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Il deputato di Scelta Civica e la falsa compravendita

Alla vigilia delle elezioni Politiche il premier uscente Mario Monti ha sottoscritto l’impegno (poi mantenuto) di evitare la candidatura di persone sotto processo o condannati in nome della massima trasparenza. Oggi si ritrova con un indagato all’interno del gruppo della Camera. Il deputato di Scelta Civica Angelo D’Agostino, imprenditore edile, è finito infatti nella lista delle 21 persone raggiunte da avviso di garanzia per la vicenda Axson, società che certificava l’idoneità delle aziende a partecipare alle gare pubbliche. L’onorevole è stato raggiunto anche da una misura cautelare: interdizione temporanea dell’esercizio dell’attività d’impresa.

 

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L’ACCUSA – Ieri il gip ha inoltrato la richiesta della Procura di autorizzazione a procedere a Montecitorio. Del caso parla Maria Elena Vincenzi sull’edizione romana di Repubblica:

Quello di D’Agostino, avellinese, 51 anni e titolare di una delle aziende di costruzioni più grandi del Meridione, è il primo caso di richiesta di autorizzazione a procedere della nuova legislatura. L’imprenditore che, sul suo sito personale si definisce il «classico self made man», è accusato di essersi servito della Axsoa di Mario Calcagni per comprare, si legge nell’ordinanza con cui il giudice ha disposto il 18 aprile scorso anche sei arresti in carcere e tre domiciliari per un giro di false attestazioni di requisiti per partecipare agli appalti, «il ramo d’azienda fittizio della Fp in data 14/4/2009 per far apparire sussistenti, in capo alla società acquirente, i requisiti economici e tecnici previsti dal Dpr 34/2000». Una falsa compravendita che al neo-deputato sarebbe costata 150 mila euro. La stessa inchiesta, che ora punta a scoprire se si trattasse di un sistema, quali siano gli appalti incriminati e se ci siano altre responsabilità, vede indagata per riciclaggio anche la moglie di Calcagni, ritenuto dalla procura, il dominus dell’associazione per delinquere, l’attrice Raffaella Bergè, ora ai domiciliari.

Edit: dall’onorevole D’Agostino riceviamo e pubblichiamo:

L’On. Angelo Antonio D’AGOSTINO residente in Montefalcione (Av), elett.te dom.to presso il mio studio in Avellino alla via S. Esposito 4, mi ha conferito formale incarico – in relazione ad alcuni articoli e pubblicazioni di organi di stampa, nei quali si partecipava di un possibile coinvolgimento dell’On. D’Agostino in un procedimento penale avente ad oggetto asserite “certificazioni false per la partecipazione agli appalti” a seguito del quale lo stesso sarebbe stato “temporaneamente interdetto dall’esercizio d’impresa” – di rappresentarVi quanto appresso, attestando la erroneità e l’ infondatezza di quanto inopinatamente pubblicato e chiedendo di precisare.

In particolare si evidenzia che per i fatti contestati, laddove dovessero essere accertate le ipotesi dell’accusa, l’On. D’Agostino risulterebbe persona offesa e non potrebbe giammai rivestire la qualità di “indagato”, perché egli quale amministratore p.t. della D’AGOSTINO ANGELO ANTONIO COSTRUZIONI GENERALI srl si è limitato ad acquistare un mero ramo di azienda, che non conteneva alcuna certificazione, men che mai risultata falsa, ed in virtù della quale la società di cui era amministratore non si è mai aggiudicato alcun appalto.

Tende a precisare e sottolineare che alcuna misura interdittiva è stata giammai notificata allo stesso, né attinto da alcuna ordinanza e/o decreto di sequestro e/o informazione di garanzia, avendo appreso tali notizie solo da alcuni quotidiani ed organi di stampa.

Comunque, si rappresenta, che l’On. D’Agostino tutelerà i suoi diritti ed interessi nelle sedi opportune, provvedendo a depositare una denuncia querela per i fatti che lo vedrebbero coinvolto, anche in relazione a pubblicazioni diffamatorie.

Tanto si doveva.

Distinti saluti.