Alitalia: Good bye blue (S)Cai?

31/10/2008 - E IL RESTO? - Poi ci sono altri problemi: il primo, e più stringente, è quello del prestito da 300 milioni elargito dal governo all’Alitalia, e sotto la lente di Bruxelles: la Ue sta andando nella direzione di pretenderne la

     
 

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E IL RESTO? - Poi ci sono altri problemi: il primo, e più stringente, è quello del prestito da 300 milioni elargito dal governo all’Alitalia, e sotto la lente di Bruxelles: la Ue sta andando nella direzione di pretenderne la restituzione, e in questo caso il primo problema tecnico-giuridico che si porrà sarà quello di individuare chi dovrà ridare i soldi a chi. La nuova compagnia dovrebbe essere spogliata dagli obblighi nei confronti dei debitori (perché non vige la continuità aziendale), ma il Commissario - con il fiato dei creditori sul collo – dovrà garantire prima i crediti, soprattutto quelli nei confronti degli aeroporti. E allora, chi tirerà fuori questi denari? Un bel guazzabuglio giuridico dal quale sarà difficile uscire in tempi brevi. Il secondo problema è la formalizzazione della proposta economica per gli asset ex Alitalia: la Cai vorrebbe offrire intorno ai 400 milioni, mentre l’advisor indipendente Banca Leonardo (che ha azionisti tuttora presenti nella cordata) propende per una valutazione tra gli 800 milioni e il miliardo. Ma fonti della compagnia ribadiscono che in realtà l’offerta nei minimi dettagli è già stata concordata con il commissario.

RETROSCENA? - In realtà, secondo alcune fonti, il passo indietro della Cai nella trattativa con i sindacati c’è stato, ma i motivi sarebbero molto più stringenti: valutando attentamente parte degli accordi a Palazzo Chigi, gli imprenditori si sarebbero accorti che l’onerosità sarebbe ormai troppo alta, praticamente insostenibile per fare impresa, visto che il costo del lavoro lieviterebbe così tanto da non rendere più la nuova compagnia competitiva sui mercati, sia rispetto alle altre società aeree sia rispetto alle tratte che verranno in futuro coperte dall’alta velocità. Ecco il motivo del parziale dietrofront, ed ecco anche perché tra i sindacati c’è la sensazione che le perplessità siano a breve superabili, anche dietro l’ennesimo muro contro muro. “Un passo indietro lo possiamo fare ancora, oppure può farne ancora un altro il governo”, è il succo del ragionamento di alcuni rappresentanti delle sigle sindacali, e questi sarebbero gli “altri interlocutori” citati da qualcuna di esse: se l’esecutivo deciderà di aprire ancora di più il portafogli si potrà chiudere tranquillamente, anche se il tempo stringe. A quel punto, sarebbe legittimo chiedersi se sia possibile che il conto di un avviamento di impresa debbano sostanzialmente prenderselo totalmente in carico i cittadini. Ma queste domande gli italiani non sembrano ormai porsele più.

Edit: l’offerta di Cai pare definitivamente non pervenuta. da parte dei sindacati, permangono molti dubbi. “E’ vero che gli accordi erano diversi, e per questo ci sembrava positivo che Letta accettasse il ruolo di arbitro”, riferiscono, “ma lo stop era arrivato anche a causa dell’improvvisazione e dell’impreparazione della Compagnia Aerea Italiana, che alla ripresa delle trattative non aveva nemmeno il contratto di Air One”. E da più parti si sussurra che forse dietro il no di Colaninno c’è qualcosa dietro: “Nonostante Colaninno abbia ribadito durante gli incontri la disponibilità ad investire oltre un miliardo, forse la crisi economica li ha convinti che non era il caso di rischiare, altrimenti sarebbe stato possibile presentare lo stesso l’offerta vincolante, rinviando il confronto con gli autonomi a una fase successiva”. Secondo i confederali, insomma, il tavolo è stato fatto saltare di proposito, e in seguito ai problemi interni tra i soci, tra i quali molti non erano disposti a uno sforzo economico così grande in tempi grami.  

 

Edit2: Ecco svelato il vero problema

     
 

13 Commenti

  1. Aldo (redmail ) per Gregorj scrive:

    Scusami per i toni protervi espressi nell’ultima mail, che ti ho inviato. Prima di tutto niente mi autorizza a giudicare una persona in base al filtro distorcente di un portale del web, e ancora meno la conoscessi di persona, se non dopo approfondita frequentazione e forse neanche in quel caso. Secondo non si giudica sulla base di aspettative realizzate o non realizzate il nostro prossimo, oltre a essere scorretto è anche un comportamento detestabile ( non sono io abituato a farlo nella mia vita e non lo faccio mai ). Ho alterato stupidamente e infantilmente un rapporto di simpatica confidenza in fondo spontaneo, nato tra me te e voi in genere di ”Giornalettismo”, coi post di questi forum. Ho sbagliato lo riconosco. Scusami ancora. Ciao Alessandro. ALDO

  2. S1GN0R4GG10??!’!?1′ scrive:

    Tranquilli secondo me è il golf che risolve tutto, una partitina a golf. E’ come le tessere dei partiti. Servono per accumulare risorse ma non le puoi sottomettere a concussione e corruzione. Il partito è cassa, poi ne fai quel che vuoi, dei doldi delle tessere, un centro commerciale, un centronuoto o solo cassa. Avete capito ale e red? Il golf e risolvete tutto. Le palline sono sempre lì, in campo pratica. C’è anche la foto del Che che gioca con l’avana in bocca sul campo di Batista, ma ride e lascia tutto lì anche dopo la rivoluzione. O quel film con Tognazzi dove i ragazzi dei centri sociali dell’epoca sul farway ci passano un aratro, ma poi… papi o chi era non ricordo nel film (forse la sceneggiatura) si risolve tutto. Il Golf solo il golf…le palline come le tessere e le intese ristabilite o i post qui sui forum. State bravi il golf…capito…il golf. CIAO ;)

  3. redmail scrive:

    Dagli aviogetti senza pilota, al pilota senza aviogetto. Curioso finale. Un Roma – Milano dalla Termini in Centrale, se non fosse che per molti la vita è intendere il proprio corpo, come come un neutrino dentro l’acceleratore di particelle del CERN del Carlone nazionale, andrebbe ancora bene. No flight: slow food, slow sex, slow life. Good night and good luck. Se sentimo. :)

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