Piangere per non ridere

27/10/2008 - La polizia nelle scuole, i divieti di protesta fuori e dentro la scuola, le frenate. Berlusconi e la Gelmini in confusione contro un mondo della scuola sul piede di guerra. Berlusconi di fronte alla protesta studentesca ha reagito in maniera

     
 

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La polizia nelle scuole, i divieti di protesta fuori e dentro la scuola, le frenate. Berlusconi e la Gelmini in confusione contro un mondo della scuola sul piede di guerra.

Berlusconi di fronte alla protesta studentesca ha reagito in maniera sconsiderata, pericolosa in modo non sottovalutabile. Lui ha la mentalità del padrone di azienda, visto che da decenni è padrone di Mediaset e man mano sempre di più anche di altro, quindi è abituato a decidere e a dare ordini, rimuovendo se necessario chi non gli obbedisce o “non funziona”. Anche nella sua squadra di calcio, il “favolosoMilan che s’è aggiudicato Beckham, colpo da maestro che porterà altri voti alle elezioni e farà diventare ancora più brutto il Moratti dell’Inter, anche nella sua squadra di calcio Berlusconi è abituato a dare “suggerimentiche di fatto sono ordini. La stessa mentalità Berlusconi la sta sfoderando in politica, ma non solo nel suo partito personale, purtroppo anche nel parlamento e nel governo. Nonché, in questi giorni, con il dilagare della protesta degli studenti. Ma l’Italia, cioè una intera società civile, NON è una azienda. NON è una squadra di calcio. NON è possibile licenziare, mettere in cassa integrazione i cittadini italiani, neppure in parte, neppure “solo” gli studenti: la Costituzione NON lo prevede… E se si può diventare il boss delle tv grazie agli “aiutini” di un Craxi, cioè della politica fin troppo disinvolta, NON è possibile diventare il boss del Paese grazie ad aiutini dei Craxi, ecc., per il semplice ma insormontabile motivo che in questo caso il Craxi e l’eccetera della situazione è lo stesso Berlusconi. Che non può più bussare alle porte altrui, può solo bussare alla porta propria. Oltre che, eventualmente, a quella del “caro amicoBush

RIDERE PER NON PIANGERE- Berlusconi sull’uso della polizia contro gli studenti ha fatto marcia indietro, non prima di essersi coperto di ridicolo e avere dimostrato che non conosce bene certe leggi: in Italia, la polizia nelle scuole e nelle Università infatti NON la manda né il governo né il questore né il prefetto né il comandante dei carabinieri né il ministro dell’Interno, ma può essere solo chiamata e solo dai presidi e dai rettori. Minacciare l’invio della polizia e dei caramba non è però solo una cavolata da figura del cavolo, ma anche un pessimo segnale: quando un governo comincia ad agitare di questi fantasmi e a sproloquiare così vistosamente, di solito finisce male. Fino alle barricate, alle svolte repressive o alle cacciate a furor di popolo dei capi di governo presuntuosi e prepotenti, oltre che incapaci. Non vorremmo si arrivasse a tanto. Ma la situazione economica può diventare la benzina che il cerino acceso incautamente da Berlusconi sproloquiando di polizia nelle Università – massima bestemmia in un Paese civile, come mandare la polizia in chiesa! – può incendiare.

COSA SIGNIFICA LA RIFORMA - Per quanto riguarda la scuola, il significato della legge Gelmini, logica prosecuzione delle riforme della Moratti, è uno solo: demolire la scuola pubblica non solo a vantaggio diquella privata, cioè soprattutto gestite dalla Chiesa, ma a vantaggio soprattutto di chi comunque fa parte delle classi sociali privilegiate. Il sistema di potere italiano è caratterizzato più degli altri sistemi “liberali” dal non potersi permettere che il livello dei diritti e del benessere salga troppo. E’ cioè un sistema che ha bisogno più di forza lavoro che di cittadini, più di forza lavoro che di lavoratori. E infatti ha man mano utilizzato gli extracomunitari come ariete per rendere extracomunitari, nei contratti e nelle retribuzioni, anche i lavoratori italiani. Insomma, è un sistema che ha periodicamente bisogno di creare masse se non di poveri almeno di incerti, di semipoveri, di ricattabili col ricatto occupazionale e retributivo. Che il mezzo sia la guerra o la crisi economia, sta di fatto che è così: sulla nave NON c’è posto per tutti, una bella fetta di gente deve restare in mare a nuotare sperando di poter prima o poi salire a bordo – e pazienza se intanto c’è chi affoga…. – e molti devono restare a sudare alle caldaie o comunque si possono sistemare tutt’al più nelle cabine di terza classe… Demolire la scuola, come del resto si sta facendo con il sistema pensionistico e assistenzial-previdenziale in genere – a questo serve: a impedire che la scolarizzazione reale esista davvero per tutti. Serve a creare una scuola di serie B, per i figli dei poveracci, cioè dei lavoratori man mano sempre più precarizzati e “flessibili”, e una scuola di serie A per chi se la potrà permettere e continuare così a far parte della classe dirigente.

NON SE NE PARLI PIU’ – Tuttavia la Gelmini, classista più che mai, è arrivata al ridicolo. Prevede infatti il divieto di affiggere manifesti o volantini o tazebao di protesta contro la stessa legge Gelmini “dentro e fuori le scuole”. Passi per il “dentro”, che si sa qual è. Ma proibire anche per il “fuori” è senza senso, perché significa che in tutta Italia non si potrà criticare per iscritto la riformaccia Gelmini. Forse la ministra per “fuori” intendeva dire “i muri esterni della scuola”, ma l’attuale dizione fa ridere i polli. Tanto per cambiare. Bene. Anzi male, malissimo. Abbiamo un capo di governo che straparla di polizia nelle scuole e un ministro della pubblica istruzione che – se conosce la lingua italiana oltre a quella “padana” – vuole proibire di affiggere scritti di protesta contro la sua riforma su tutto il territorio nazionale. Mah.

P.S. (nel senso di Post Scriptum e non di Pubblica Sicurezza…) Che fine hanno fatto le “3 i” del programma del grande balzo in avanti nella scuola e nella modernità di cui giurava Berlusconi qualche anno fa? Qualcuno per caso ha tenuto conto anche del “contratto con gli italiani” firmato nello studio televisivo di Bruno Vespa? E poi ci si riempie la bocca con la Memoria….

     
 

49 Commenti

  1. Luca scrive:

    vedi…facendo csì dimostri soltanto la mia tesi…che sei solo in grado di criticare e nn di esprimere un giudizio costruttivo…ma quel che è peggio dimostri la stumentalità di qst manifestazione…ovvero la protesta contro il governo e nn contro qst riforma…anzi da quel che dici dimostri un avversità verso il sistema capitalistico nel suo insieme (visto che nn vedo cosa possano centrare i 700 mld USA cn la gelmini)…ma bene csì…la tuà risposta è prova di qnt affermo…grazie 1000….

    ciaociao

  2. Fabio scrive:

    Luca perchè tu ti fermi alla 133… esiste anche il decreto 112 http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm
    qui si chiude la discussione su questo punto direi.

    Caro Pino, io non nascondo mai di essere di parte, ma difendo la mia autonomia celebrale. Nessuno potrà mai dire che non critico la mia parte politica quando la ritengo inadeguata. Però io non ritengo questo “taglio” un male assoluto, ritengo che riportare il rapporto risorse economiche e risorse umane ad un livello “normale” non sia un dramma, soprattutto nelle primarie, dove è sproporzionato a favore di quelle umane. Portare la meritocrazia poi, tu prima di me sai che non può che essere un bene.
    Di solito giudico in base a ciò che leggo e conosco, naturalmente posso sbagliarmi, ma bisogna portami dei fatti concreti per convincermi…

  3. Fra scrive:

    X Fabio

    Noto che tu con la matematica ci fai un pò casino e anche con l’italiano!
    I fondi saranno tagliati anche alle università,di conseguenza,diventeranno private o le tasse saliranno alle stelle,le tasse le pagano gli studenti,se sono volenterosi e nn possono permetterselo che si fa?le paghi te?o le chiediamo alla gelmini?no forse a tremonti andrebbe meglio,ma perchè no a berlusconi!Sia ben chiaro sarebbe stato per me lo stesso se la legge l’avesse proposta la sinistra!

    Bye

  4. loska scrive:

    Fabio, rispondo a te perché gli altri veramente non sono degni di nota :)

    che una riforma serva è un conto, ma questa non lo è. Una riforma indica altre vie. Spiega come e perché la qualità dovrebbe migliorare. Questa elimina, taglia, cancella e basta.

    Credi che così i maestri che rimangono come “unici” o prevalenti che dir si voglia saranno i migliori? No, graduatorie alla mano saranno i più vecchi. Vabbeh su grembiule e voto in condotta non mi esprimo, a me vanno anche bene ma non riformano niente :)

    Per quanto concerne finanziaria e università: I baroni lasceranno le università libere dalla loro rete clientelare? Non credo, anzi credo che con meno risorse per meno persone chi ha potere si assicurerà i soldi. E’ l’italia, non ce lo nascondiamo. E così chi avrà ancora più potere? chi ce l’ha già. E perché dovrebbe iniziare proprio in questo momento a pensare “per gli altri”, o perpetrando la meritocrazia? Servirebbe un miracolo, non una riforma. :)

  5. x Fabio scrive:

    Ma l’Italia già spende troppo poco per la scuola, la ricerca e le Università. Così la situazione potrà solo peggiorare.
    Riguardo poi l’insistere di Luca e degli altri come lui che gli studenti sono strumentalizzati, non è molto serio dire che così tanti studenti e professori sono incapaci di pensare con la propria testa. Si può dire che forse sbagliano, ma che siano dei burattini è una affermazione vuota. Il nuovo post di Luca è incommentabile, e infatti non lo commento.
    Un saluto.
    pino

  6. Fabio scrive:

    Fra, visto la tua mente eccelsa, deduco che il tuo sia un semplice caso di dislessia… Come da decreto, solo se le università stesse a maggioranza assoluta lo richiederanno, diventeranno private… ora il senato accademico non mi pare sia composto da Gelmini e berlusconi, e se non ricordo male, Tremonti non fa il presidente di tutti i senati accademici italiani…
    Ho provato a spiegartelo come se fossi un bambino di 2 anni… se non comprendi così…

    Loska, condivido solo una cosa, l’errore di averla definita riforma. Razionalizzazione delle risorse finanziarie e umane sarebbe stato molto più correretto forse, ma credi sarebbe cambiato qualcosa???
    Non so se saranno i migliori, come non è detto mi pare ci sia scritto che i più anziano saranno i prevalenti, una cosa è certa, sarà comunque uno di quelli che insegna ora, quindi se ora va bene, perchè il migliore dei 3 non dovrebbe andar bene dopo???
    Certamente per l’università andrà fatto molto altro, solo i tagli non servono a nulla, fosse per me farei Ministro Perotti :)

  7. watchdogs scrive:

    errore voluto, quello di chiamarla riforma, così a chi è contro si può dire “sei contro le riforme! cattivone”

  8. LupodiGubbio scrive:

    Gregorj quando parlo di link alle fonti intendo quello che ha fatto camelot, dove OGNI SINGOLA AFFERMAZIONE, ogni dato fornito (ma l’articolo NON ne fornisce) viene supportato dalla fonte del dato stesso.
    Che è contestabile, perchè un articolo di un altro giornale non è certo oro colato, ma almeno so da dove proviene. Poi se voglio obiettare che “Ah hai preso le cifre da Libero/Repubblica, sono sbagliate per forza” ci sta, ma almeno voglio sapere se quelle sono le cifre di Libero O di Repubblica.

    A me non pare di cheidere troppo.

  9. Fra scrive:

    X Fabio!
    Forse sei tu che nn vuoi capire,ma non solo mi sa che molte più persone di quanto si era stimato sono colpite da dislessia secondo quello che dici!Se io ti dico A e tu mi rispondi con B,ci credo che una discussione nn ci sarà mai!
    Pare che per voi negare l’evidenza sia una cosa normale e tu come buon figlio segui in maniera tenace tuo padre!
    Sai alcune caratteristiche si ereditano!Se nn ci credi prendi l’enciclopedia!
    Chi deciderà se l’università diventerà privata o no è un fatto irrilevante,vuoi sapere perchè?
    Perchè ci sarà la necessita di diventare privata,
    non essendoci i fondi sufficenti per andare avanti,di conseguenza tutto quello che ti ho detto sopra(Aumento delle tasse e così via dicendo…)!
    Se vuoi ti faccio un disegnino!
    Ciao!

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