Dall’ebraismo al cristianesimo senza passare dal via: storia di una conversione. La mia.
Dall’ebraismo non si esce. Mai. E’ una condizione ineludibile. Allora, mi son detto, forse sono ancora in tempo a fare un po’ come mi pare. Queste parole, l’outing impossibile e però più praticato da prima che inventassero i froci, fuori dall’ebraismo nunca mas come essere grassi o certi tatuaggi presi da piccoli, le ho sentite e lette da un rabbino “riformato”. Ma con la crisi che c’è manco gli ortodossi ne sarebbero scontenti.
L’intera storia dei marrani in fondo poggia su questo entrare e uscire senza mai andare. Se il destino di un paese poggia sulla sua suburra, quello di un popolo è nel suo sopravvivere a costo di mendicare, a qualunque costo. Persino di arrangiarsi.
Roma, Maggio del 2008. Mi trovo fuori la Sinagoga di Roma, la Caput mundi del giudaismo de’ no’antri, del celodurismo di cervice di casa nostra. Che faccio? Vado, che faccio? Entro, se fosse possibile. Non lo è stato. E non lo sarà mai, anche perché manca, come nel coito interrotto, l’interazione. Lì non busserò più. A Napoli si radunano a Cappella Vecchia, che già il nome è tutto un programma che strizza l’occhio ai furbi, le vecchie volpi e ai convertiti. Che ci vado a fare, a chiedere di nonno. Ma Nonno lì s’è cancellato, lui e tutti i morti suoi. Quante fermate il pullman, quanta fatica inutile. Tanto ho la Chiesa giù da me a due passi, anzi a quattro se me ne voglio fare due. In un giorno. Già me l’immagino quanto costi poi ammettere a se stessi che sentire Adonai con l’accento di Forcella, come di Centocelle, fa tanto ridere. Come le belle donne vestite o meglio svestite alla francese, che ti fulminano la devozione ed il raccoglimento sbottando in marchiciano.
I marrani secondo Wikipedia so’ gente così, ambigua già nell’ambiguità. Pensate che ne sono tre di specie. Quelli convertiti all’agio. Ai soldi. Al successo sociale. Diciamola bene, alla libertà di movimento di un cristiano. E che, toh, non vi stupisca, quasi tutti poeti e “antisemiti” a penna. Sfottitori delle radici loro con pasquinate tutte da spanciarsi e rosicate. Il successo non è bello se non è litigarello. Lo sberleffo, il dito in culo al mondo, non è completo senza la materia prima dei traditi & beffati. Poi c’è il convertito ipocrita. Infine, il convertito falso. Tra l’ipocrita ed il falso passa la medesima sottigliezza che passa tra un’adultera silente ed una conclamata. Insomma, a parità di prestazioni, è solo questione di cattiva stampa.
Al matrimonio con la morte di mia nonna, si presentarono tutti i superstiti della gran svendita. Che stronzi.
Se ne stavano tutti lì, con quei profili e quella miscredenza: il sorriso storto del sarto che ti lascia sfogare sul vestito, tanto prima o poi la pagherai. Che giudei, bisbigliarono guardandosi tra loro.
Che ci guadagno a ritornar tra loro? Tanto più che oggi tengon lontani pure i porci dal momento che non tagliano quasi più il pisello. Mentre io mi allenavo a pane azzimo per una maccheronica aliah senza sugo, mentre mi affannavo a cercare di comprar una menorah, molti di loro festeggiavano il Natale. In estate del corrente anno, ho visto una Croce (attenzione, sotto un campanile e non sopra una traversa, non mi scambiate per la commedia all’italiana). E ho deciso che ero stanco di aspettare. Più o meno come Paolo il romano, di cui, guarda la combinazione, proprio quest’anno i romani festeggiano nel bel modo loro, dando cioè qualcosa in cambio, il lieto evento. Paolo diceva, ma il dio è lo stesso, basta solo proclamare la fine della storia perché ‘sto Messia, amo’, pure doveva arrivare e, grazie grazie, è arrivato. Se so’ cristiano, è perché so’giudeo (e romano) tanto così.
Se semo rotti. Noi altri, i giovanotti di Gerusalemme bella. Che ci vuole, basta mettere Gesù dove l’ha messo Elia ( o Bob Dylan). E il resto della fede viene. Tanto è tutta roba nostra. Beati gli invitati alla Cena del Signore, ma se voi altri banchettate è tutto a spese mie, in conto a Giuda e la sua vecchia gente. Tutta la meglio gente del presepe, non crediate, gli apostoli, i profeti, le mistiche, le barbe, la pazienza, il vitello d’oro e quel paraculo del figliol prodigo, gli inquisitori, i capi dei nazi, Mamma e Papà. Persino, l’asinello e il bue. Tutti a rosolarvi in tavola il vostro pane quotidiano. Rotto per rotto, tanto vale aggiungiate un posto alla mia di tavola. Tanto ne sono indegno, di partecipare a mensa, come da regola. E in più, da giuda, mi sarei cotto anch’io.



























Storie miserabili ? Touchè.
Ricchiù, è il nome della rubrica, essù :*
ecco, per punizione ti ho messo Woody che ti guarda ironico
Come dicevano Quelli, il nome fa la sostanza. Giusto così.
Un caro saluto a Povero Paolo, un omaggio all’anno paolino da dove e come s’è potuto.
azzarola, rcchiù, mi hai presa di sorpresa, miserabile! ho appena abbandonato sul divano
l’autobiografia di amos oz!
Ebbravo Ricchiu’.
la seconda immagine non si vede
Toh guarda Cordapazza, uno dei miei libri tratta di ebraismo…
Ciao!
“storia d’amore e di tenebra”, il titolo!
ciao, baci!
”..è inutile banalizzare l’antisemitismo. In rapporto a noi stessi innanzitutto: è all’infinito che il popolo ebraico è definibile; il che non è che un altro modo di dichiararlo indefinibile, dal momento che l’idea di definizione implica quella di finitezza. E poi nel rapporto che ci lega al non ebreo. Nei suoi sentimenti nei nostri confronti c’è qualcosa di specifico, d’essenziale relativamente ai sentimenti dell’uomo per l’uomo. A tal punto che se gli ebrei non esistessero, si sarebbe dovuto inventarli; si sarebbe dovuto fabbricare un popolo misterioso e disseminato come siamo noi, nei confronti del quale l’uomo potesse avere dei sentimenti che non assomigliano ad altri, che non si lasciano banalizzare e che sussisteranno fino alla fine dei tempi”. Vladimir Jankelevitch, ”La coscienza ebraica” Giuntina, Firenze 1986. CIAO
Ottimi libri quelli pubblicati dalla Giuntina.
Ciao cordapazza!
sissì, eccome no, pubblica elie wiesel!
ciao!:-)
@ cordapazza
che, se Dio vuole, è esaurito! Almeno così mi hanno assicurato il libreria:-)
@nuvola rossa
prova su ibs, ci sono pure gli sconti!
http://www.ibs.it/ser/serfat.a.....lie+wiesel
e io che devo dire, che vagolo da anni elemosinando “Speak, memory” di Nabokov, mai più ristampato dalla Mondadori? :-))
@ nuvola rossa
e io che devo dire, che vagolo da anni alla ricerca disperata di “Speak, memory” di Nabokov, mai più ristampato da Mondadori?
comunque, qui ci sono le opere di Wiesel, pure scontate!
http://www.ibs.it/ser/serfat.a.....lie+wiesel
Sicuro! CIAO
@ cordapazza
ho letto La Notte e poi… gli articoli di Wiesel sul Corriere della Sera: bastardo, mi sono pentita di aver visitato la sua casa a Sighet!
Comunque grazie per la dritta, la userò per altri autori, più degni. Quanto al tuo introvabile, non ti resta che Fahrenheit su Radiotre:-)))), se resisti alla voce monocorde del conduttore…
Se per questo Elie Wiesel è pubblicato anche dalla ”Spirali” dell’Armando Verdiglione. Ricordi? Si lui lo psicoanalista selvaggio degli anni ottanta finito agli onori delle cronache e nelle grane, perchè praticava la ”psicoanalisi” selvaggia. Plagiando le sue ( i suoi ”pazienti”)facendogli pagare onorari da sultano del Brunei. S Voeghelmann pubblica un catalogo sterminato informati. Ciao con simpatia!
Se per questo Elie Wiesel è pubblicato anche dalla ”Spirali” dell’Armando Verdiglione. Ricordi? Si lui lo psicoanalista selvaggio degli anni ottanta finito agli onori delle cronache e nelle grane, perchè praticava la ”psicoanalisi” selvaggia. Plagiando le sue ( i suoi ”pazienti”)facendogli pagare onorari da sultano del Brunei. S Shulim Voeghelmann pubblica un catalogo sterminato informati. Ciao con simpatia!
Su Verdiglione fu incentrata la seconda puntata della prima trasmissione televisiva condotta da Giuliano Ferrara su Rai 3.
La fonte è la biografia di Giuliano Ferrara, autore Pino Nicotri.
grazie per la dritta, redmail, non lo sapevo; e certo che lo ricordo, ho una certa età!! ricambio la simpatia, e come non potrei?
nuvola, con fahreneit su rai tre un’anima pia genovese mi ha già regalato le “lezioni di letteratura” di Nabokov tenute alla Cornell (tra gli allievi c’era pure Thomas Pynchon!): “intervistata” dal monocorde marino sinibaldi,, riuscii solo a proferire la parola “gogol”:-))leggiti l’autobiografia, di Wiesel!
grazie!
Grazie dell’informazione. Probabilmente presentava un libro da lui edito. Non ha mai conseguito comunque nessuna abilitazione alla psicoanalisi, tantomeno alla psiconanalisi didattica, millantava credito inesigibile. Di ”Spirali ” del docente di Filosofia Morale sopravvissuto alla Shoà ho ”Contro la malinconia”, Celebrazione Hassididica II, lezioni tenute alla Boston University, alla Notre-Dame e alla YMHA di New York. CIAO
Ci inseguiamo nei forum oggi. Figurati. CIAO
No, Verdiglione veniva, più di vent’anni fa, in quella sede processato.
Ferrara stando sulla Rai 3 di Guglielmi era iscritto al partito dell’accusa. Magari, per questo, era anche più magro.
E poi cognome di città … anche lui sta sotto la ‘’stella della redenzione” ( come tra l’altro Verdiglione ebreo di Puglia mi par di ridordare ). CIAO
E poi cognome di città … anche lui sta sotto la ‘’stella della redenzione” ( come tra l’altro Verdiglione ebreo di Puglia mi par di ridordare ). CIAO
Più che redento, personalmente mi sento solo al dente.
Sai io fino ai diciotto anni non ho saputo niente del mio bisnonno ebreo da parte di padre e da quella ”rivelazione” cresciuto cattolico, solo una gran confusione in testa. Fino ai 21 anni quando, perchè lo frequentava la ragazza con cui stavo, che voleva studiare l’ebraico al corso Ulpan pur non essendo ebrea, ho frequentato il Tempio di Torino con dei corsi sull’ebraismo del Rabbino Sierra e sono entrato in contatto con la Comunità Ebraica di Torino ( io sono torinese ). Poi ho fatto un viaggio in Israele con mia madre che è cattolica ( nel frattempo mi mollavo con la mia) e tornato a Torino avevo le idee ancora più confuse. Ho cominciato a leggere tutto quello che mi capitava sotto mano sull’ebraismo, gli ebrei e lo Stato di Israele. Sono rimasto con le idee confuse e ho deciso di restare cattolico(confuso) con l’educazione ricevuta. Tanto il cielo se c’è, non e diviso a spicchi. Siamo noi di giù che lo abbiamo segmentato come una torta nuziale. Ognuno tagliando la fetta ( religione) per se. Assurdo. CIAO
Sono andato su ”Wikipedia” perchè mi pareva di ricordare di aver letto che ”La stella della redenzione” era in primo luogo di Franz Rosenzweig( mentre ti postavo ) ed era una sua opera. Ho trovato conferma di entrambe le cose. E’ interessante anche la parte biografica di Wiki che dettaglia il suo pensiero in rapporto al cristianesimo, di cui sapevo poco o nulla( sei hai tempo e voglia). RICIAO ps: di Wiesel ho letto sempre per i tipi della Giuntina, illustrato da Mark Podval ”Il Golem”.
Tu immagina una cappella gentilizia in un cimitero cattolico, con scritte ebraiche al suo interno.
Credo che chi guardi me o te dall’esterno ci prenda per matti. E’ per questo che ho messo nel testo Bob Dylan, che è uno che ha fatto avanti e indietro, ebreo-cristiano fondamentalista-sionista. Per rendere plausibile, conoscibile e pop un ritratto della bastardaggine, non a caso dedicato a Paolo che si diceva cristiano appunto perché ebreo.
Nel 2005, il Manifesto pubblicò nel mese di Agosto un articolo biografico su uno scrittore che amava definirsi un ebreo cattolico.
Non ho mai più ricordato il nome di quello scrittore e chissà quale anima pia potrà mai ritrovarlo facendo una ricerchina.
Nel caso me lo trovaste, niente danaro, pregherò per voi.
Si è difficile capire l’animo di chi viene definito, per esempio dalla cultura yjddisch un ”mishling”. Avrò letto settemila definizioni di questa identità-condizione ( e incontrato di persona molta gente ognuno con una sua definizione personale e questo è il bello) o forse anche ethnos( ma per esempio Sammy Davis !?ethnos? )o modo di essere. O come uno studente israeliano, che incontrai anni fa a Torino, che stava insieme con una mia amica, che mi disse che il mio era ”un richiamo del sangue”. Non so. Per chi guarda da fuori, è molto complesso l’id ebraico. Ho un amico che è figlio di padre ebreo e madre cattolica, entrambi laici, che non è stato circonciso ne battezzato, perchè i suoi genitori volevano che crescendo, potesse fare una libera scelta su quale religione praticare, ed è rimasto sostanzialmente laico. Ma non credo basti neanche questo, anche se è una soluzione abbastanza equilibrata. Il Rabbinato tradizionale ( conservatore ed ortodosso) accetta come tali solo figli/e di madre ebrea(madre certa padre incerto)con eccezioni lodevoli ma scarse e alcune conversioni da condizione ”gentile”. Ma in Europa con frequenze statistiche contenute, rispetto al continente americano. A parte l’ebraismo americano riformato che è molto più diciamo ”aperto”o ”open mind” per meglio dire( San Francisco in particolare)con comunità molto variegate ( Sinagoghe di ebrei neri per esempio). Ben Gurion per ”tagliare la testa al toro” e forse per incrementare la ahliyà disse che per lui era ebreo ”chi si sentiva ebreo”( anche se la ”Legge del Ritorno” è molto selettiva al riguardo e controllata sovente dal Rabbinato). Ma per tagliare la testa al toro appunto. Bob Dylan ok, ricordo ”Property of Jesus” dall’album della sua ”conversione” Shot of Love”al cristianesimo-fondamentalista( dopo un incidente motociclistico) che hai citato e che ancora conservo in vinile. E’ molto interessante la parte sui marrani di cui so poco o nulla( provvederò). Scrittori misti ebreo-cristiani italiani conosco Franco Fortini, Enzo Forcella, Rosellina Balbi, Cesare Musatti ( mi pare tutti defunti tra l’altro) ma non ricordo quel pezzo di cui parli anche se il Manifesto lo mangio quasi una volta al dì. CIAO
L’ebraismo riformato sta accettando anche la linea paterna, della serie non si butta niente.
Del richiamo del sangue (materno), mi taccio.
Penso a Judith Stein, alla Teresa d’Avila, ai capi dell’Inquisizione se vogliamo.Gente che ha scelto davvero avendo conosciuto entrambe le opzioni.
Il problema è quando sei sradicato (per il tuo bene) e lo avverti.
E quando capisci che è troppo tardi, scegli la cosa più comoda che poi abbracci con amore, lo stesso amore che dai alle cose che intellettualmente ti coccolano da una vita.
Questo fa sì che sia vero amore, ma sempre con la sensazione di averci marciato.
Io devo risalire al bisnonno ( che tra l’altro mi raccontarono fu laico tutta la vita ) sono ”lontano” anche dalla linea paterna. Conservo ancora un medaglione del bis, con penso le prime parole dello Shemà Israel, che mi diede la mia nonna paterna, tanti anni fa. Poi ho comprato una Menorah in Israele. Sento molte affinità col tuo modo di sentire. Sono d’accordo in fondo bisogna trovare un equilibrio e tutto diventa un po’ come la coperta di Linus. CIAO
Poi mi sono anche sempre chiesto: ”ma se non mi avessero mai detto niente ( come mia madre sovente rimprovera mio padre: ”ma perchè gliel’hai detto? o gliel’hai fatto sapere da altri? così non si sarebbe fatto tanti problemi!). Oggi sarei diverso? Avrei nevrosi diverse? Un profilo identitario diverso? Sarebbe cambiato qualcosa nella mia vita? Io penso di no. C’era un sociologo di cui non ricordo il nome, che diceva che l’identità ebraica, con l’assimilazione piano piano scompare, fino a produrre soggetti del tutto ignari della loro condizione, bastarda o pura che sia. E allora penso. Mi cambia il fatto che devo rendere l’anima a Dio un bel giorno? Che devo andare a fare i mie bisogni o altro che tutti gli umani fanno biologicamente, intellettualmente o spiritualmente? In fondo fino ai diciotto anni, facevo un sacco di cose che faccio esattamente oggi, allo stesso modo e forse in forma anche più matura. Per quello che non penso ci sia un ”troppo tardi” come dici tu. In fondo un tardi ”di”, ”per”, o ”da” cosa? Resta solo il fatto che il bisnonno, perse una sorella ad Auschwitz. E’ solo quello il fatto che non poteva essermi occultato, forse. Ancora CIAO
….ho letto ”La figlia di Mistral” su questo argomento, da cui hanno tratto anche un bellissimmo sceneggato TV. Ormai molti anni fa. RICIAO
….ho letto ”La figlia di Mistral” su questo argomento, da cui hanno tratto anche un bellissimo sceneggiato TV. Ormai molti anni fa. RICIAO
ps: che sorbetto che son diventato, scusami ma questo argomento mi prende, scusa ancora.
Quando dico che sia troppo tardi, intendo dire che ci sono cose che non puoi recuperare. Ma di cui avverti arcanamente il bisogno.
Sembra una storia di fantasmi, ma la coincidenza buffa è che io e te sappiamo quanto questi fantasmi pesino al kg e questo fa capire a me e a te (e forse a qualche credulo lettore) quanto in realtà queste storiacce di oscuri richiami fossero vere al di là del modo in cui le abbiamo razionalizzate o liquidate.
In fondo siamo due Sabine. Prima rapite, poi mogli.
Prima innocenti, poi violate. Prima compiante, poi disprezzate.
Siamo estranei a entrambi i campi, sia quello del padre che quello dello sposo.
Anelanti le origini e legate alla nuova casa.
Senza ricevere amore, perché senza fiducia e purezza non c’è rispetto.
Guardate a vista come delle infide puttane.
addirittura!
scusami se non ti prendo sul serio, noto solo spettacolarizzazione e autocompiacimento.
Sei un grande e un amico!
E ho trovato ieri su Wikiquote di Rosenzweig:
Se la vita dovesse mettermi sulla ruota e tagliarmi in due, io so da che parte cadrebbe il mio cuore: la sua posizione è asimmetrica. Ma so anche che non sopravviverei all’operazione. CIAO