Prostituzione e Chiesa: dal moralismo al favoreggiamento
05/06/2008 - VATICANOMICS – Le posizioni della chiesa cattolica sono abbastanza note su un bel numero di argomenti che, con la prostituzione, hanno più di un contatto. Niente facili moralismi sulle inclinazioni sessuali dei parroci americani, state tranquilli. Qui si fa della
VATICANOMICS – Le posizioni della chiesa cattolica sono abbastanza note su un bel numero di argomenti che, con la prostituzione, hanno più di un contatto. Niente facili moralismi sulle inclinazioni
sessuali dei parroci americani, state tranquilli. Qui si fa della scienza economica, mica del populismo anticlericale. In generale, la chiesa e il sesso non sono mai andati troppo d’accordo, almeno sul piano dottrinale. Ad esempio, il catechismo cattolico ci tiene molto alla castità, perfino a quella coniugale. In termini economici, diciamo che tende a scoraggiare l’offerta di sesso gratuito e, di conseguenza, a rendere difficoltosa la sostituzione del bene “sesso a pagamento” col bene alternativo “sesso gratis”. Resta il “sesso fai-da-te”, ma anche lì non è che il Vaticano sia di manica larga. Naturalmente, parlo del bene “sesso” fine a se stesso perché qui non ci occupiamo di quello nobile figlio dell’amore e finalizzato alla procreazione. Ora, una posizione così netta ha delle conseguenze tangibili perché la riduzione della concorrenza tra beni sostitutivi costringe la domanda a concentrarsi esclusivamente (o prevalentemente) sul mercato di uno solo di quei beni favorendo senza dubbio alcuno il lato dell’offerta. Secondo i canoni da noi utilizzati per la rappresentazione grafica, vuol dire che la curva di domanda, molto probabilmente, è meno inclinata di quello che abbiamo ipotizzato. Comunque sia, è evidente che l’elevazione a virtù fondamentale della castità favorisce il mercato della prostituzione.
LA CHIESA E LA DOMANDA – Di fattori che influenzano la domanda ce ne sono moltissimi. Tra questi, il livello di reddito disponibile dei consumatori perché più i consumatori possono spendere maggiore sarà
la domanda dei beni a cui tengono di più. Se ha ragione Suor Claudia, c’è da presumere che un aumento di reddito disponibile dei milanesi produrrà un aumento immediato della domanda di rapporti sessuali a pagamento vista la scarsità di quelli gratuiti. Infatti, Bagnasco ha messo la questione dell’aumento dei salari in priorità uno, forse in buona fede e probabilmente ignorando che una quota di quell’aumento verrà spesa nottetempo in periferia a far baldoria. Tanto per capirci, se guardiamo la figura a fianco, è facile comprendere che – una volta aumentati i salari – a Milano salirà la domanda e si espanderà immediatamente l’offerta col risultato che ci saranno più zoccole in giro e che costeranno più care.
LA CHIESA E L’OFFERTA – Ma non finisce qui. Sappiamo che la gran parte delle prostitute la importiamo dall’estero e che il loro avvento ha spazzato le artigiane di casa nostra demolendone la
resistenza attraverso una spietata guerra di prezzo. E’ ovvio che, a parità di servizio reso, il cliente ricorra al fornitore più conveniente. Stabilito che il settore è dominato dalle immigrate, cosa può mai proporre la Chiesa sull’argomento? Indovinato! Maggiore accoglienza e più disponibilità a chiudere un occhio. Questo significa aumentare il numero di signore allegre che ancheggiano sui marciapiedi, cioè aumentare l’offerta di rapporti sessuali a pagamento. Come si vede dal grafico, un’operazione che ridurrà il prezzo medio (finalmente un vantaggio anche per i consumatori!), ma una netta riduzione del fatturato pro capite per le sciagurate che importeremo. Ancora una volta, Suor Claudia aveva visto giusto.
FINALE DELLA STORIA – Se si combinano gli effetti appena descritti, ci si rende conto che
l’impostazione rigidamente moralista della Chiesa produce effetti sul mercato della prostituzione esattamente opposti a quelli che dichiara di voler ottenere. Applicando le politiche “industriali” suggerite dalle autorità ecclesiastiche, l’unico risultato che si possa ottenere è una crescita costante dell’offerta e dei prezzi delle prestazioni. Senza contare che, per carità di patria, abbiamo omesso di considerare gli aumenti di prezzo dovuti alla guerra ideologica ai sistemi anticoncezionali (le professioniste più coraggiose non si negano al rapporto senza protezione, ma richiedono un sovrapprezzo). Tutto questo accade inevitabilmente ogniqualvolta un’istituzione pensi di poter conseguire equilibri economici fondati su principi etici che contrastano palesemente con le preferenze liberamente espresse dai cittadini, o consumatori o come accidenti vogliate chiamarli. E infatti due millenni abbondanti di attività vissuti con discreto successo di pubblico e di botteghino non sono bastati per vincere la santa battaglia. Un po’ perché vincerla non si può, specie coi mezzi che usa la chiesa cattolica, un po’ perché, passatemi la provocazione, non è neanche detto che l’obiettivo reale sia veramente quello.













Ratzi non so se è etero ma di sesso ne ha fatto. Tolto il periodo nella Werhmacht. Li no ( nein ). Niente sesso siam bavaresi. Ciao. Alla prossima.
Cari Amici, anche gli spacciatori di droga e gli sfruttatori della prostituzione applicano forme scientifiche di calcolo della redditività dei loro crimini. Se molti invece di andare a cercare stravaganze con le puttane e travestiti si limitasse a farsi mogli o fidanzate più o meno stabili ( o magari andasse con i propri amici omosessuali)- magari conosciute/i la sera stessa in discoteca – il che non mi sembra così difficile nella nostra liberale società di oggi, mancherebbe la domanda e, pertanto, l’offerta, a buon prezzo o no. Se invece di farsi un bicchiere di vino e pane e salame si preferisce la cocaina, credo che ci sia qualcosa che non va nei cervelli di alcuni. Mi sembra ingeneroso prendersela con la Chiesa cattolica.
Ciao a tutti!
Prudentissimo
Nel vostro accanimento anticattolico siete patetici e scusate… ma
non mi sembrate di grande spessore.Gianni
Non credo che le posizioni della chiesa favoriscano la prostituzione. Non per nulla viene chiamata la “professione più antica del mondo” e quindi abbondantemente preesistente alla chiesa cattolica. Ci saranno sempre maschi che per i più svariati motivi non riescono a soddisfare le loro esigenze sessuali con partners consenzienti e che pertanto sono disposti a pagare e ci saranno sempre soggetti disposti/e a fornire prestazioni sessuali a pagamento.
Nei comportamenti umani ci sono tante varianti che non possono essere rappresentate da numeri. Chi non tiene conto di questo, per ignoranza o mala fede, con i suoi calcoli «scientifici» provoca disastri come la crisi finanziaria che a sconvolto l’economia mondiale in questo periodo.
Con gli stessi calcoli «scientifici», naturalmente, e qualche altro grafico, mettendo insieme patate, serenate alla luna e i numeri per il superenalotto che mi ha venduto una zingara, si può «scientificamente», manco a dirlo, concludere che la popolazione dei cornuti, in Italia, è direttamente proporzionale al fatto che, nel medio oriente, molti islamici tengono le loro donne chiuse in casa.
Questo legame tra castità cattolica e prostituzione fa il paio quell’altro essudato di menti eccelse: «la Chiesa vietando i contraccettivi favorisce l’aborto».
Io, cattolico e quindi scemo per definizione, continuo a pensare che, a parte quei pochi che hanno fissa dimora in certi blog, nessuno, se credente, è così cretino da osservare con scrupolo ciò che la Chiesa dice su i contraccettivi, mentre non si cura di ciò che essa insegna su l’aborto. Se, invece non è credente, perché dovrebbe preoccuparsi dell’insegnamento morale dei cattolici?
Io, cattolico ecc. Continuo a pensare che, se uno, con i suoi calcoli, fosse in grado di trovare un sistema sicuro per fare sei al superenalotto, non avrebbe bisogno di darlo a qualche gonzo in cambio di soldi. Giocherebbe lui.
Sator.
A me questo articolo sembra una grandissima presa in giro di quegli imbecilli che con argomenti del genere sostenevano che il preservativo aumenta il rischio di contagio dell HIV e di quella massa di pecoroni che gli credevano.
sator svejati te stanno a pijà per …..
Se lo dici tu, Pietro, devo proprio svegliarmi. Le tue conclusioni sono di sicuro il risultato di una complessa formula matematica, nonchè scientifica. I numeri chi teli ha dati, tuo bisnonno in sogno?
Grazie di avermi aperto gli occhi. Sator.
Sator, te lo spiego con parole semplici, tu stai prendendo sul serio una presa in giro volutamente senza nessun senso dal punto di vista scientifico, ma forse essendo abituato a prendere sul serio di peggio non ci arrivi a capirlo con la tua testa.