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“Così ho visto lo squalo mangiarsi quell’uomo”

Intanto le autorità pensano a come arginare un fenomeno preoccupante.

squalo

Il trentaciquenne francese in luna di miele che ieri è finito tra le fauci di uno squalo se l’è cercata. Questa sembra la conclusione da trarre dopo che le autorità hanno spiegato di aver diramato l’avvertenza ai bagnanti ricordando la sospensione del servizio di vedetta anti-squalo a causa dell’acqua intorbidita e del mare agitato. A rincarare la dose ci pensa poi uno dei testimoni della tragedia, che dice che l’uomo era avvertito del rischio e che si è avventurato in acqua nonostante le condizioni marine e nonostante non fosse un surfista capace. Per questo gli aveva consigliato di ritornare alla spiaggia, ma l’uoo ha ignorato il suo consiglio.

L’ATTACCO – Proprio mentre cercava di cavalcare la sua tavola da solo, è stato agredito due volte da uno squalo, probabilmente del genere squalo dello Zambesi (o Carcharhinus leucas, nell’immagine) che lo ha morso a un braccio e a una coscia, portandolo alla morte per dissanguamento prima che i soccorsi potessero arrivare a salvarlo. Le autorità sono alle prese con il problema da tempo, gli squali sembrano aver preso da qualche anno l’abitudine di spingersi sempre di più sottocosta a minacciare i bagnanti , responsabili di tre vittime l’anno scorso, e con loro il turismo, unica risorsa autoctona di questa remotissima colonia francese nel cuore dell’Oceano indiano.

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LA SPERANZA – L’ultima risorsa sembra quella di un’indagine scientifica per appurare se davvero la carne di questi squali contenga tossine pericolose, come sostiene la credenza comune spingendo i pescatori a disinteressarsi a questo genere di prede. Se all’improvviso si scoprisse che sono buoni da mangiare il problema si risolverebbe facilmente e in breve tempo, con buona pace degli ecologisti che avrebbero idee diametralmente opposte.