Castellammare fa ridere il mondo: minigonne off limits
23/10/2010 - Il nuovo Regolamento di Polizia Comunale voluto dal sindaco prevede il divieto di camminare in minigonna, di indossare tacchi a spillo e di portare decolleté. Tutto in nome della decenza Castellammare di Stabia non è solo la “Città delle Acque,”
Il nuovo Regolamento di Polizia Comunale voluto dal sindaco prevede il divieto di camminare in minigonna, di indossare tacchi a spillo e di portare decolleté. Tutto in nome della decenza
Castellammare di Stabia non è solo la “Città delle Acque,” grazie alle decine di fonti minerali naturali che scorgano dalle fonti presso le sue rinomate Terme. E’ anche la città del più antico cantiere navale italiano: il più grande del Mezzogiorno. Essa, tuttavia, saprete presto come e perché, si appresta a diventare anche la città della castità, della tranquillità e del buoncostume.
E’ IN CONTRAVVENZIONE, INDOSSA UNA MINIGONNA – A Castellammare, città alle porte di Napoli, sta forse per entrata trionfalmente in vigore una disposizione comunale che commina i seguenti divieti: E’ “vietato giocare a pallone, aggirarsi sostare o sdraiarsi in costume da bagno o, in ogni caso, camminare a torso nudo”. E fin qui, ancora niente di originale, visto che analoghi divieti sono stati predisposti anche in altre città della penisola. Tutti in nome del buongusto e del rigore morale, sia chiaro. Qualità di cui, evidentemente, noi italiani aspiriamo a diventare i paladini. L’originalità del provvedimento, che va a modificare il Regolamento di Polizia Urbana e che verrà discusso lunedì in consiglio comunale è appunto un’altra. Sembra che in esso si faccia esplicito rifermento anche al divieto d’indossare per le donne “tacchi a spillo, vistosi décolleté e soprattutto le minigonne”! Finalmente, il costume ed il buon nome della città sono salvi.
CHIACCHIERE E DISTINTIVO – Tutto questo grazie al sindaco Luigi Bobbio, un passato da Senatore del Pdl e da ex magistrato della Procura Napoli. Nel frattempo, sempre Bobbio sembra abbia trovato nei mesi passati pure il tempo per cumulare tre incarichi. Quello di magistrato, quello di sindaco par time, poiché diversi giorni della settimana li trascorre a Roma, e appunto quello di collaboratore del ministero “romano” di Giorgia Meloni. Il “legalitario” Bobbio, almeno secondo quando sostengono i suoi oppositori di centrosinistra, nel frattempo si sarebbe però dimenticato di chiedere al Csm “l’aspettativa non retribuita”, poiché la norma proibisce ai magistrati in carica di candidarsi a cariche elettive. Insomma, sostengono ancora dal centrosinistra, Bobbio
non era nemmeno eleggibile. Fatto sta, che per il sindaco castigatore di morale e di costumi, la legalità è una cosa seria, serissima. Perciò, come erano soliti dire gli antichi, ama cominciare “ab imis fundamentis”, dalle fondamenta anzi, nel caso di specie, dalle minigonne.
CASTELLAMMARE IN THE WORLD – La notizia stasera ha valicato addirittura l’oceano. Ne parla persino l’americano Huffington Post. Bobbio si è messo in testa di tutelare la “pubblica decenza” e niente e nessuno riuscirà a smuoverlo, dicono un po’ preoccupati alcuni consiglieri comunali del centrodestra incontrati questa sera dalle parti di Palazzo Farnese, la sede del Municipio. Bobbio, ad onor del vero, la sua opera di redenzione l’ha messa in pratica fin dal varo della sua giunta, quando decise di affidare alla “ex Papi girl” Emanuela Romano, nota alle cronache soprattutto per i suoi trascorsi nella villa sarda del premier Silvio Berlusconi, l’importante assessorato alle Politiche sociali. La Romano, oggi, è diventata un esempio di questa nuova castità morale in voga presso l’Ente cittadino stabiese. In consiglio comunale, quando la si nota… veste sempre abiti sobri e controllati. Qualcuno – sempre tra le fila del centrodestra – azzarda persino un paragone irriverente. “E’ diventata una Carfagna in sedicesimi, con i capelli un po’ più lunghi”. E scusate se è poco. Per il sindaco che si appresta ad inaugurare la “nouvelle vague” del costume stabiese: non ci sarebbe nulla di più indecente “di ragazze e signore che indossano abiti succinti, minigonne, maglie e camicie scollate”.
DURA LEX SED LEX – Nemmeno il fatto di ritrovarsi con alcuni consiglieri comunali della sua stessa maggioranza indagati per la vicenda “Gettonopoli”. Nella precedente “consigliatura” infatti, alcuni di questi prendevano il cosiddetto “gettone di presenza” dichiarando di essere presenti in Aula o nelle varie commissioni mentre – è questa l’accusa della Procura di Napoli – erano altrove. Per l’opposizione di centrosinistra, in particolare quella del Pd, Bobbio non si occupa dei temi seri che riguardano la città. Il Cantiere come le stesse Terme versano in uno stato di profonda crisi, si temono molti licenziamenti eppure, anziché affrontare nuovamente questi argomenti, il Consiglio comunale del prossimo 28 ottobre dovrà discutere di decolté e minigonne. Niente da fare. Bobbio è irremovibile. Le cosce all’aria aperta per le strade di Castellammare non si dovranno più vedere. Così è stato deciso, amen. C’è chi la prende tuttavia con filosofia. Infatti, se altrove sempre amministratori del centrodestra redigono ordinanze “anti-burqa” ed “anti chador”, per scoprire le donne e ridarle una dignità, dicono. A Castellammare si va nell’esatto senso opposto. Da queste parti, evidentemente, il Medioriente non è poi così lontano.













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