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Le Iene e il sindaco di Vigevano che toglie la mensa ai bambini

La battaglia contro il caro mensa è finita all’esame delle Iene con un servizio di Matteo Viviani che ha raggiunto uno dei comuni italiani che per risolvere il problema impedisce l’accesso ai pasti ai bambini che non pagano la retta. Le dichiarazioni del sindaco di Vigevano Andrea Sala, interpellato dall’inviato, hanno fatto indignare il web.

CARO MENSA – I conflitti intorno alle mense italiane continuano come avevamo annunciato a ottobre dello scorso anno riportando un articolo di Repubblica sul comportamento tenuto dal Comune di Vigevano: “Il Comune ha bloccato il servizio per 150 studenti delle scuole dell’obbligo, soprattutto elementari. «Ci sono insoluti », hanno scritto gli uffici, e il sindaco leghista Andrea Sala ha fermato bambini e adolescenti sulla soglia della cucina. Le loro madri sono state avvertite via sms. «Riceverò solo i genitori che mi presenteranno la ricevuta di regolare pagamento delle rette»”. Sala, come scriveva La Provincia Pavese aveva annunciato in modo ‘colorito’ la battaglia contro gli ‘insoluti’: “Spezzeremo le gambe ai professionisti dell’insoluto, a livello economico, cominciamo con i pignoramenti. Abbiamo i piranha in giro, li stiamo già stanando. E l’andamento dei pagamenti delle mense è migliorato da quando abbiamo cominciato a usare il pugno di ferro” e ancora: “Vogliamo dire basta ai furbi. Negli ultimi cinque giorni abbiamo recuperato già 50mila euro del debito totale accumulato in 7 anni, pari a 350mila euro. Sono, ad esempio, 87 le famiglie della fascia Isee più alta risultate morose. Nessuna discriminazione, ma tutela verso chi paga regolarmente il servizio”, era solo l’inizio della presentazione della sua proposta. Ieri, l’inviato delle Iene Viviani ha raggiunto i parenti dei bambini ‘esclusi’ dalle mense e poi ha chiesto spiegazioni al sindaco Sala. Qui è possibile rivedere l’intervento andato in onda ieri sera su Italia 1.

 

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SERVIZIO IENE MENSE – Al fine di comprendere la rabbia intorno al comune di Vigevano, Viviani citofona a casa degli ‘insoluti’ perché i loro bambini durante il momento del pranzo vengono tenuti separati da chi può permettersi di pagare la retta di 900 euro della mensa. Non sono pochi, sono un piccolo nucleo e mangiano tutti insieme consapevoli di non poter avere accesso alla tavola comune. Al dissidio psicologico della separazione in ‘caste’, si aggiunge quello della nutrizione perché ai bambini è concesso di portare solo ed esclusivamente panini e la sorella di un bambino di dieci anni mostra la nota sul diario della richiesta e il successivo richiamo perché la famiglia ha fatto portare “un’insalata e della frutta”. Un’altra mamma ne spiega il motivo: “Nella mensa non può entrare cibo esterno portato da fuori e così vengono divisi i bambini ‘non paganti’ da quelli che ‘pagano'”. È una terza mamma che aggiunge: “Ci sono delle famiglie che non hanno pagato e tutti ne hanno subito le conseguenze”, la questione è che “Non è giusto fare di tutta l’erba un fascio e i bambini chiedono: ‘Quando finirà la storia dei panini?'”. I bambini sono tristi perché i piccoli non possono raggiungere gli amichetti nella mensa e Viviani chiede ai piccoli come vivono la situazione: al momento del pranzo, si dividono e chi non paga tira fuori il panino. “Prima mangiavo in mensa, mangiavo tutto. Questa cosa mi fa sentire male perché mio padre non ha i soldi. Mi vergogno e mi porto delle cose da mangiare che non mi vanno ma mangio a forza mentre gli altri mangiano pasti caldi. Gli altri mi offendono e mi prendono in giro. A me non importa, a me importa solo andare lì e studiare”.

GLI OPPOSITORI – “I bambini così piccoli devono fare i conti con problemi di soldi già a questa età” e Viviani mostra le battaglie di chi non tollera questa situazione perché le famiglie non vogliono non pagare, chiedono solo “un piccolo appoggio”. La redazione delle Iene riceve un filmato del pranzo che mostra la ‘separazione’ delle fasce economiche durante il pranzo, i bambini nel video parlano della “retta di 900 euro”, non hanno la misura del denaro ma sono perfettamente consapevoli del motivo che li divide: “Le loro famiglie non hanno soldi per pagare la retta” dice un bambino più piccolo di dieci anni. La psicoanalista Giuliana Barbieri parla del rischio di una crescita di aggressività che può sorgere nei bambini: “Si rischia un atteggiamento vendicativo e rivendicativo e del credere che possano vincere i forti. Questo comportamento viola i diritti dei bambini. Non può esserci una cosa così disarmonica”. La dottoressa Previderè Giovanna, vice dirigente di un’altra scuola, spiega: “Non è educativo. Abbiamo provato a fare qualcosa per non avere questa divisione ma il sindaco ha detto che non si può”. Arriva il momento di chiedere spiegazioni direttamente al sindaco Andrea Sala.

IL RUOLO DEL SINDACO SALA – “Il Comune non può regalare soldi, il problema è che non si possono rifocillare le casse del Comune. Diamo la possibilità ai genitori di venire a prendere il bambino” spiega Sala ma la questione è complicata perché i genitori lavorano e il problema dell’alimentazione continua perché non ci sono neppure i mezzi per scaldare il cibo e poi, come da disposizioni, non è permesso. Sala non è preoccupato dal trauma che i bambini potrebbero subire e commenta: “Io penso che sia più pericoloso per i bambini avere dei genitori che si lamentano e che chiedono soluzioni ai genitori. Il bambino deve imparare che non c’è sempre qualcuno che provvede sempre lui. Le manifestazioni contro sono state fatte da extracomunitari. Queste persone devono capire che i servizi devono essere pagati”. Viviani spiega che ha interrogato anche madri italiane e il sindaco dice che queste madri dovrebbero pagare la mensa anziché spendere i soldi “per le macchinette” (slot ndr). “Il servizio gratuito non deve esistere. Chi paga è giusto che abbia, chi non paga non può. È così, da accettare serenamente. Il comune non è obbligato e nel momento in cui lo dà si deve pagare. Il bambino può andare a casa o attrezzarsi con un panino”.

REAZIONI DEL WEB – Le dichiarazioni di Andrea Sala hanno continuato a scatenare l’ira del web che già lo aveva preso di mira, ad esempio su Facebook si trovano pagine come “La faccia da culo del sindaco di Vigevano” o “Vota Zyp come sindaco di Vigevano” mentre la bacheca del profilo privato del sindaco è stata letteralmente assalita da commenti che poco hanno a che fare con un attestato di stima: “Caro sindaco puoi andare a f…., i bambini non si toccano!” scrive Dejan. Carla S. lo invita a recarsi nello stesso luogo del precedente e in più gli chiede di riflettere: “Pensa che il giorno in cui tu non riuscirai a dare da mangiare ai tuoi figli non è lontano” poi gli dà del “razzista” e del “mafioso” e conclude chiedendogli di andare via. Lalla P. gli dà del “bastardo” e gli chiede di andare a lavorare. Molti i commenti a difesa dei bambini, al di là della nazionalità perché “Non si toccano” scrivono quasi tutti nei commenti indignati. Déborah T. scrive con il “K” volutamente per sottolineare il fatto che è “straniera” e quindi “pericolosa”: “Quanto sono intelligenti quelli che ti hanno messo lì e spero che fra questi ci sia qualcuno che avrà bisogno della mensa”. Un coro unanime contro la divisione settoriale economica nelle scuole dei bambini. Il sindaco leghista come risponderà?

 

 

 

(Photo Credit/Facebook/LeIene-VideoMediaset)