Quanto vale un professore per la Gelmini? 1 Euro
27/10/2010 - E’ lo stipendio indicato nel nuovo bando per l’assunzione di appena 4 docenti, predisposto dall’Università di Sassari, dopo i tagli operati dal Ministero dell’Istruzione Per la ministra Maria Stella Gelmini, dopo il varo del Senato della cosiddetta e sedicente “riforma”
E’ lo stipendio indicato nel nuovo bando per l’assunzione di appena 4 docenti, predisposto dall’Università di Sassari, dopo i tagli operati dal Ministero dell’Istruzione
Per la ministra Maria Stella Gelmini, dopo il varo del Senato della cosiddetta e sedicente “riforma” dell’Università, per la nostra istruzione di grado superiore ci sarà addirittura un passo “epocale” tanto che “L’Italia torna a sperare”. Siccome alla ministra non difetta certamente la fantasia, si lasciò andare persino al seguente pronostico: “L’università sarà più meritocratica, trasparente, competitiva e internazionale. Il ddl segna la fine delle vecchie logiche corporative: sarà premiato solo chi se lo merita”. Ed il premio è arrivato, puntuale come una perturbazione atlantica, per primo in Sardegna. A Sassari infatti, sono stati appena pubblicati i bandi, per un totale di quattro posti, per l’insegnamento presso la facoltà di Lettere. Forse, quattro posti sono pochini; forse, però, sono magari una prima boccata d’ossigeno dopo anni di blocco delle assunzioni, in un mondo – quello della docenza universitaria – gerontocratico che si riproduce, se va bene, solo per cooptazione. Macché! I neoassunti, una volta superate tutte le difficili prove di selezione, in omaggio alla “trasparenza” proclamata dalla ministra bresciana, vedranno una busta paga così leggera e appunto “trasparente” che manco si accorgeranno di averla percepita. 1 Euro, per di più lordo. Tutto vero!
MARYSTAR IN THE SKY WITH THE DIAMONDS – I novelli accademici, faranno sì i professori, terranno lezioni spesso in aule sopraffollate e dispenseranno voti sui libretti degli studenti, ma verranno equiparati, di fatto, a stagisti. Con uno stipendio lordo pari ad 1 Euro, potranno comunque esercitare la professione al fine, si legge di “irrobustire il curriculum con una docenza universitaria”. Vuoi mettere la soddisfazione? Essere un professore universitario, uno che dopo un complesso, lungo ed articolato percorso di studi è
arrivato all’apice del cammino culturale che si era prefisso. Anni ed anni di sacrifici, magari anche economici… che viene ricompensato con nientepopodimeno ché 1 Euro di stipendio! E tutto questo grazie all’epocale riforma della Ministra Gelmini che, effettivamente è riuscita in qualcosa di prodigioso. Riportare lo stpendio di un professore a quelli del ‘700 o ai livelli che farebbero impallidire un docente d’asilo – ammesso che ve ne siano – nel Terzo mondo. Un macchina del tempo che, ne siamo certi, il mondo ci invidierà almeno quanto ci invidia quel sindaco di Castellammare di Stabia che ha vietato la minigonna!
SEMBRA UNO SCHERZO, NO E’ IL MINISTRO GELMINI – Il primo concorso per tre posti è stato pubblicato quasi un mese fa, il 29 settembre 2010, e riguarda gli insegnamenti vacanti di Tecnologie per l’istruzione e di Metodi e tecniche del servizio sociale, il secondo, data invece 7 ottobre, e prevede una selezione per un solo posto di docete per Informatica umanistica e Archeologia medievale. Nel bando, si legge appunto alla voce “stipendio” previsto per i vincitori del concorso, “Retribuzione lorda” di Euro 1. Tra bolli ed incarnamenti vari, è facile immaginare che la sola partecipazione alla selezione costerà quanto le mensilità percepite in 4-5 anni di servizio. L’unico appeal, come detto, sarà quello di “fare curriculum” e proprio questa sirena farà lievitare le iscrizioni al concorso. Sì, perché in ambito universitario così come in quello lavorativo, questa voce può fare la differenza. In molti saranno disposti a tenere lezioni, seminari, supplenze ed esami oltre a fare da relatori alle tesi, praticamente “gratis”. La speranza è che poi quella voce, una volta aggiunta al proprio “curriculum”, possa fare la differenza altrove, magari in un’università del “continente”. E allora perché non chiamarlo “stage di insegnamento”? Semplice, perché uno stage costerebbe all’università persino di più. E dopo i “tagli” del ministro Giulio Tremonti, operati con la connivenza della titolare del ministero della Pubblica Istruzione, alle varie Università non
viene più assicurato un euro, e se quello c’è in cassa, viene destinato proprio al pagamento degli stipendi.
ALL’EPOCA DELLA GELMINI – Il principio è semplice: non potendo ridurre ulteriormente gli stipendi ai professori di ruolo, gli associati ed i ricercatori, si taglia ai i docenti assunti a contratto. ldo Maria Morace, preside della facoltà di Lettere dell’ateneo del Nord della Sardegna, sostiene che già oggi troppe materie attivate dalla facoltà sono coperte da docenti a contratto. Non – come spesso straparla la ministra Gelmini – corsi “sui generis”. Magari frequentati da pochi studenti, ma addirittura quelli fondamentali, perché senza di loro non potrebbero essere attivati i corsi di laurea. “Per i tagli all’università, – sostiene Morace – come altre facoltà qui in Sardegna e nella Penisola non siamo più in grado di pagare le supplenze”. Et voilà, svelato l’arcano. “Sine pecunia non cantantur missae” (senza denari non si cantano messe) recita un antico adagio popolare. La Gelmini lo sa, ed infatti ha previsto nella sua “riforma epocale” che gli atenei “in rosso”, come quello di Sassari e di molte altre città d’Italia, con seri problemi finanziari, verranno commissariati. In particolare, per quelle università che continueranno a far confluire gran parte dei finanziamenti statali negli stipendi del personale, non potranno bandire concorsi. Oppure bandirli, ma a condizioni analoghe a quelle stabilite a Sassari. Infine, il 7% dei fondi che annualmente lo Stato trasferisce alle università verranno stanziati solo se darà l’assenso l’Anvur, la nuova Agenzia nazionale di valutazione dell’università – affidata a valutatori nominati dallo stesso ministro… che lavoreranno, presumiamo non “a gratis” – in base al merito. Parola dal significato affascinante che, però, in bocca alla ministra Gelmini svilisce totalmente.













Caro Salvato: forse dovresti specificare meglio di cosa si tratta, perché dall’articolo non è affatto chiaro.
Non credo che il concorso di Sassari sia per 3 “posti”, quanto piuttosto per 3 “incarichi” di affidamento della didattica. In pratica contratti a termine. Tutto ciò non ha niente a che vedere né con la riforma, né con l’ANVUR, né con i baroni, ecc.
Inoltre, tali contratti non sono neanche i primi: a Pisa i contratti di affidamento di corsi a personale esterno sono a titolo gratuito almeno dall’anno scorso, come spiegato sul mio blog:
http://scacciamennule.blogspot.com/2009/09/aggratis.html
Per la precisione.
Caro Knulp ecc.
“Non credo che il concorso di Sassari sia per 3 “posti”, quanto piuttosto per 3 “incarichi” di affidamento della didattica. In pratica contratti a termine.”
Mi sembra che nell’articolo sia evidenziato chiaramente: “Il principio è semplice: non potendo ridurre ulteriormente gli stipendi ai professori di ruolo, gli associati ed i ricercatori, si taglia ai i docenti assunti a contratto.”
“Tutto ciò non ha niente a che vedere né con la riforma, né con l’ANVUR, né con i baroni, ecc.”
Infatti, con questi ha che vedere la sedicente riforma che dice di volerli eliminare. Con il topic dell’articolo hanno invece a che vedere – per usare le stesse parole sopra riportate – “i “tagli” del ministro Giulio Tremonti, operati con la connivenza della titolare del ministero della Pubblica Istruzione, alle varie Università”.
“Inoltre, tali contratti non sono neanche i primi: a Pisa i contratti di affidamento di corsi a personale esterno sono a titolo gratuito almeno dall’anno scorso, come spiegato sul mio blog”
Infatti, sul tuo blog parli di affidamento gratuito. Qui si parla di una presa per i fondelli un po’ diversa. Il bando prevede una retribuzione lorda di 1 Euro.
Cordiali saluti.
Per favore!non !sparate sul D J.OoIeeeS.