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Silvia e Gaia Tortora contro Berlusconi

Ieri era stata Gaia Tortora a caldo a ribellarsi alle parole di Silvio Berlusconi su suo padre Enzo e sul paragone tra l’incredibile vicenda giudiziaria che ha coinvolto il conduttore Rai, e quella di Berlusconi (LEGGI QUI). A stretto giro di posta anche Silvia si è arrabbiata:

Il paragone è scattato mentre era di fronte alla televisione: «Ieri sera — ha detto Silvio Berlusconi — ho visto le immagini di Enzo Tortora quando diceva ai suoi giudici “io sono innocente e spero dal profondo del mio cuore che lo siate anche voi”. Ed è questo il sentimento di tantissimi italiani che ogni giorno entrano nel tritacarne infernale della giustizia». Ma il paragone non è piaciuto alle figlie del conduttore scomparso. Silvia, la maggiore, osserva: «Non posso accettare questi paragoni, mio padre ha sempre rispettato i giudici, ha risposto alle loro domande e si è sempre presentato».

Poi, una considerazione amara:

Enzo Tortora

«Purtroppo devo constatare che non riposerà mai in pace finché qualcuno continuerà a strumentalizzare questa vicenda. Sono allibita». Mentre Gaia, l’altra figlia, ha affidato a Twitter la sua replica: «Ero preparata. Caro Silvio, mio padre era un’altra storia. Un’altra persona. Ognuno risponde alla sua coscienza. No strumentalizzazioni». Durissimo, sempre via tweet, lo scrittore Roberto Saviano: «Nel paragonarsi alla tragedia che visse Enzo Tortora, Silvio Berlusconi si palesa per quello che è: un uomo senza dignità».

Silvia Tortora rilascia anche un’intervista a Repubblica per parlare di quanto detto ieri da Berlusconi:

«C’è una distanza siderale tra la vicenda di Enzo Tortora e quella di Silvio Berlusconi, trovo tutto questo sconcer- tante, ingiusto e offensivo. Lo trovo bla- sfemo».
Silvia Tortora ripercorre la storia di suo padre e non trova un’analogia possibile con il capo del Pdl che in piaz- za a Brescia evoca suo padre per l’enne- sima arringa contro la magistratura. Tortora, simbolo dell’ingiustizia pa- tita, diventa un’icona comoda, è questo che la offende?
«È la mancanza di memoria: Enzo si è difeso nel processo e non dal processo. Si dimise da parlamentare e andò ai domi- ciliari. E quando gli chiesero “perché lo fai?”, rispose: perché sono un italiano e sto al fianco della gente come me. È ba- nale e volgare accostarsi a lui.