Cocaina dal tagliatore al consumatore
28/10/2008 - C’è crisi. Chi vuole rifornirsi al supermarket coi prezzi all’ingrosso e tutto il campionario (“dall’ eroina per chi non può più andare all’ospedale agli ellesseddì per chi deve ballare bene per si fidanzare“) può ovviare come sempre. Ma se non
C’è crisi. Chi vuole rifornirsi al supermarket coi prezzi all’ingrosso e tutto il campionario (“dall’ eroina per chi non può più andare all’ospedale agli ellesseddì per chi deve ballare bene per si fidanzare“) può ovviare come sempre. Ma se non hai i soldi per il quantitativo, non hai credito oppure hai esigenze limitate di un piccolo ed economico trip solitario modello “io sballo da sola“, allora vai da lui e i pesci piccoli di questa droga dei poveri. Ti ricaricano la vendita al dettaglio, ma a te conviene perché, che tu lo sappia o chiuda tutti e due gli occhi, la roba è quasi totalmente adulterata. Effetto placebo pure per l’adrenalina a mille, che credevate. Per questo lui la droga “non è che se la inventa“, ma siamo lì. C’è un però, ed è purissima coscienza del sociale. “Però vado sul sicuro. Per far morire a qualcheduno, devi mescolare le sostanze chimiche o fare il cocktail con altre droghe. La garanzia mia è proprio che non
posso fare inguacchi perché per farli veramente euri non ne ho, e allora uso quel che trovo. O a casa mia, o me lo prendo in prestito dalle mamme nel palazzo“.
Secondo me, allunga pure con la colla: gliene vedo intorno. Sarà con quella che fa la magia, quando si ritrova in credenza, che so, solo la farina. Ha operai, disoccupati, adolescenti come clienti: “con cinquanta euro ti tiri su senza esagerare, e fai con comodo. Pure una settimana. Non ti dico bugie, a me mi sanno tutti, quello che faccio e come, e certe mogli di gente che lavora mi sono venute pure a ringraziare. I mariti prima si ritiravano ogni sera a casa tutti sbandati e senza un euro in tasca. Tanto l’anima deve sfogare: meglio che quando sfoga (qualcuno) possa pure risparmiare“. Mi chiede che ne penso: stiamo scendendo e ho bisogno di lui che badi al cane per poter sgattaiolare. E allora mi faccio tutto lirico, prima di perdere la grazia. In fondo penso, caro Lei, che questa droga pezzottata sia come la sua assicurazione contraffatta. Roba da pezzenti e codice penale: però, gli dico mentre mi metto in salvo per sempre da quel mostro, pure i pezzenti vogliono ancora circolare.













Che bella la costruzione di questo tuo pezzo, tutto giocato su tre leit-motiv, in maniera quasi mimetica, direi: la polverosità (già si annuncia e presente in quell’intonaco scalcinato dell’incipit);l’odiosa luce bianca, artificiale; e il senso di trappola claustrofobica del tutto.
Quando alla fine vai via dal mostro, sembra di tornare a respirare anche a chi legge…
complimenti!
Il neon produce luce fredda, non scalda.
Poi il pezzo ha un non so che di moralistico.
La parte dello stinco di santo che entra all’inferno ma tenta di far sembrare normale ogni cosa…boh, non mi ha convinto.
Boh ma oggi c’ho la sabbia nella figa, quindi come se non avessi scritto nulla
Oddio, per quel che mi riguarda potrebbe anche essere tutto inventato.
Ai tossici, o chi vuole fare festa, non gli piace affatto essere fregati. Ed immagino che data la polverizzazione (perfetto sta volta) dell’offerta, questo pseudo pusher si rovinerebbe al secondo cliente.
Ma si sa, tutto può essere.
Wil
Molto molto ben scritto. Parla più di te che della cocaina, questo pezzo, ma non è un male.
Che triste e misera realtà!
…e le mogli ringraziano pure per l’affare sporco!stupefacente…