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Dimmi come starnutisci e ti dirò chi sei

Un colpo di cannone, il miagolio di un gattino, un vento di guerra: ognuno ha il suo personalissimo modo di farlo anche se, con tutta probabilità, nessuno si è mai esercitato tanto a lungo. È lo starnuto, un riflesso nervoso proprio di moltissime specie di vertebrati, un’improvvisa emissione d’aria dai polmoni che ci fa sospettare un’allergia o un raffreddore.  E ognuno lo fa a modo suo: c’è chi suona come un’esplosione e chi emette lo stesso suono di un topolino a cui hanno schiacciato la coda.

Thinkstock
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COME LE RISATE  – “Gli starnuti sono come le risate – spiega a The Body Odd Alan Hirsch, neurologo, psichiatra e fondatore della Fondazione per il trattamento di Gusti e Odori a Chicago – “Alcune risate sono forti, altre leggere. Lo stesso vale per lo starnuto: e spesso il mondo di starnutire rimane invariato per tutta la vita”.  Secondo Hirsch il modo di starnutire rappresenterebbe la personalità dell’individuo: “È una questione in gran parte psicologica e sottolinea la personalità e il carattere”. Ad esempio, chi è estroverso ed espansivo, sarà più portato a uno starnuto fragoroso, chi invece cerca di contenersi avrà uno starnuto più trattenuto.

 

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ORGASMO NASALE – Starnutire è, prima di tutto, un atto involontario. Una sorta di meccanismo di difesa e pulizia del nostro apparato respiratorio, che si libera di particelle “estranee” con una poderosa emissione d’aria. La forma del naso influisce su tempi, modi e sopratutto suoni dello starnuto ed è innegabile che un sano starnuto di tanto in tanto è liberatorio e quasi piacevole. Hirsch lo paragona addirittura a un orgasmo nasale: “Quando si starnutisce si ha un’esperienza piacevole, quasi orgasmica. Di conseguenza, una persona sessualmente più inibita potrebbe tentare di reprimere lo starnuto. A differenza di coloro che sono più orientati verso l’edonismo che potrebbero trovare una maggiore soddisfazione un uno starnuto più rumoroso”.

(Photocredit copertina: George Marks/Hulton Archive/Getty Images)