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Come uccide la Fratellanza Ariana

Quattro omicidi di giudici in Texas dall’inizio dell’anno. Da imputare, probabilmente, all’Aryan Brotherhood of Texas, la branca locale della Fratellanza Ariana che si distingue per la sua violenza. The Daily Beast racconta le regole e le leggi di una delle organizzazioni più pericolose (e ignorate) d’America.

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LA FRATELLANZA ARIANA – La “fondazione” della Fratellanza risale agli anni ’60, nel carcere di San Quentin, in California: da poco le leggi sulla segregazione razziale erano state abrogate e bianchi e neri si fronteggiavano, con intenti poco amichevoli, anche nelle prigioni. Gli affiliati sostengono che l’organizzazione nacque dal bisogno dei carcerati bianchi di resistere alle violenze dei loro “colleghi” di colore. La Aryan Brotherhood of Texas nacque nelle carceri texane negli anni ’80, sempre con scopi di “protezione” dei detenuti bianchi, e col tempo le sue attività si sono estese al traffico di droga. Da allora, la regola principale per affiliarsi è rimasta la stessa: uccidere un prigioniero nero (o ispanico). Ma adesso pare che la violenza della Fratellanza si stia dirigendo altrove, in particolare sui giudici che processano i suoi affiliati.

LE REGOLE – Il gruppo texano, ormai considerato una vera e propria organizzazione paramilitare, conta, ad oggi, circa 2500 membri. Gli appartenenti si salutano formando con le mani le lettere A e B ed hanno tatuaggi con simboli nazisti, come la svastica o lo stemma delle SS. I capi supremi sono cinque “generali” che si dividono il territorio dello Stato e, dalle loro celle, ordinano gli omicidi e i raid. I membri della banda sono tenuti all’obbedienza cieca agli ordini dei generali, e non sono autorizzati a prendere iniziative contro qualcuno senza previa approvazione. Come le bande di “rider”, motociclisti ribelli tipo gli Hell’s Angels, l’Aryan Brotherhood of Texas ha inoltre delle regole e un codice di condotta, riassunto in un documento che rappresenta una sorta di “Costituzione”.

GLI OMICIDI – Il procuratore distrettuale di Kaufman (Texas), Mike McLelland e la moglie Cynthia Woodward sono stati assassinati da qualcuno che ha sparato contro di loro tre mesi dopo l’assassinio di Mark Hasse, assistente procuratore distrettuale che indagava insieme all’FBI sull’organizzazione Fratellanza Ariana. Hasse era stato ucciso appena fuori dal tribunale della cittadina texana. La “filiale” texana dell’organizzazione, che si distingue da quella nazionale per un maggior uso della violenza, è sospettata degli omicidi perché, alla fine dello scorso anno, trenta e più suoi membri-chiave sono stati indagati in un processo federale.

IL PROCESSO – La tesi dell’accusa è che l’associazione, almeno dal 1993, commetta omicidi (anche su commissione), rapine, violenze e traffico di droga. Si ritiene che uno degli ex-capi della Fratellanza abbia fornito agli inquirenti informazioni molto dettagliate e che su questa base le indagini procedano speditamente.

LA VENDETTA – Secondo molti osservatori, è in atto un complotto dell’Aryan Brotherhood of Texas per assassinare i giudici che indagano su di loro. In effetti, un mese dopo l’inizio delle indagini il Dipartimento di Pubblica Sicurezza dello stato ha emanato una circolare per avvertire i procuratori coinvolti di un rischio di questo tipo. Lo stesso Mike McLelland, il procuratore ucciso sabato scorso insieme alla moglie, era stato sotto scorta della polizia fino a qualche giorno prima. Ma c’è chi non è d’accordo: prendersela con la giustizia non è nel “codice d’onore” della Fratellanza.

NON SONO STATI LORO – Richard O. Ely, avvocato di Houston che più volte ha difeso membri dell’Aryan Brotherhood of Texas in processi che li riguardavano, non è convinto che gli omicidi, soprattutto l’ultimo, siano imputabili all’organizzazione. “Non sembra il genere di cose a cui ci hanno abituati. Avrebbero potuto trascinare fuori e uccidere il giudice, ma non la moglie. Questi signori, soprattutto quelli che dirigono la Fratellanza, non sono così rozzi come si pensa. Di solito non si scagliano contro la legge, capiscono che può venirgliene solo del male”. “Possono essere assassini e spacciatori di droga, ma hanno qualche tipo di scrupolo. Di solito non fanno del male alle donne, esiste in loro una sorta di rude cavalleria”. Al limite, spiega, questi omicidi potrebbero essere frutto di un’iniziativa individuale di un affiliato, non certo ordinati dall’alto.

LA VIOLENZA – Tuttavia, non tutti sono d’accordo con questa tesi. La Fratellanza Ariana è un gruppo i cui membri possono essere estremamente violenti anche tra loro. L’anno scorso, dice Bruce Toney del Dipartimento di giustizia criminale del Texas, i capi hanno ordinato l’omicidio di due membri giovani per ribadire la loro autorità e i loro princìpi: non si parla con la polizia e si mantiene la fedeltà al gruppo anche una volta fuori di galera. Prima di essere uccisi, i due sono stati torturati: ad uno sono state mozzate cinque dita con una lama, l’altro è stato torturato sui genitali con un ferro per saldature. Quando si ha a che fare con gente del genere, concludono gli inquirenti, nessun tipo di violenza può essere escluso. Oggi – informa il Telegraph – un altro procuratore ha deciso di ritirarsi dall’indagine sull’Aryan Brotherhood of Texas. Il motivo? E’ preoccupato per la propria incolumità. La Fratellanza colpirà ancora?

(Immagini di repertorio)