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Chi l’ha visto: Yara Gambirasio e Sarbjit Kaur, due morti che si somigliano?

Chi l’ha visto torna ad indagare sul caso di Yara Gambirasio e, in seguito alla testimonianza sul figlio segreto di Guarinoni, si riapre la pista del DNA con le presunte analogie con la morte di Sarbjit Kaur.

IL CASO – Nella puntata di Chi L’ha Visto andata in onda ieri sera, era presente in studio l’avvocato Adele Cammareri e si è parlato di nuovo della pista del DNA per quanto riguarda il caso di Yara Gambirasio. Dopo la sua scomparsa, ci sono altri casi quello di Eddie Castillo e di Sarbjit Kaur. La ragazza indiana viene ritenuta suicida ma Chi l’ha visto non crede a questa tesi: “Nel giro di pochi chilometri ci sono in pochi mesi due omicidi e un suicidio che potrebbe essere in realtà un terzo omicidio” spiega Federica Sciarelli in studio.

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ANALOGIE –  “Il corpo di Eddie Castillo viene ritrovato in un parcheggio vicino a dove è stato ritrovato il corpo di Yara, il procedimento è ancora in indagine spiega la legale Cammareri”. Sciarelli spiega che Cammareri si è fatta carico anche del caso di Sarbjit Kaur e un servizio manda in onda le presunte analogie tra i due casi: “La donna ritrovata morta a 26 km dalla zona del ritrovamento del corpo di Yara. Il caso viene chiuso come un suicidio”. Quali sono le analogie? “Le due ragazze scompaiono lo stesso giorno della settimana a un mese di distanza 26 novembre e 24 dicembre: sempre venerdì. L’autopsia sul corpo di Sarbjit rivela una profonda ferita alla testa e due tagli all’altezza dei polsi, ferite che sembrano fatte a mo’ di prova. Yara ha presentato le stesse ferite e la ragazzina di certo non ha tentato il suicidio”. In merito alle indagini, Chi l’ha visto chiede: “Le loro ferite sono state messe a confronto?”, infatti  i polsi di entrambe le ragazze erano coperti dagli indumenti, ecco un’altra analogia.

LA MORTE DI SARBAJIT – Secondo la ricostruzione, Sarbjit sarebbe arrivata nel parcheggio di Seriate avviandosi verso il fiume e buttandosi dopo aver tagliato i polsi. Il suo corpo sarebbe stato trascinato dalla corrente chilometri lontano. Gli inquirenti trovano il suo corpo “in posizione prona con i collant e gli slip abbassati, la maglia tirata su, il reggiseno slacciato”, un’altra analogia con l’omicidio di Yara. I jeans sono abbottonati e vengono rinvenuti poco distante, invece le chiavi e altri oggetti personali non saranno mai ritrovati. Il commissario aggiunto di Ghisalba spiega che il corpo “è stato trasportato dalla piena” e come dimostra un filmato, il fiume non è tranquillo ma come spiega la legale “è strano che il corpo della ragazza non abbia riportato più di tre ecchimosi”.

INDAGINI DUBBIE – I risultati della Procura di Bergamo spiegano che la caduta in acqua “potrebbe essere intesa quale espressione proposito suicida, od anche quale puro accidente, ovvero quale effetto di una sollecitazione estrema, sia pure minima accidentale, od anche nel corso di una colluttazione o di una qualunque azione di forza”: la ragazza potrebbe non essersi tolta la vita? Il suo corpo viene cremato e non possono quindi essere effettuati ulteriori esami, inoltre non è stato effettuato il tampone vaginale: “Il tampone è stato preso ma non è stato analizzato”. Il caso è stato chiuso troppo in fretta secondo Sciarelli e Cammareri: “La storia inverosimile riguarda ad esempio i pantaloni abbottonati a tutti quei chilometri di distanza” e ancora: “Un suicidio che sembra più un omicidio”. Qui è possibile rivedere il servizio al minuto: o1:30:12.

 

 

(Photo Credit/Chi L’ha Visto)