assegnati ad esso dalla Camera per le sue attivita’ istituzionali. Fioroni chiede che si accerti se non si tratti di un espediente per finanziare surrettiziamente il partito e non l’attivita’ parlamentare del gruppo.

IL MOVIMENTO 5 STELLE E FIORONI - ‘L’art. 15 del Regolamento della Camera precisa al comma 4 che i contributi finanziari sono destinati dai Gruppi esclusivamente agli scopi istituzionali riferiti all’attivita’ parlamentare e alle funzioni di studio, editoria e comunicazione ad essa ricollegabili – scrive Fioroni -. Gli eletti in Parlamento del Movimento 5 Stelle si sono impegnati a costituire due ‘gruppi di comunicazione’, uno per la Camera e uno per il Senato, affidando nella sostanza al Sig. Giuseppe Grillo, nella sua qualita’ di garante e rappresentante del Movimento 5 Stelle, la definizione della struttura e la composizione’. ‘Nel codice di Comportamento e’ inoltre previsto che i costi per la costituzione ed il funzionamento dei predetti gruppi di comunicazione verranno sostenuti dai Gruppi Parlamentari, utilizzando le risorse finanziarie loro assegnate dalle Camere – prosegue Fioroni -. Tali disposizioni sono state testualmente recepite nello Statuto del Gruppo Parlamentare del Movimento 5 Stelle’.

I COLLEGHI A 5 STELLE -
‘Certo dell’assoluta buona fede dei colleghi deputati del Movimento 5 Stelle – scrive Fioroni a Boldrini – le chiedo se non ritenga che quanto previsto nello Statuto del Gruppo Parlamentare Movimento 5 Stelle sia incompatibile con le norme in essere e se possa invece rappresentare un ‘precedente’ per futuri comportamenti tesi ad assegnare finanziamenti surrettizi a partiti o movimenti, eludendo la norma regolamentare relativa al vincolo della copertura delle spese direttamente connesse allo svolgimento dell’attivita’ parlamentare’. (Ansa)

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