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Quanto prendono davvero i parlamentari del MoVimento 5 Stelle?

Sugli stipendi dei parlamentari a 5 stelle, il MoVimento sembra non raccontare tutta la verità ai suoi elettori. Beppe Grillo aveva promesso di portare l’indennità a 5 mila euro lordi al mese, rispetto ai 10 mila attuali. Ma sarebbero attraverso diaria e rimborsi che verrebbe recuperato quanto decurtato dallo stipendio. Un reportage pubblicato da Repubblica ha svelato questa mattina come, durante il summit segreto con i “cittadini” pentastellati nel casale romano, il “Semplice Portavoce” avrebbe “fissato a 6 mila euro netti al mese” lo stipendio equo per i “cittadini”. Una cifra che scaturisce dai 2500 euro (netti) dell’indennità, al quale si aggiunge però una diaria di 3500 euro netti, che non verrà toccata. Per il totale di 6 mila euro: una ricostruzione contro la quale ha tuonato lo stesso comico, accusando il quotidiano di fare disinformazione. Eppure è l’eletto Cristian Iannuzzi, su Fb, a spiegare: “L’impegno resta quello di prendere solo il corrispettivo di 5 mila euro lordi mensili, più i vari rimborsi rendicontati”. Per Repubblica i grillini non restituiranno la “diaria avanzata”, rispetto ai 3500 euro massimi. C’è poi il ragionamento fatto da Primo di Nicola sull’Espresso, che spiega della proposta migliorativa fatta dai 5 stelle, presentata lo scorso 29 marzo all’Ufficio di presidenza della Camera. E che parla di accorpare tutte le voci estranee all’indennità, aggiungendo una quota massima di 8.559,24 allo stipendio lordo. Fino a raggiungere la soglia di 13.559 euro, qualora la proposta sarà accettata.

LA DIATRIBA SULLO STIPENDIO – Durante la campagna elettorale, Grillo e i suoi parlamentari avevano promesso il taglio degli stipendi, passando dai dieci mila euro lordi ai 5 mila. Lo stesso che Grillo pretendeva facesse Bersani con i parlamentari del Partito democratico, sfidandolo. Con tanto di hashtag creato per la campagna, #BersaniFalliFirmare. Sul suo blog Grillo spiegava:

Non è una novità. Il M5S l’ha già fatto nelle regioni in cui ha partecipato, come la Sicilia. Il risparmio per le casse dello Stato, grazie al M5S, sarà di oltre 12 milioni all’anno. Se ogni parlamentare seguisse l’esempio del M5S il risparmio annuale sarebbe circa 70 milioni, pari a 350 milioni per l’intera legislatura.

Ma, spiega Repubblica, si tratterebbe soltanto di quanto legato all’indennità. Che non comprende il netto incassato dalla diaria:

Un dato reale, che non tiene però conto della diaria di 3.500 al mese. A quella – a onor del vero – i grillini non avevano mai promesso di rinunciare. Ma si erano impegnati a rendicontare ogni spesa, in nome della massima trasparenza.

NUMERI COMPRESI DI DIARIA – Così, Tommaso Ciriaco di Repubblica parla dell’accordo raggiunto durante l’incontro nel casolare romano. Quello organizzato per chiarire sulla linea politica da tenere ed evitare tradimenti, dopo le posizioni di Currò e i malumori di altri “cittadini”. Ciriaco svela come, in merito alla diaria, alcuni giovani parlamentari abbiano proposto di restituire la parte eccedente, qualora le spese non raggiungano i 3500 euro. Così come durante la campagna elettorale si parlava di “rendicontare tutto”, ogni singolo scontrino. Ma, alla fine, a passare potrebbe essere  un’altra linea: quella per cui la diaria non si tocca e non verrà restituita. Si spiega come il rebus sulla diaria dovrà essere risolto entro il 27 aprile, quando verrà corrisposto il primo stipendio ai parlamentari. Si legge: “Un compromesso potrebbe obbligare tutti i “cittadini” cinquestelle a indicare i capitoli di spesa”. Quindi, tutte le voci rendicontate. Tutto mentre Grillo tuona contro la disinformazione di Repubblica, con un nuovo post sul suo blog, nel quale invita il giornale a occuparsi dello scandalo Monte dei Paschi, piuttosto che “inventare notizie”:

“La retromarcia dei grillini, non bastano 2500 euro mensili. E Beppe: vanno bene 6 mila”. Quante balle si possono infilare in così poche parole? Certamente “la Repubblica” batte ogni record. Ogni candidato del MoVimento 5 Stelle si è impegnato a rispettare il codice di comportamento che prevede 5.000 euro LORDI per l’indennità parlamentare percepita. Il codice non è stato oggetto di discussione, dibattito o revisioni. Consiglio a “la Repubblica” di concentrarsi su notizie fondamentali come l’affare Monte dei Paschi/Santander di cui sulla prima pagina di oggi non c’è cenno. Perché?”

IANNUZZI, RIMBORSI E LA RICOSTRUZIONE DELL’ESPRESSO – Eppure, leggendo quanto pubblicato su Facebook da un deputato a 5 stelle, Cristian Iannuzzi, si spiega come il corrispettivo che verrà preso dai grillini sarà proprio di “5 mila euro lordi, al quale vengono aggiunti i rimborsi rendicontati”.

Iannuzzi

Per il giornalista dell’Espresso Primo di Nicola, si potrebbe arrivare alla quota di 13.559 euro lordi al mese. Questo perché svela il testo della proposta migliorativa presentata dallo stesso M5S all’ufficio di presidenza della Camera. Se il taglio sull’indennità viene confermata fino a 5 mila euro lordi, per quanto riguarda diaria e rimborsi si spiega:

“E’ auspicabile accorpare tutte le voci di spesa estranee all’indennità (diaria di soggiorno mensile, rimborso spese per l’esercizio di mandato, rimborso spese accessorie di viaggio, rimborso forfettario spese telefoniche). Qualsiasi spesa dovrà essere giustificata a titolo di rimborso alla Camera dei Deputati e pubblicata online sul sito ufficiale per ogni deputato. L’erogazione deve avvenire per spese attestate e non superare il tetto massimo di € 8.559,24 al mese

Il modello proposto è quello siciliano, dove accanto ai 2500 euro netti si aggiunge il rimborso spese, per un massimo di 3500 euro netti. Quindi, per i parlamentari, tra diaria e indennità, lo stipendio netto potrebbe essere maggiore rispetto ai 2500 euro promessi.