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Piramidi in Antartide: grande scoperta o grande bufala?

Le piramidi affascinano da sempre. Per secoli l’uomo si è interrogato su come abbiano potuto, gli antichi egizi, costruire le loro maestose piramidi nel deserto. Poi il mistero è stato risolto quando pochi anni fa si è scoperto che le piramidi avrebbero potuto essere costruite dall’interno del loro perimetro con una tecnica molto più semplice e alla portata delle tecnologie dell’epoca, piuttosto che dall’esterno. La scoperta, un vero e proprio uovo di colombo, è stata confermata dal rinvenimento di alcuni tunnel funzionali allo spostamento dei blocchi per via interna. Nel frattempo numerosi studiosi o pseudo-tali si sono cimentati nell’associare alle piramidi ogni sorta di misteriosa proprietà e di inquietante segreto: conoscenze astronomiche incompatibili con le capacità scientifiche dell’epoca; alterazione del tempo; influssi magnetici e gravitazionali, UFO e alieni sfusi. Nulla di tutto ciò risponde al vero, ma queste pseudo rivelazioni hanno conquistato la credulità popolare. Poi sono arrivate le “nuove piramidi”, scoperte di volta in volta da sedicenti archeologi in ogni angolo del mondo, come le piramidi bosniache di Osmanagic. C’è persino chi ha avvistato piramidi sconosciute utilizzando Google Earth. Tutte bufale, ma non si fa in tempo ad archiviarne una che ne arrivano altre.

I FATTI – Nell’autunno dell’anno scorso è stata diffusa la notizia che alcuni esploratori statunitensi avrebbero scoperto un certo numero di piramidi in Antartide. La potenziale straordinarietà della notizia sta nel fatto che l’Antartide è coperto da ghiacci da un tempo di gran lunga anteriore a quello della costruzione delle piramidi egizie, anteriore perfino alla civiltà umana: 12.000 anni, dice Voyager. Si tratta di un dato molto ottimistico: in realtà l’Antartide è ricoperto dai ghiacci da oltre 30 milioni di anni per cui quelle piramidi sarebbero state costruite prima ancora che l’uomo apparisse sulla Terra, secondo la cronologia che conosciamo. Ed è proprio questo il motivo che desta tanta attenzione sui siti Web, sui giornali e nelle trasmissioni televisive che si occupano di misteri e finti misteri e in generale tra i sostenitori che la storia “ufficiale” che conosciamo, è falsa. Quelle piramidi infatti, dimostrerebbero che una civiltà umana evoluta esisteva ben prima di quella attuale, il cui inizio si colloca generalmente intorno ai 6000 anni fa, in coincidenza con l’invenzione della scrittura. Oppure dimostrerebbero l’esistenza, nel lontano passato, di civiltà (non necessariamente umane) estinte prima della comparsa dell’uomo moderno. O ancora, potrebbero dimostrare che civiltà extraterrestri hanno visitato la Terra nel lontano passato, influenzando così la costruzione delle piramidi successivamente realizzate dagli egizi e da altre culture. E infine, potrebbero indicare che l’Antartide si è “congelato” solo in tempi recenti e che fino a qualche migliaio di anni fa la morfologia della Terra era molto diversa da quella attuale, portando acqua al mulino di chi sostiene teorie catastrofiche come quella dell’inversione dei poli magnetici terrestri o della rotazione del pianeta. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Come sempre, la prima cosa su cui ragionare in un percorso logico che voglia valutare l’attendibilità della notizia, è la probabilità che un’ipotesi possa avversarsi o essersi avverata rispetto ad altre ipotesi. La probabilità che sia esistita un’altra civiltà prima di quella conosciuta senza che gli scienziati abbiano mai scoperto tracce del suo passato, è piuttosto remota. Data la dimensione dell’universo e i tempi di un viaggio interstellare, la probabilità che una civiltà extraterrestre sia giunta sulla terra è praticamente pari a zero.

IPOTESI – Tra le varie ipotesi che possano spiegare le presunte piramidi antartiche, quella che si tratti di formazioni naturali è di gran lunga la più consistente. E in effetti le cosiddette piramidi antartiche asseritamente scoperte nell’autunno del 2012 sono formazioni naturali già ben note ai ricercatori e agli appassionati di montagna, come dimostrano le fotografie e i resoconti di viaggio pubblicati già nel 2006 sul sito Mountainguides. Le immagini diffuse nel 2012 sul Web riprendono le stesse formazioni o sono le stesse immagini ritoccate con software di elaborazione grafica. Il nome della formazione piramidale è noto da anni come “Sue’s Pyramid”. Fotografandola da varie angolazioni e applicando qualche ritocco si dà l’impressione che si tratti di piramidi diverse tra loro e molto regolari. Di fatto sono state rilasciate (non si capisce da chi: semplicemente sono comparse sul Web) tre fotografie di queste fantomatiche piramidi. Due di esse rappresentano la montagna conosciuta come Sue’s Pyramid, sotto diverse prospettive. La terza riprende una formazione ghiacciata nei pressi della costa, non meglio identificata. Purtroppo nessuno ha fornito le coordinate precise di questa presunta piramide, per cui non è possibile verificare se una simile formazione esista realmente o sia piuttosto il frutto di un’elaborazione grafica (il che è molto probabile, visto che la fonte è sempre la stessa delle altre due immagini). Sta di fatto che il sito Scienceray, un sito di appassionati di materie scientifiche, che è stato tra i primi (se non il primo) a pubblicare la sconcertante rivelazione, ha cancellato l’articolo con la notizia. In assenza di quale (improbabile) conferma scientifica e dello scioglimento dei ghiacci che coprono le misteriose strutture, bisogna concludere che le piramidi antartiche sono una bufala, proprio come quelle bosniache.