Divieto di saluto allusivo
29/10/2010
“L’ordinanza – spiega [il sindaco di Genova] Marta Vincenzi – non ha contenuti moralistici e vuole mettere a disposizione della polizia urbana uno strumento più efficace che permetta ai vigili di non girarsi dall’altra parte e di intervenire”. L’ordinanza cui fa riferimento Marta Vincenzi ha per oggetto il “divieto di esercizio della prostituzione in luoghi pubblici, aperti al pubblico o visibili al pubblico, con abbigliamento indecoroso e modalità che possono offendere la pubblica decenza ed il libero esercizio degli spazi” (ordinanza n. 31, 26 ottobre 2010).
Già questo basterebbe a far rizzare i capelli, non foss’altro per la difficoltà di intendersi sulla “pubblica decenza” e per l’ossimoro della protezione del “libero esercizio degli spazi” che compare dopo una serie di gravi violazioni delle libertà individuali. L’offesa alla pubblica decenza, poi, riesuma un cadavere che tale dovrebbe rimanere: il reato senza vittime, tipico delle tradizioni istituzionali illiberali e moralistiche – nonostante il parere di Vincenzi.
Non serve nemmeno entrare nel merito delle questioni per rilevare l’assurdità dell’ordinanza dunque. E se vi fosse ancora qualche dubbio basta soffermarsi sull’articolo 1: “Nel territorio comunale è fatto divieto in luogo pubblico, aperto al pubblico o visibile al pubblico 1. di porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali, consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo, ovvero nel mantenere abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo, ovvero nel mostrare nudità”.
Basta cioè immaginarsi di essere colui investito di eseguire l’ordinanza per infilarsi in un cul de sac degno degli incubi burocratici più tetri. Come riconoscere comportamenti volti inequivocabilmente ad offrire prestazioni sessuali? Come superare la barriera della privatezza delle nostre intenzioni? Come individuare un saluto equivoco da uno magari formulato per educazione oppure senza fini equivoci?
Per non parlare della difficoltà di barcamenarsi sul fronte abbigliamento: è vero che a Castellamare hanno deciso di vietare le minigonne e chi fa sesso in macchina finisce in galera (quindi l’ordinanza genovese è in buona compagnia!), ma almeno “minigonne” e “fare sesso in macchina” hanno la virtù di essere comprensibili, mentre “nudità” lascia il povero vigile in una incertezza irrisolvibile. Pretendere di stabilire quali siano gli abbigliamenti consoni a seconda dei luoghi è più difficile di quanto potrebbe sembrare.
Anche il “visibile al pubblico” delinea scenari grotteschi: dalle finestre di casa propria potrebbe essere visibile al pubblico una nostra nudità o un nostro comportamento equivoco. I vigili d’ora in poi potranno anche non voltarsi dall’altra parte per merito di questa ordinanza, ma non c’è dubbio che si troveranno di fronte a difficoltà interpretative insuperabili, oltre che davanti a una ordinanza lesiva di alcuni diritti fondamentali, a cominciare dalla libertà di parola e di vestizione. La regolamentazione dello spazio pubblico è una questione seria e complessa. Questa ordinanza, invece, sarebbe un bel canovaccio per una commedia dell’arte tutta italiana.













uhm…O_=….secondo me esageri
in quella sopra c’è scritto “divieto di esercizio della prostituzione in luoghi pubblici, aperti al pubblico o visibili al pubblico, con abbigliamento indecoroso e”
Presuppone che si dimostri prima che si sta esercitando la prostituzione (ed è già difficile) e poi che t’eri vestito in modo indecente a tale scopo
Lo stesso nella seconda la “inequivocabilità” deve dimostrarla chi accusa (fatti suoi^___^)
L’indecenza si valuta in base al comune sentimento (non chiedere^^ è la prima che ricordavo^^) e al contesto
Se sei a miss italia in costume non sei indecente, se giri in mezzo a Milano …dipende dallo scopo. Non mi pare che abbiano bloccato quelli del Gay Pride.
Hai presenti le donnine (ma pure gli omini) in maglietta sui fianchi e slip?
Credo si riferisca a quel genere di abbigliamento ^___^
Cioè: la strada o il luogo pubblico non sono luoghi in cui abitualmente la gente ama osservare gesti o comportamenti da adescamento. Credo sia questo interesse pubblico che si voglia tutelare (altrimenti, domani, l’omino vestito succinto nel bar, a tuo figlio di 5 anni, glielo spieghi tu….meglio rimandare, no? ^.^)
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A mio figlio di 5 anni faticherei a spiegare ben altre vicende.
uhmm….dipende da quale punto di vista si vede la libertà di chi si spoglia e di chi guarda chi si spoglia.
Una prostituta che “deve” prostituirsi e “deve” spogliarsi per farlo quanta libertà ha? Una ballerina non potrebbe lavorare anche senza stare mezza nuda in una discoteca? E’il ballo o il corpo che vende in modo trasversale?
Preferirei non dove insegnare a mio figlio che al mondo c’è gente costretta a prostituirsi per la strada. Ma non per nascondergli la verità: preferirei che quella gente non dovesse proprio starci sulla strada, piuttosto che dire a mio figlio “non è nulla di anormale, piccolo: è solo una prostituta. Accetta questa immagine delle persone perchè noi (società) accettiamo la prostituzione (e magari lui comincia a interessarsi e domani potrà beneficiare).
Penso che se si mette la merce troppo ben esposta in vetrina si creano anche clienti adatti a “quella” vetrina (gli uomini sanno solo ciò che gli si fa conoscere) e la clientela crea a sua volta richiesta della medesima merce (e poi mi trovo un semiporno camuffato da fiction in prima serata in Rai)
In tutta sincerità mi sembra solo un insieme di cretinate senza senso… Una ordinanza comunale dovrebbe avere come primo obiettivo quella di essere comprensibile e quindi poi facilmente “applicabile” dal personale controllante…qua invece si uniscono insieme una marea di cose relativamente indefinite atte a far si che l’elettorato (quello “fedele” alla giunta comunale) possa dire che il loro sindaco ha pensato alla loro decenza, quando poi invece le signorine del marciapiede continueranno a fare i loro comodi insieme ai loro clienti…praticamente solo fumo…tra l’altro per quanto riguarda Castellamare non sono sicuro che le cose siano definite meglio…che vuol dire mini gonna? 15 centimetri? 20 centimetri? i vigili gireranno con un metro da avvicinare al culo delle signorine? …e che vuol dire sesso in macchina? un rapporto completo non protetto? protetto? orale? “manuale”? basterà avvicinare una mano a dove non batte il sole alla nostra partner mentre si è in auto per venire arrestati? bah…
vabbè scusate l’Italiano non corretto nel mio commento precedente :°
È costituzionale proibire a un qualsiasi essere umano di salutarne un altro o di rivolgergli la parola? Non viola i più basilari diritti umani? Lo si può fare solo per alcune categorie di persone senza che vi sia una discriminazione? Non succedeva nella Germania nazista con gli ebrei o in sudafrica con l’apartheid? Premesso che prostituirsi non è reato, come si ottiene la prova che vi sia un pagamento per la prestazione sessuale? Come si ottiene la prova che un soggetto si prostituisce? Come si ottiene la prova che vi sia una prestazione sessuale? Ma la domanda più importante è: L’Italia è ancora uno stato di Diritto? Se la risposta è NO allora le altre domande possono essere ignorate. Tutti coloro che ricoprendo cariche pubbliche emanano ordinanze, leggi, decreti che di fatto violano diritti fondamentali dell’umanità come quello di parola e di relazione e sono gravemente discriminatori nei confronti di alcune categorie andrebbero deferiti alla magistratuira per il reato di “attentato alla costituzione”.