Il Pd e il referendum sul grembiule

di - 30/10/2008 - Approvato il decreto Gelmini, il Partito Democratico si ritrova dalla parte dei collettivi e della difesa dello status quo. Ma in questo modo si aliena il consenso di chi spera nel cambiamento. E così la cosiddetta riforma Gelmini è legge.

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Approvato il decreto Gelmini, il Partito Democratico si ritrova dalla parte dei collettivi e della difesa dello status quo. Ma in questo modo si aliena il consenso di chi spera nel cambiamento.

E così la cosiddetta riforma Gelmini è legge. Il Partito Democratico e l’Italia dei Valori hanno tentato una qualche forma di ostruzionismo durante i lavori in Senato di ieri, ma senza alcun risultato. Nel frattempo, non si fermano le manifestazioni e le proteste delle associazioni degli studenti, dei sindacati e dei genitori, che culmineranno con lo sciopero generale di questa giornata.

THANKS GOD IT’S OCTOBER – Volendola mettere sul piano squisitamente politico, la protesta è stata una manna dal cielo per il Pd: lo ha rivitalizzato, lo ha rimesso in piedi, gli ha dato l’illusione di un consenso giovanile e gli ha permesso di trovare dopo mesi una sponda popolare al proprio lavoro in aula. Il Pd, date le sue condizioni disperate, ha cavalcato il movimento in maniera completamente acritica. Sì, nel programma elettorale si era parlato di meritocrazia, lotta ai baroni, poli di eccellenza, apertura a investimenti privati, eccetera ma – sapete come si dice – il nemico del mio nemico è mio amico, per cui ecco il Partito Democratico marciare felice insieme a collettivi universitari e centri sociali. In mancanza di una propria piattaforma, il Pd non si è fatto troppi problemi a marciare con i comunisti anti-mercato, con i rettori che assumono figli e nipoti, con i baroni dei concorsi farsa, con i sostenitori dei finanziamenti a pioggia, con i dottorandi che rivendicano il diritto a essere scelti sulla base dei caffè portati al professore e cose così. Insomma, il messaggio che è passato nel paese – anche grazie al solito abile lavoro dei telegiornali – è che da una parte c’era il ministro Gelmini e dall’altra i centri sociali e i soliti studenti che durante il primo quadrimestre hanno sempre protestato e occupato, per un motivo o per un altro. Indovinate da che parte si è schierato il paese.

ALLOCCHI – Qui c’è da aprire una parentesi. Guardando i numeri dello spaventoso consenso degli italiani verso il governo, si possono avere due reazioni. La prima è pensare che gli italiani siano diventati matti, tutti, all’improvviso. La seconda reazione è comprendere il senso della strategia di Berlusconi, ed elaborare delle contromisure. Il governo Berlusconi sta aggredendo tutti i nodi di questo paese, tutti i problemi storicamente irrisolti, proponendo per la loro risoluzione dei provvedimenti nel migliore dei casi populistici e inefficaci, nel peggiore controproducenti e dannosi. Ma sta facendo delle cose, o perlomeno ne dà l’impressione. Il Pd cade nella trappola tutte le volte: Brunetta attacca sul fronte dell’efficienza della pubblica amministrazione, il Pd si appiattisce sulla linea della Cgil. Gelmini taglia i fondi alla scuola, il Pd scende in piazza coi collettivi universitari. E via dicendo. Tra l’operato del governo Berlusconi e la difesa dello status quo c’è una prateria enorme in cui un partito riformista serio e con una comunicazione efficace potrebbe fare il bello e il cattivo tempo, mentre la difesa dello status quo è destinata a produrre inesorabilmente sconfitte su sconfitte. Certo, per abbandonare i consensi facili di chi vuole conservare le cose così come sono serve avere coraggio, idee e credibilità. Tutte cose che al momento mancano, anche perché ai sondaggi sul gradimento di Berlusconi il Pd si è dato la prima risposta: gli italiani sono matti (vedi Walter il 25 ottobre, e l’Italia migliore di chi la governa). Cose che fanno guadagnare migliaia di voti, come potete immaginare. Chiusa parentesi, comunque, e torniamo a noi.

TOH – Bisogna essere onesti: il Partito Democratico si è ricordato ieri – sì, ieri, meglio di niente – di essere un partito progressista e non conservatore, e ha diffuso la propria proposta per l’università. Sette paginette in pdf pubblicate sul proprio sito e rilanciate da Repubblica, contenenti vari principi vaghi e condivisibili e un paio di cose concrete piuttosto azzeccate. Buongiorno, verrebbe da dire, se non fosse che poi queste sette paginette non le si è diffuse in alcun modo. Una conferenza stampa? Un volantinaggio a tappeto? Walter che scende in piazza a spiegarle agli studenti? Un banner da far girare online? Niente. Solo le sette paginette, e un piccolo e anonimo sunto sul sito del partito. Buonanotte.

AL VOTO – In fondo era veramente un copione già scritto. La storia ci dice che il centrosinistra italiano sa fare opposizione solo in due modi: manifestazioni di piazza e referendum. Per cui, dopo le manifestazioni di piazza, è arrivata puntuale come la morte la richiesta di referendum. Uno dice: referendum? Dopo la mazzata che ha reso immodificabile la legge 40? Dopo aver detto per mesi a Di Pietro che farlo sul lodo Alfano rischia di essere controproducente? Sì. Referendum è una di quelle parole che la politica tira fuori quando ha finito ogni altra arma. Il punto è che a essere superficiali e pressapochisti si combinano dei gran pasticci. Il caso vuole che la legge proibisca i referendum in materia di bilancio, per cui tutta la parte della legge 130 relativa ai tagli non si può toccare, e la stessa cosa dicesi per il maestro unico, la cui normativa risale all’ultima finanziaria. Cosa rimane? Il voto in condotta, il grembiule, i voti in numeri anziché in giudizi e altre quisquilie. Che si sappia, quindi: la ricetta del più grande partito d’opposizione in Italia è proporre con gran solennità e pomposità un referendum sul grembiule. Referendum. Grembiule. Basta.

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32 Commenti

  1. Gregorj scrive:

    gran pezzo, quoto riga per riga

  2. Tetsuo scrive:

    Guarda proprio ieri commentabo la cavolata del Referendum.
    Ma al PD non sanno che i tagli stanno in finanziaria?
    Che quella non è soggetta a referendum?
    Il problema del PD (se ne esiste solo uno :D) è che sono una massa di disorganizzati cronici.
    Fanno la riunione per decidere la data della prossima riunione, dove decideranno chi invitare alla riunione successiva, dove decideranno dove fare la riunione a seguire… e via dicendo!

    Non hanno capacità comunicativa, prendessero spunto da Obama e si facessero consigliare qualcuno che gestisca la loro immagine e la loro VOCE.
    Hanno presentato vari emendamenti per reintrodurre i soldi tagliati alle borse di studio, ma nessuno lo sa.
    Hanno presentato vari emendamenti per reintrodurre l’organismo che VALUTA le università e quindi sancisce le eccellenze (da premiare) e gli sprechi da tagliare… organismo cancellato dalla Gelmini (viva la meritocrazia) appena insediata, ma nessuno lo sa.

    Un ultimo appunto… credo che essere contro i tagli alla scuola, non voglia per forza essere a favore del mantenimento dello status quo.

  3. ricchiuti scrive:

    Appassionato ma non caotico, anzi. Chiarissimo, lucido, ben scritto ma non noioso, anzi. Il finale è scoppiettante.I miei sinceri complimenti all’autore.

  4. Tess scrive:

    In piazza non c’erano solo i collettivi universitari.
    In piazza stamattina ci sono anche quegli insegnanti precari che de facto sono disoccupati.
    Però tanto per far casino va bene, confondiamo pure le proteste sacrosante contro la riforma della scuola con quella ( a venire ) dell’ Università. Se si fosse stati alla finesta a guardare l’ approvazione di questa merda, oggi avrei letto paginoni sul chi è e chi non è chi fa e chi non fa opposizione. E invece mi tocca leggere paginette sull’ iniziativa di una raccolta di firme.
    Una raccolta di firme per abrogare l’ abrogabile e a nessuno viene in mente che tra la raccolta di firme e l’ ammissibilità del referendum c’è in mezzo esattamente un voto.
    Sapete cosa ne farà la maggioranza delle dieci proposte del Pd sull’ Università ?. Si pulirà il sedere e non venitemi a dire che è così perchè non sono state pubblicizzate, perché sennò devo pensare che stiamo all’ abc.
    Perché esattamente porteranno il Paese dove vorranno loro, con o senza proposte, con o senza cortei, con o senza paginette.
    Au revoir

  5. Gregorj scrive:

    Tess, quanto è che protestano gli studenti per la riforma Gelmini? E quanto è che il PD ha cominciato a occuparsi seriamente della riforma e della protesta?

    hai due possibilità:

    a) puoi dire che dall’inizio il PD è vicino col pensiero a questi bravi ragazzi che buttano il cuore oltre l’ostacolo e Veltroni non ci dormiva la notte da settimane e bla bla bla

    b) puoi dire la verità.

    Se dici la verità, però, ti tocca stracciare la tessera.

  6. Tess scrive:

    Sì hai ragione. Bisognava starsene nel Loft.
    Peccato davvero sai, perché se fossero rimasti nel Loft adesso staresti a scrivere che non hanno alzato nemmeno il mignolo.
    Vedi, caro Gregorj, è da quando sono cominciate le manifestazioni che i partiti sono rimasti abbastanza defilati e questo per evitare anche a richiesta dei movimenti studenteschi che venisse tutto facilmente strumentalizzato dalle destre.
    Prima o poi però di fronte a tale merda devi schierarti. Perchè sei un partito, non un club della pipa e voti in un Parlamento ( anche se il tuo voto conta quanto il due di picche ).
    C’è una bella differenza tra la Politica e il Giornalismo. E’ quella che nel secondo non devi stracciare tessere

  7. nuvolarossa scrive:

    Tess, perché allora non si dice che i tagli agli istituti superiori con un numero ritenuto basso di frequentanti era prevista già nella finanziaria di Prodi, come mai il Presidente della provincia di Nuoro Roberto Deriu parla di Università-Consorzio (è pazzo o si trova nel partito sbagliato), che dice il vertice Pd delle dislocate lotte di potere che si stanno consumando ultimamente e del fatto che il padrone di Tiscali, Renato Soru, Presidente della Regione Sardegna in odore di elezioni si sia appena comprato L’Unità?

  8. Tess scrive:

    Calma e gesso.
    Io non ho mai detto che l’ università non vada riformata, perché non vivo in un altro mondo e gli sprechi, le baronie, e tutto quello che di pessimo c’è nell’ università italiana va sicuramente cambiato. Il punto è un altro.
    Primo, qui si sta parlando di tagli alla scuola e di un decreto legge già approvato.
    Secondo,la loro riforma dell’ università non porterà affatto ad un miglioramento, tutt’altro.
    Infatti anche gli scioperi dichiarati si svolgono in date differenti.
    Sul fatto che Soru abbia comprato l’ Unità sono favorevolissima. Pur di continuare a leggere quello che trovo un giornale pluralista e democratico. Per dire, non avrei problemi nemmeno se domattina arrivasse Berlusconi a comprare Giornalettismo se mi fosse garantito che Francesco Costa potrebbe continuare a parlar male del Pd ;)

  9. Gregorj scrive:

    “Sì hai ragione. Bisognava starsene nel Loft”.

    No, guarda che io sto dicendo l’esatto contrario. A parte che, come ho detto più volte, io sono a favore della riforma Gelmini, se il PD riteneva la riforma Gelmini una cazzata doveva entrare prima nel dibattito, invece di accodarcisi furbescamente gli ultimi cinque minuti con la proposta insensata di referendum non-si-sa-bene-su-cosa.

    “Vedi, caro Gregorj, è da quando sono cominciate le manifestazioni che i partiti sono rimasti abbastanza defilati e questo per evitare anche a richiesta dei movimenti studenteschi che venisse tutto facilmente strumentalizzato dalle destre”.

    ahhahahahahahahahahahaha

    pensa che invece io credevo che fossero rimasti defilati perché non sapevano che fare! Che cazzone che sono, eh?

    “Perchè sei un partito, non un club della pipa e voti in un Parlamento ( anche se il tuo voto conta quanto il due di picche “).

    Vedo che finalmente l’hai capito.

    “C’è una bella differenza tra la Politica e il Giornalismo. E’ quella che nel secondo non devi stracciare tessere”

    siamo al delirio.

  10. AG scrive:

    Condivido anche io riga per riga il bellissimo articolo di Francesco.

    Per Tess:

    guarda anche io ho provato ad impegnarmi nel PD. Ho anche proposto in una riunione di fare una controproposta in tema di giustizia invece che solo urlare e stracciarsi le vesti, perchè è inammissibile lo status quo, cioè che in Italia un processo civile duri 8 anni.
    Mi è stato risposto di “volare basso”.
    Bene voliamo pure basso, facciamo i giochetti vari per avere qualche briciola del TG3 e del resto della RAI per gli amichetti, facciamoci i dispettucci con il Riformista.
    Io per la prima volta nella mia vita alle Europee non andrò a votare.
    Vediamo se inizieranno a prendere il volo o continueranno a difendere gli indifendibili che, cosa ridicola, alla fine manco li votano!

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