Cultura

Sangue pazzo a Milano

5 giugno 2008

C’è la guerra e c’è la droga, c’è la dipendenza e la sregolatezza, ci sono le tette e tutto il melò cinematografico dell’Italia di inizio secolo. Marco Tullio Giordana presenta “Sangue Pazzo” a Milano, e lo fa in maniera divertita e passionale, raccontando la sua vita e quella dei suoi personaggi di sangue e celluloide.

Aveva sfondato con “I cento passi” al Festival di Venezia del 2000, per poi essere riconosciuto come “adulto” nel 2003, quando il suo lavoro “La meglio gioventù” aveva convinto la giuria di Cannes trionfando nella categoria “Un certain regard”; Valenti Feridaed oggi eccolo tornare, con il capo sempre più bianco ed il sorriso largo a promuovere nella sua cara Milano “Sangue pazzo”, ultima fatica dalle tematiche retrò.

UN SOGNO COSTOSO… – Sullo schermo un Luca Zingaretti più alto del solito (e di straordinaria bravura) ed una Monica Bellucci in salamoia (ma con un sacco di tette) a reinterpretare le vite al limite di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, star di un cinema e di un mondo lontanissimo: quello degli anni ’30 e ’40, anni del fascismo e dell’orrore mondiale. Così, dopo aver ricevuto in quel di Cannes il premio dedicato al critico Francois Chalais, Giordana approda al cinema Anteo e lascia che tutta Brera gli si stringa attorno: è un lunedì pomeriggio grigio (26 maggio, ndr), lento, ci si può lasciare andare ai ricordi e alle confidenze vagamente gossippare (“La Bellucci è una santa!”, “Anche Papa Pio IX era cocainomane, mica solo Valenti!”), e anche parlare del vile denaro. Del tanto, immenso vile denaro che serve a un film per essere plasmato, prima che questo cominci a respirare, a parlare e poi a divenire cosa del popolo; e se in generale la realizzazione dei sogni richiede molti zeri, quella del sogno che il regista italiano conservava da oltre vent’anni va oltre, “perché bloccare Milano in pieno giorno non è cosa da poco”, così le fiches sul piatto aumentano, e con loro i colori e gli ardori, fino a giungere alla modica cifra di 9,5 milioni di euro, tanto è stato investito per la produzione dell’opera.

3 commenti a Sangue pazzo a Milano

  1. Pingback: diggita.it

  2. Pingback: kligg.org

  3. cordapazza

    Ma come, più alto? gli avranno raddrizato quelle fantastiche gambe storte da calciatore?:D
    Sono d’accordo con te sulla spiccata televisità del cinema di Giordana (aspetto che non me lo fa amare), un po’ angusta rispetto a chi pensa che il cinema debba rivendicare un tipo di “visione” e di sguardo specificamente suoi, e che tutto il resto (anche i cosiddetti messaggi) ne sia una semplice conseguenza.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>