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Imran Khan: un playboy alla conquista del Pakistan

L’incidente di cui è rimasto vittima si è rivelato vantaggioso per la sua campagna elettorale, la storia di un uomo che sembra avere il segno del predestinato.

WORLD CUP TROPHY IMRAN KHAN

NATO BENE – Imran Khan è nato 60 anni fa da un’agiata famiglia di origini pashtun trasferitasi nel Punjab  e ha avuto l’opportunità di studiare in Gran Bretagna dove si è rivelato come un eccellente giocatore di cricket e come un implacabile playboy. Una persona dai modi squisiti, felpata e dall’aspetto più che attraente che è presto diventato oggetto delle brame della dame della migliore società britannica e asiatica.

IDOLO SPORTIVO – La famiglia di Khan ha dato al cricket diversi campioni, ma nessuno come Khan è riuscito ad accendere l’ammirazione e l’orgoglio dei tifosi pakistani, che ha esaltato giocando con la nazionale dal 1971 al 1992,a lungo da capitano. Ritiratosi nel 1988, dopo aver giocato la coppa del mondo del 1987, Khan fu richiamato a furor di popolo e dal presidente-dittatore Zia ul Haq per condurre la nazionale ancora una volta in occasione della coppa del mondo del 1992, che la squadra pakistana vinse per la prima e ultima volta entrando nella leggenda e gonfiando d’orgoglio il petto dei connazionali, finalmente trionfanti sugli antichi colonizzatori, battuti in finale, nello sport che grazie all’influenza britannica è diventato anche lo sport nazionale pakistano.

LA POLITICA E IL JET SET – Un trionfo che ha proiettato anche Khan nella leggenda e che ha costituito il trampolino di lancio per una carriera politica cominciata nel 1996 con la fondazione del Pakistan Tehreek-e-Insaf (Movimento per la Giustizia). L’anno prima Khan sposa Jemima Goldsmith, figlia di  Lady Annabel e Sir James Goldsmith, che si convertirà all’Islam e gli darà due figli e dalla quale si separerà amichevolmente nel 2004. Attivista, giornalista, introdotta alla nobiltà britannica per nascita, Goldsmith ha condiviso una stretta amicizia con Lady Diana e supportato il marito anche dopo la separazione, contribuendo a fare della coppia una presenza fissa per anni sui tabloid anglofoni in tutto il mondo. Presenza rinforzata dalla sua carriera di commentatore dei più importanti match internazionali, iniziata e proseguita quasi per hobby come naturale estensione della carriera, che non lo ha mai visto allontanarsi più di tanto dal mondo del cricket.

L’EVOLUZIONE – Khan oggi gode di un’ottima reputazione, è stato eletto persona asiatica dell’anno nel 2012 e anche in patria gode di un incredibile indice di gradimento del 70%, con picchi altissimi tra donne e giovani. Khan gode indubbiamente del vantaggio garantito dal confrontarsi con i due maggiori partiti pakistani, il PPP della famiglia Bhutto e il PML-N dei fratelli Sharif, che si sono alternati al governo tra un golpe e l’altro con risultati fallimentari. Il suo PTI è così assurto a terza forza nazionale, grazie anche a una decisa impronta conservatrice e a proposte che gli altri partiti vedono come il fumo negli occhi. Così Khan è diventato il volto della campagna anti-droni, che disturbano molti in un paese nel quale i sentimenti nazionalisti sono diffusi trasversalmente e maggioritari attraverso tutto lo spettro politico, ma anche il primo e unico a proporre l’obbligo di trasparenza dei patrimoni di eletti e alti funzionari o addirittura la rivoluzionaria idea di far pagare le tasse ai ricchi, almeno per gli standard di un paese nel quale persino i due terzi dei parlamentari evita di presentare la dichiarazione dei redditi senza che succeda niente.