Economia

I furbetti del Core Tier 1

TREMONTI THE PUNISHER – Cosa succederebbe se Bankitalia dovesse alzare la soglia minima di Core Tier 1 di uno o due punti percentuali? L’essere al di sotto di questa soglia potrebbe costare caro ai manager delle banche, Bankitalia potrebbe ritenere il patrimonio non sufficiente e autorizzare l’intervento del ministro dell’economia. Non sembrerà vero a Tremonti, finalmente potrà punire i manager delle banche. Entrare nel capitale attraverso la sottoscrizione di azioni privilegiate, che, anche se prive di diritto di voto, daranno comunque al Tesoro il potere di veto sulle “variazioni sostanziali al programma di stabilizzazione e rafforzamento“. Ma non basta, infatti su proposta della Banca d’Italia, Tremonti potrà “disporre con decreto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e di controllo delle banche“. Giulio “the Punisher” non se lo farà ripetere due volte, “via i manager ladri e truffatori, per colpa loro abbiamo dovuto usare soldi dei contribuenti per salvare le banche anziché per aiutare le famiglie“. Così le banche che verranno “salvate” dallo Stato subiranno l’attacco del mercato e quello ben più temuto (dai manager) di Tremonti. Insomma, forse dei soldi pubblici le banche italiane ne hanno bisogno, ma le controindicazioni dissuadono le banche dal prendere la medicina, in ogni caso il Tesoro è pronto a intervenire. Poi, c’è anche da ricordare che le banche possono incrementare i coefficienti, oltre che aumentando il patrimonio, anche restringendo il credito alle imprese: forse sarebbe stato meglio, come ha notato domenica scorsa Luigi Spaventa, pensare a provvedimenti dissuasori in questo senso, nel decreto.


FACCIAMOLO ALLA FRANCESE
– In un sistema che si regge sulla fiducia, qualunque situazione che possa minarla, rendendo meno credibile l’istituto di credito, diventa un dramma. Nell’attuale crisi c’è già un calo di fiducia verso le banche, ma nessun istituto di credito vuole concentrare su di sé lo sguardo minaccioso e vendicativo del mercato. Gli interventi previsti nel decreto sono mirati verso le “banche italiane che presentano una situazione di inadeguatezza patrimoniale accertata dalla Banca d’Italia“, se quindi lo Stato dovesse intervenire per salvare una banca, renderebbe evidente le sue difficoltà, esponendola al mercato, che potrebbe punire l’ingresso dello Stato nel capitale delle banche. Si è visto come le borse abbiano punito l’aumento di capitale sottoscritto in parte dal governo di istituti di credito come Dexia, che il giorno stesso ha perso sul listino il 30%, o ING, che ha perso il 40%, l’Ubs il 18%. Anche se gli aumenti di capitale sottoscritti dalle banche hanno in realtà incrementato i ratio con cui si misura la solidità di una banca. In Italia probabilmente andrebbe peggio, vista la situazione del nostro debito pubblico. Per questo molti guardano con interesse al piano di intervento francese. Si tratta di interventi di ricapitalizzazione a pioggia attraverso la sottoscrizione statale di obbligazioni subordinate. Mediante la sottoscrizione di questi titoli ibridi privi di diritto di voto, il governo assicura il rafforzamento del capitale della banca, in più visto che la sottoscrizione avviene a condizione che la liquidità aggiuntiva venga utilizzata per concedere credito a imprese e famiglie, si assicura un aiuto all’economia reale. In questo modo si evita di indicare al mercato da quale banca fuggire e di influire sulle quote degli attuali azionisti e sul management. Inoltre questo sistema assicura una maggior tempestività di intervento rispetto al macchinoso procedimento previsto nel decreto italiano.

2 commenti a I furbetti del Core Tier 1

  1. In Italia il problema dell’intervento statale è ulteriormente complicato dal mai risolto conflitto d’interessi del capo del governo. Ovvio che i banchieri non siano contenti di ridursi alle condizioni dei direttori della RAI.

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