Mentre il mondo si domanda che ne sarà della Clinton, quando si ritirerà, quale contropartita riuscirà a strappare, quale sarà il suo futuro ruolo e se sosterrà l’ormai ex rivale Obama nella lotta contro l’orso McCain, un solo dato è certo: la signora Clinton ha perso, contro i pronostici della vigilia. Vediamo perché.
Dite che riusciamo ad analizzare la sconfitta di Hillary sino a farla scomparire? Probabilmente no: ma forse funziona da anestetico, e dio solo lo sa quanto ne abbiamo bisogno, oggi. A bastimenti, si sarebbe detto una volta.
106 - Come ha fatto Obama a vincere queste primarie? Ovvero, che è la domanda che più ci interessa, come le ha perse Hillary? Il numero magico è 106: questa è la differenza in pledged delegates tra Obama e Hillary una volta che sottraiamo ad Obama i 21 pledged delegates di Edwards che son giustamente zompati sul carro del vincitore. Visto il divario incolmabile in pledged delegates, i superdelegati non hanno avuto altra scelta che Obama (pur consapevoli della sua debolezza intrinseca a novembre). Visto il divario incolmabile in pledged delegates, il voto popolare - pur favorevole a Hillary se contato come si deve, e tanto caro ai democratici dopo l’esperienza del 2000 - non ha potuto nulla.
BLOODY FEBRUARY - E allora la causa del nostro mal sono quei 106 pledged delegates di differenza, che Obama ha racimolato tra il 9 ed il 19 febbario, negli undici giorni (e nelle undici sfide) che hanno cambiato il mondo (o, come pensa più opportunamente Nullo, che hanno impedito al mondo di cambiare). Hillary, in quegli undici giorni e undici primaries and caucuses, ha perso ogni singola volta. Ma, soprattutto, ha lasciato ad Obama un vantaggio netto di 123 pledged delegates. Cioè più di quelli con cui Obama avrebbe finito per vincere la nomination.
UN FENOMENO GIÀ VECCHIO - Infatti dal 20 Febbraio ad oggi Obama è dietro alla Clinton in ogni ordine di calcolo: nel numero dei pledged delegates, 509 a 472; nel numero dei voti, 6,929,767 a 6,313,396; perfino nel numero degli stati conquistati, 9 a 7 (dati che, tra parentesi, suggeriscono l’ovvio: non solo Hillary sarebbe stato il candidato più forte a novembre, come indicato da qualsiasi mappa elettorale in circolazione; ma Obama è bello che bruciato da più di tre mesi).
EARLY DAYS - E anche fino al nove febbario, cioè tra la vittoria a sorpresa in Iowa e il sostanziale pareggio del supertuesday, Obama non ha accumulato un vantaggio significativo: venti miseri pledged delegates di vantaggio (ma considerando il pasticcio fatto dal RBC sul Michigan, la vittoria mutilata di Hillary in Florida, e gli impicci delle district e state conventions dell’Iowa, in realtà Hillary era arrivata al 9 Febbraio con più pledged delegates).
È SEMPRE COLPA DEL CICLO - Quindi sono quegli undici giorni di febbario, praticamente poco più di un ciclo, che hanno deciso questa sfida infinita di cui sentiremo tanto la mancanza. Ma sarebbe un errore concludere che è stato durante quegli infausti giorni che Obama ha vinto: no, la vittoria è dipesa molto di più dal fatto che Obama sia riuscito a superare il supertuesday indenne. La strategia di Hillary aveva messo in conto di poterle prendere in Iowa (anche se pensavano più ad Edwards che ad Obama). Ma non avevano messo in conto che avrebbero avuto bisogno di essere competitivi oltre il supertuesday. Così che, nei progetti di quello sciagurato di Mark Penn, durante quegli undici giorni maledetti
Hillary sarebbe dovuta essere in ritiro spirituale a preparare le presidenziali di novembre, un po’ la posizione nella quale è finito per trovarsi McCain a metà Febbraio.
YOU GOTTA BELIEVE - Il merito del team di Obama? Aver creduto nella possibilità di resistere fin oltre il supertueday, ed aver ben organizzato quelle undici primarie di cui Penn si era scordato. E, ovviamente, aver vinto l’Iowa. Sarebbe infatti un grave errore trarre la conclusione, a conseguenza del fatto che queste primarie siano durate fino a giugno, che gli early states non hanno più l’importanza di una volta. Obama non sarebbe diventato il nominee se non avesse vinto in Iowa.



























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
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E va bene, lo ammetto: la Clinton ha perso. Ecco perché…
Mentre il mondo si domanda che ne sarà di Hillary, quando si ritirerà, quale contropartita riuscirà a strappare, quale sarà il suo futuro ruolo e se sosterrà l’ormai ex rivale Obama nella lotta contro l’orso McCain, un solo dato è certo: la sig…
E va bene, lo ammetto: la Clinton ha perso. Ecco perché…
Mentre il mondo si domanda che ne sarà di Hillary, quando si ritirerà, quale contropartita riuscirà a strappare, quale sarà il suo futuro ruolo e se sosterrà l’ormai ex rivale Obama nella lotta contro l’orso McCain, un solo dato è certo: la sig…
Nullo, ma non sarai dell’Inter per caso?
@gregorj:
spot on!
Se lo sa Rocca, che ha copiato da un interista, questa è la volta buona che si ritira con Bush.