La storia si ripete. Dopo i gruppi sul social network ’Uccidiamo Berlusconi’, adesso è la volta del ministro della Pubblica istruzione.
Il popolo del network si è scagliato contro la titolare del dicastero di viale Trastevere costituendo oltre quaranta gruppi ‘Uccidiamo la Gelmini’. Dalle piazze alla rete, i toni sono
sempre piu’ aspri e coloriti, e nei messaggi in bacheca talvolta si trascende in vere e proprie minacce.
SANTA GELMINI MARTIRE - Ci vuole davvero poco per creare un martire e infatti, da parte della maggioranza non si fanno attendere i messaggi di sostegno e solidarietà, e la richiesta unanime di abbassare i toni. “Condanniamo il vile messaggio comparso sul social network facebook. Simili iniziative – dice Maurizio Fugatti, deputato della Lega Nord- non fanno altro che alimentare l’odio che poi può sfociare anche in episodi di violenza. Invitiamo quindi le autorità competenti a valutare se prendere provvedimenti contro tali iniziative.Esprimiamo la massima vicinanza e solidarietà”. La presidente della commissione Cultura alla Camera, Valentina Aprea rimarca: “Il ministro Gelmini è sostenuta dal governo e dalla maggioranza. Ci sentiamo tutti noi destinatari dei gravi e inaccettabili messaggi contro di lei apparsi su Facebook. Siamo di fronte – continua Aprea - a inquietanti aggressioni da parte di soggetti che hanno come unico scopo quello di diffondere odio nella società, al ministro Gelmini tutta la mia più sentita solidarieta’ e stima“. Beatrice Lorenzin, deputata del Pdl, afferma: “Solo profondo sdegno si può provare davanti ai vili attacchi apparsi su Facebook in cui si inneggia all’uccisione del ministro Mariastella Gelmini. Esprimo grande preoccupazione per questo clima di odio e violenza che sta montando in questi ultimi tempi nel Paese”. “Dagli attacchi alla Cisl, si è passati alle minacce contro soggetti protagonisti nella riforma del mondo del lavoro, fino a giungere stamane alle minacce di morte contro la Gelmini. Credo che sia assolutamente necessario abbassare i toni. La moderazione dei toni -conclude Lorenzin – e’ l’antidoto migliore a qualsiasi tentativo di incitamento alla violenza e all’odio politico”.
PAURA! - Ma andiamoli a vedere questi gruppi d’odio su Facebook. La ricerca mostra in realtà ben 4 gruppi. Il gruppo più consistente è formato da nientemeno che 398 membri, dalla descrizione “x tutte le leggi ke ha fatto sulla scuola”, potrebbe essere stato creato da un utente giovanissimo e infatti la foto dell’amministratore conferma la tesi. I commenti, niente più, niente meno, che quelli utilizzati normalmente in un qualsiasi corteo di protesta contro il ministro. Il secondo gruppo, formato da ben 82 membri e solo due commenti in bacheca: “sciopero sciopero sciopero” e “forza ragazzi dobbiamo distruggere tutte le scuole per poi arrivare a roma e uccidere la cosidetta gelmini”. Che paura! Che siano i soliti gruppi creati dai ragazzini per finire su Corriere e Repubblica, con tanto di stigmatizzatori dell’uso spietato che i giovani d’oggi fanno del social network? A giudicare dalla corsa dei politici per mostrare la loro solidarietà nei confronti della collega e contro il mostro Facebook brutto a cattivo, pare proprio di sì.




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basta dare risalto a questi gruppi, chi li crea conta proprio sul fatto che se ne parli
Qui bisogna capire una cosa, ma temo che non la si capirà mai:
Avete presente quella battuta di batman tha dark knight in cui Alfred dice “certi uomini vogliono solo vedere il mondo bruciare”?. Ecco, in internet non è una frase da film.
Bisogna capire che su internet queste persone esistonp veramente, che esistono troll che non si preoccupano minimamente delle conseguenze delle loro azioni, gli piace solo vedere la reazione. Ho visto personalmente troll che dava notizie false sull’aids su forum di adolescenti; un pazzo? No, purtroppo era sanissimo, lo ho incontrato di persona tempo dopo. Un coglione sicuramente, ma non pazzo. Però gli piace vedere il “mondo bruciare”.
Qui è uguale. Non date risalto alla notizia, non dategli quello che vogliono.
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