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“Perché non posso dire negra a Cecile Kyenge?”

Cecile Kyenge mette molto in imbarazzo Mario Borghezio e la libertà di parola nel mondo, almeno secondo il leghista, che oggi lamenta una censura per lui intollerabile: non può dire negra. Se ne rammarica ospite de La Zanzara.

Quirinale, Giuramento del nuovo Presidente del Consiglio. Enrico Letta

L’ODIOSA CENSURA – “La parola ‘negra’ in Italia non si puo’ dire ma solo pensare. Fra poco non si potrà neanche dire ‘clandestino’, si dira’ ‘sua eccellenza’”, così si è lamentato Borghezio, che subito dopo ha spiegato che al posto di Cecile Kyenge “la persona giusta per fare il ministro era il sindaco Gentilini, persona preparata, esperta, di una certa serietà. Treviso è la città con la maggiore integrazione”, anche se il merito non sembra proprio da ascrivere al sindaco.

ANDARE IN CONGO? – Pur provando a giocare sul filo del paradosso, il leghista non riesce però ad alzare il livello al di sopra di quello del bancone degli avvinazzati e scivola  subito nel razzismo più bieco: “Verrebbe da chiedere la carta di identità del Congo perché almeno là non fanno ministri così”, facendosi sempre meno comprensibile e più offensivo:”Mi sembra una brava casalinga, non un ministro del governo. Balotelli l’ha accolta con favore? Ma lui non fa il ministro, tira calci al pallone e – rincara – va bene anche un congolese o un africano per farlo”. Saranno contenti i calciatori, che avranno gioco facile a colpire Borghezio e la categoria  dei politici, ma lui non se ne cura e sottolinea: “E poi gli africani sono africani appartengono a un etnia molto diversa dalla nostra”.

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INFERMIERAAAAA – Da qui in poi parte per la tangente, a tratti ricordando il collega Prosperini, addio Borghezio, speriamo l’infermiera lo riprenda in fretta:

“Non hanno prodotto grandi geni, basta consultare l’enciclopedia di Topolino.
“Diciamo che io ho un pregiudizio favorevole ai mitteleuropei. Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano”… “Questo e’ un governo del bonga bonga, vogliono cambiare la legge sulla cittadinanza con lo ius soli e la Kyenge ci vuole imporre le sue tradizioni tribali, quelle del Congo. Lei è italiana? Il Paese è quello che è, le leggi sono fatte alla cazzo…”….”il neo ministro si è sempre battuta contro i Cie voluti dal governo Maroni e ha strillato finché a Modena è riuscita a fare uscire due bosniaci irregolari, che mercoledì scorso sono stati arrestati perché facevano parte di una banda di malviventi. Questo abbiamo come ministro”.

NON È BELLO – Parole che lasciano grossi dubbi sull’opportunità di offrire diritto di tribuna a tali predicatori d’odio, esibizioni del genere hanno poco a che fare con l’esercizio del diritto d’opinione e molto a che fare con l’abuso della libertà al fine d’aggredire e ferire gratuitamente le persone in base al colore della loro pelle.