“PD, tutti a Firenze per rottamare quello che non va!”
22/10/2010 - I cittadini sopportano sempre meno l’autoreferenzialità della politica. La vostra non è l’ennesima iniziativa che si parla addosso? No, è il contrario. Perché lì ci sarà il campo progressista senza cene sul mare e politica delle alleanze, di cui abbiamo
I cittadini sopportano sempre meno l’autoreferenzialità della politica. La vostra non è l’ennesima iniziativa che si parla addosso?
No, è il contrario. Perché lì ci sarà il campo progressista senza cene sul mare e politica delle alleanze, di cui abbiamo riempito pagine e pagine quest’estate. Ci saranno esperienze non solo politiche che si confronteranno con chi politica la fa, senza doversene vergognare. Ci sarà la bella Italia, quella dei prossimi anni, che dal 1994 assiste a una replica incessante.
La recessione mondiale aggrava ma non è causa della crisi fiscale che blocca la crescita italiana da almeno 15 anni. Che cosa proponente su questo tema?
A Firenze, Cosimo il Vecchio aveva scelto come propria insegna una tartaruga con la vela. Credo che si debba ripartire da qui, dall’Italia degli sprechi e, al rovescio, dalle responsabilità e dal controllo sulla spesa pubblica, senza dover aspettare il federalismo. E poi dalle sue potenzialità, che stanno tutte intorno al concetto di qualità, l’Italia della tradizione, e di competitività, l’Italia dell’innovazione. E poi ci sono questioni urgenti: i diritti per chi non ne ha, una sperequazione sempre più marcata tra i redditi (che fa stare male tutti, anche chi sta bene, figuriamoci chi sta male). E altre cose di cui la politica parla ‘male’, ma sono sentite molto dalla popolazione: la banda larga è più importante del Ponte sullo Stretto, l’acqua non deve finire in mano di finanziarie interessate solo al profitto…
Quali sono i vostri interlocutori privilegiati, nel sistema politico e nella società?
Tutti quelli che comprendono che esiste un modo di fare politica antico e però capace di misurarsi con la società di oggi. Sobrio e popolare, tra il mercato e la rete.
Dopo il fallimento dell’Unione il centrosinistra è finito in minoranza. Cosa vi proponete, in termini di strategia, per invertire questa scivolata verso l’eterna opposizione?
Ci proponiamo di dire alcune cose per le quali il centrosinistra torni a essere riconoscibile. Ginsborg le chiama «campagne mobili», come se fossero le barricate risorgimentali. Battaglie intorno alle quali il Pd può trovare una rinnovata unità e costruire relazioni con gli elettori, di cui sta perdendo il polso.
Il centrosinistra è andato in crisi ai tempi del governo Prodi e da allora non si è più ripreso. Quali sono secondo lei le motivazioni di quattro anni di insuccessi?
Beh, non lo chieda a me, ma a chi ha guidato il centrosinistra allora. E anche oggi. La credibilità perduta non è un fatto anagrafico, come ci spiegano tutti: è un fatto politico.
Qual è l’indirizzo politico verso quale volete indirizzare il Pd, un corso più statalista alla Vendola o uno più liberale, che al momento sembra non interessare più la sinistra italiana?
La seconda che ha detto, ma nel senso vero, e di un liberalismo che sia anche repubblicano e costituzionale. E unitario, fino in fondo. Chissà che non ci sia da ritornare a un ticket Cavour-Garibaldi anche nel 2011, che discutevano tra loro, da posizioni molto diverse, come accade a tutti i leader del centrosinistra, ma poi l’Unità l’hanno fatta…
Che ne pensa della partecipazione del responsabile economico del Pd al corteo della Fiom? E sul modello Pomigliano seguite la linea Ichino, come sul contratto unico?
Per la verità, le cose sono un po’ più complesse. Sul contratto unico ho seguito Boeri, più di Ichino, e posso dirle che a Firenze ne discuteremo, avanzando anche qualche proposta, che vada anche nella direzione di ascoltarli, questi precari, e di rappresentarli, finalmente. Su Pomigliano mi sono limitato a richiamare il rispetto di un articolo della Costituzione, il numero 40. La produttività deve salire, non c’è dubbio. ma c’è un limite che non si deve valicare. La preoccupazione di Marchionne non è affatto banale, ma si può articolare rimanendo rispettosi del dettato costituzionale. Non è la posizione della Fiom, è la posizione della Costituzione.
Renzi è cattolico, lei un laico. Sui diritti omosessuali prevarrà il ma anche veltroniano?
Sulle unioni civili prevarrà il fatto che le coppie di fatto ci sono già, per definizione. Ora ci vogliono quelle di diritto. E se vuole un ma anche, il nostro è questo: coppie di fatto, ma anche di diritto, riconosciute dalla legge. Finalmente, le unioni, civili come dovrebbe esserlo il nostro Paese. Perché un cattolico dovrebbe essere contrario? Davvero non lo capisco.
In Afghanistan la missione è fallita. Si può rompere anche col santino di Obama?
Sull’Afghanistan sono d’accordo, ma Obama non si rottama. Fa anche rima.













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quello che in Italia non va! E”tanto vasto da essere paradossale e nessuno lo vede. Si accusa questo governo di regime.L’opposizione lo critica a tutto spiano indisturbata.L’opposizione vuole un cambiamento per avere maggiore democrazia: e dalla sua parte che partono le agressioni, le minacce, gli impedidementi sovente violenti contro gli avversari. L’opposozione impreca contro il fatto di numerose famiglie in povertà ma è contro le misure che cercano di arginare l’arrivo di povertà da ogni parte del mondo.Il governo in maggioranza è composto da cattolici. I cattolici della opposizione cercano di mettergli contro la Chiesa. Chiesa pratica una religione contraria all’insegnamento della bibbia e al cristianesimo originale; Contrasta pure la logica scritta nei vangeli.Il crocefisso continua a apparire nei principali enti repubblicani: è chiamata libertà di religione. Si lotta, nel contempo contro le illogiche intemperanze islamimiste. Si permette dunque un islam tradizionale in Italia, al posto di un islam europeo e aperto. A quanto pare, secondo Anno Zero e Di Pietro, lItalia è già nel disatro,è alla rovina, famiglie intère vivono di stenti, la fame infuria, la Rai propone di pensare ai poveri del mondo. Un tossico dipendente muore nelle carceri italiane e uno in quelle francesi. Le famigliae chiedono giustizia. Erano bravi ragazzi, soltanto un pochino drogati, mentre gli agenti sono malvagi ovunque. Succede il terremoto. Mentre tutti gli scienziati del mondo affermano che è impossibile determinare il luogo, il momento, l’mplitudine, in Italia si accusa i responsabili di ascoltare dle stravaganze di un genio italiano incompreso; Tutti vogliono il cambiamento;guai proporne uno, fose mitigato. Fortuna che la maggiorenza, quella che tutti cercano di abbindolare, si prepara per i regali natalizzi e al cenone del San Silvestro. Per uscire il paese dal caos, ci vuole un nuovo governo, possilmente formato, da catocomunisti, socialilisti dissociati, cristiani diluiti in sette, liberali incatenati alla usanze, centri sociali apatridi, ubriaconi che mostrano il sedere, dilettanti al lancio del peso,giardinieri paesagisti in immondizia, ecc. Quesqtaè il bel paese , dove (cazzo minchia) sbocciano su tutte le bocche. Da parte di un esule volontario.