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Ora legale: tutto quello che c’è da sapere

Questa notte le lancette si devono sistemare perché torna l’ora legale e, come di consueto, si perdono 60 minuti di sonno. Il cambio scatterà alle 2 di domenica 31 marzo.

ORA LEGALE – Alle due del mattino della domenica di Pasqua, rientra l’ora legale, si guadagna un’ora di luce in più ma il sonno ne risentirà per via di quei 60 minuti in meno. Già a partire da domenica 31 marzo, il sole tramonterà intorno alle 18:30 ma con il cambio saranno le 19:30. Il prossimo cambio ci sarà il 27 ottobre quando tornerà l’ora solare. È nel 1916 che in Italia si introduce per la prima volta l’ora legale e si utilizzò fino al 1920, data in cui venne abolita per tornare ad intermittenza – per via della Seconda Guerra Mondiale –  tra il 1940 e il 1948. Dal 1966 al 1980 l’ora legale si utilizzava dalla fine di maggio fino alla fine di settembre mentre dal 1981 fino al 1995 la durata aumentò: dall’ultima domenica di marzo fino all’ultima di settembre. L’attuale norma risale al 1996, per diventare quello definitivo, perché deciso a livello europeo e, ad oggi, l’ora legale entra in vigore dall’ultima domenica di marzo fino all’ultima domenica di ottobre.

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LA STORIA – Come nasce la divisione del tempo? A cosa dobbiamo la sua scansione? Ci sono delle regole precise, ad esempio, nell’emisfero boreale l’ora legale si adotta dall’ultima di marzo mentre nell’emisfero australe accade l’opposto perché determina la fine. Il Giappone, invece, segue solo l’ora solare mentre Africa e Asia non prendono nemmeno in considerazione la possibilità di darsi dei ritmi. La storia dell’ora legale affonda le radici nel ‘700 quando Benjamin Franklin la propose per carattere economico, la sua finalità era quella di risparmiare energia ma al tempo l’idea non ebbe successo perché l’industrializzazione era ancora in espansione. William Willet torna sull’idea un bel po’ di anni dopo nel 1916 promosse l’idea e la Camera dei Comuni inglese diede l’ok a quella che fu definita inizialmente come “British Summer Time“.

CONSEGUENZE – Dormire un’ora in meno non piace a tutti e sono in molti a bocciare l’ora legale ma il professore Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus, spiega che gli effetti sul sonno non dipendono dal cambio dell’ora: “I presunti effetti sfavorevoli legati all’introduzione dell’ora legale sono ormai più un vezzo che un vero problema. La questione dell’adeguamento nel nostro orologio biologico all’ora legale, che si ripropone, spesso polemicamente, non appena la nuova ora subentra a quella solare modificando temporaneamente alcune abitudini quotidiane, è infatti meno complessa e negativa di quello che si voglia far credere”.

INSONNIA – Peverini ha spiegato che le problematiche del sonno hanno altre radici: “Pur esistendo la necessità che corpo e cervello, e con essi il nostro modus vivendi, si adeguino all’orologio convenzionale, controindicazioni e possibili effetti negativi non solo sono trascurabili, ma anche di breve durata – sottolinea – che purtroppo i ritmi quotidiani attuali, sempre più frenetici ed ansiogeni, i ripetuti spostamenti in aree urbane trafficate, la stessa complessità della vita di relazione e del mondo del lavoro ci hanno abituato a continui e spesso repentini cambiamenti delle nostre consuetudini. Ci hanno assuefatto a convivere con dosi elevate di stress e a trovare rapidamente soluzione a molte situazioni critiche. Per cui lo slittamento di un’ora delle lancette dell’orologio rientra, anzi ricade, in questi sopportabili ‘scossoni quotidiani'”.  Il prof. Peverini ha annotato che “la recente ma sommessa celebrazione della Sesta Giornata Mondiale del Sonno, celebrata il 15 marzo, ha consentito di porre maggiore attenzione ad altri e più rilevanti temi legati al sonno, quali l’insonnia autoindotta, ad esempio per lavorare di più nel timore di perdere il proprio lavoro, l’aumento oggettivo dell’insonnia nei Paesi colpiti da crisi economica, la costante e pericolosa diminuzione della durata del sonno dei bambini e degli adolescenti che tendono a restare svegli fino a tardi a causa dell’eccesso di uso di tv, computer, videogiochi. O, soprattutto negli adulti, all’abuso della notte per vivere nei social network, lo stillicidio delle morti per colpo di sonno alla guida di autoveicoli”.

SOLUZIONI – Cosa fare per abituarsi in fretta al cambio dell’ora? Riproponiamo un articolo in cui spiegavamo l’importanza del dormire bene. Ecco otto punti che ricordano il valore di un sonno sano.

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(Photo Credit/Getty Images)