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Economiadi Vincenzo Pinto (calvin)
pubblicato il 4 giugno 2008 alle 11:00 dallo stesso autore - torna alla home

L’aumento del costo della materia prima è colpa dei soliti noti della finanza? Accusa e difesa fra chi parla di speculazione e chi, invece, di scommessa.

Come per tutti i “gialli post-moderni”, anche la ricerca del colpevole per il delitto del “petrolio a 130$” ha tra i suoi indiziati gli oscuri signori della finanza globale. Gente così losca da finire nel registro degli indagati praticamente sempre, che si tratti di tulipani olandesi, di ferrovie, di new economy o di mutui.
f10 1 Il petrolio e i soliti sospetti I capi d’imputazione in questo caso riguardano la compravendita di derivati sul petrolio, soprattutto opzioni e future, che ha visto un vero e proprio boom sia a New York che a Londra proprio negli ultimi anni (dal 2002 in poi). Il teorema dell’accusa è piuttosto lineare: gli speculatori hanno iniziato a scommettere su un rialzo del petrolio (e di altre materie prime), con posizioni in acquisto che hanno fatto crescere ulteriormente i prezzi; un gioco che si è autoalimentato (classico caso di selph-fulfilling prophecy) fino ai livelli odierni.

ECCO COME – Ma come funziona questo gioco? L’investimento in petrolio da parte di “speculatori” avviene tipicamente tramite future (o opzioni sugli stessi). I future sono contratti a termine standardizzati in cui le parti si accordano per scambiare in data futura il sottostante (underlying) al prezzo pattuito. Oggi, quindi, potrei andare sul New York Mercantile Exchange ed acquistare un contratto future sul petrolio scadenza dicembre 2008 al prezzo di 125.85$. La taglia del contratto è di 1000 barili, il che significa che a scadenza dovrò pagare alla mia controparte 125.850$ ricevendo 1000 barili di petrolio (dove e come non ci interessa). Se tutti gli speculatori comprano, il prezzo a termine tenderà a salire, determinando (alla scadenza) un aumento del prezzo del petrolio.

LA DIFESA – Cosa dice la difesa? E’ fondamentale notare che le transazione sui mercati future sono per la maggior parte regolate finanziariamente (cash settlement). Questo significa che, alla scadenza del contratto, non c’è petrolio comprato o venduto, ma un semplice confronto tra il prezzo stabilito nel contratto soldi money speculazione(nell’esempio precedente, 125.85$) e il prezzo corrente (spot). Se il prezzo sarà di 130$, la controparte mi pagherà 4150$ (4.15$ x 1000 barili); se sarà di 120$ dovrò pagare alla controparte 5850$ (5.85$ x 1000 barili). Tutta la transazione si configura quindi come una “scommessa” sul prezzo del petrolio, che non va a influenzare il prezzo corrente. E’ un po’ come andare su un sito di scommesse e puntare che a dicembre il prezzo del petrolio sarà superiore a 125.85$; la vostra quota dipenderà dalla quotazione corrente, ma la vostra scommessa non avrà nessuna influenza sul prezzo effettivo del bene sottostante. Se poi vogliamo proprio dirla tutta, in base agli ultimi report dei market maker, al momento le posizioni ribassiste sulle principali scadenze (vendo il contratto) sarebbero di più di quelle rialziste! Quindi, se prendiamo dicembre 2008, gli speculatori puntano ad un prezzo più basso di quello corrente (e infatti, come abbiamo visto, il prezzo future è pari a 125.85$). Nonostante siano un po’ come i “soliti sospetti”, almeno questa volta i loschi speculatori sembrerebbero essere innocenti. Almeno fino al prossimo delitto.

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