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Le 30 pecore per un banchetto elettorale in Sardegna

Nell’inchiesta sui fondi dei gruppi in Consiglio regionale della Sardegna, con venti esponenti politici rinviati a giudizio, spunta anche un assegno da 10.500 euro usato – secondo gli inquirenti – per pagare un vitello, 30 pecore, vino, bibite, formaggi e il necessario per un banchetto elettorale. L’assegno e’ del conto corrente assegnato al gruppo “Fortza Paris” e firmato da Silvestro Ladu, ex senatore del Pdl ma allora consigliere regionale. Il convivio era stato organizzato nel giugno 2004 vicino a Sedilo (Oristano) in occasione di una convention indetta in vista delle vicine elezioni per eleggere il nuovo presidente della Regione.

LE TRENTA PECORE – L’assegno, finito al vaglio di carabinieri e guardia di finanza su mandato della procura di Cagliari, ha suscitato piu’ di una perplessita’. Prima fra tutte la data di emissione: 16 luglio 2004, solo due giorni dopo l’avvio della neoeletta legislatura. Per questo il beneficiario dell’assegno e’ stato rintracciato e sentito dagli inquirenti ai quali ha spiegato di aver ricevuto quella cifra dall’onorevole Ladu a titolo di risarcimento per le spese sostenute per allestire lo spuntino per i convenuti alla manifestazione politica organizzata da Fortza Paris. Gli oltre 10mila euro al momento non sono contestati a Ladu, gia’ a processo con l’accusa di peculato per aver speso – questa l’ipotesi del pm Marco Cocco titolare del fascicolo – in maniera impropria oltre 200mila euro destinati alle attivita’ politico-istituzionali del gruppo, ma sono al vaglio della procura

SILVESTRO LADU
– L’ex senatore – difeso dagli avvocati Mariano Delogu e Piero Longo (storico difensore di Silvio Berlusconi) – tornera’ in aula il prossimo 31 maggio quando, davanti alla prima sezione del tribunale, e’ in programma il controesame dell’imputato. L’inchiesta sui fondi ai gruppi del consiglio regionale che ha coinvolto 20 consiglieri in carica dal 2004 al 2009 e’ stata avviata, prima in Italia di questo genere, nel 2009 il pm Marco Cocco. Oltre alla posizione di Ladu, gia’ a dibattimento, il tribunale e’ chiamato a valutare quella di 18 consiglieri il cui processo si aprira’ il prossimo 10 luglio quando in aula dovranno presentarsi: Oscar Cherchi (Pdl, attuale assessore all’Agricoltura), Mario Floris (Uds, attuale assessore al Personale), Giommaria Uggias (Idv, attuale europarlamentare), Salvatore Amadu (Pdl), Renato Lai (Pdl), Alberto e Vittorio Randazzo (Udc), Giuseppe Atzeri (Psd’az), Beniamino Scarpa (prima Psd’Az, poi Pd oggi sindaco di Porto Torres), Maria Grazia Caligaris (socialista, oggi presidente dell’associazione Socialismo diritti riforme) Raimondo Ibba (socialista, presidente Ordine dei medici della Provincia di Cagliari), Raffaele Fargiu, Pierangelo Masia, Giuseppino Balia (Socialisti), Carmelo Cachia (Pd), Giuseppe Giorico (Udeur), Sergio Marracini (Udc) e Salvatore Serra (sin. Autonomista).
Solo Adriano Salis (Idv) ha scelto il rito abbreviato condizionato, la cui udienza riprendera’ il 29 maggio.
Di recente l’indagine – in un primo tempo circoscritta – si e’ allargata a tutti i gruppi della passata ma anche della presente legislatura.