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Cibi con Botulino, perché uccidono

Il ministero della Salute si esprime a proposito della morte di due uomini di Fiumicino, trovati senza vita dopo aver mangiato cibo avariato, probabilmente sott’olio, che essi stessi avevano preparato in casa. Una terza persona, il figlio di uno dei due uomini, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Bracciano. Secondo il ministero il cibo potrebbe essere stato contaminato dalle spore di botulino e ha invitato a presentare molta attenzione alla preparazione e conservazione delle conserve casalinghe. 

SPORE DI BOTULINO – “Non bisogna consumare conserve che, all’apertura, presentino odori anomali – si legge nella nota diffusa da viale Ribotta – Si deve stare attenti anche ai contenitori quando presentano rigonfiamenti. Possono essere a rischio, poiché all’interno possono contenere spore di botulino, una tossina pericolosissima per la salute”. Consumare cibo avariato può sviluppare nell’organismo il botulismo, causata dal batterio Clostridium botulinum, un microrganismo in grado di vivere nel suolo, anche in assenza di ossigeno, che produce spore molto resistenti. I prodotti vegetali possono facilmente entrare in contatto con questo batterio, anche se inizialmente il botulismo era associato principalmente al consumo di salsicce casalinghe contaminate (da qui il nome botulus, salsiccia).

BOTULISMO, I SINTOMI – Chi consuma cibo contaminato dalle spore di botulino – spiega ancora il ministero della Salute – manifesta i primi sintomi dopo 12-36 ore: annebbiamento e sdoppiamento della vista, secchezza della bocca, debolezza muscolare con paralisi successiva che può coinvolgere anche i muscoli coinvolti nella respirazione fino a provocare un arresto cardiaco. L’avvelenamento da botulino si può contrastare solo con la somministrazione di un’antitossina nelle prime ore dalla comparsa dei sintomi. Il recupero è generalmente molto lento.

 

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VERDURE SOTT’OLIO A RISCHIO – Quando si avvertono i primi sintomi – si legge ancora nella nota – è necessario avvertire subito un medico o recarsi al pronto soccorso, riferendo il tipo di alimenti ingeriti (l’ideale sarebbe fornire ai medici dei campioni). Il botulino può essere presente in cibi inscatolati o conservati, soprattutto di produzione domestica. Le verdure sott’olio preparate in casa sono tra le più a rischio: peperoni, fagiolini, melanzane, funghi e olive. In generale, tutti i cibi conservati senza cottura e senza un’elevata acidità (pH sopra il 4,6), possono costituire un ambiente adatto alla crescita del botulino.

ATTENZIONE ALLE CONSERVE – Qualora si voglia comunque procedere con una preparazione casalinga – sottolinea il ministero – è necessario fare bene attenzione alle più elementari norme igieniche, lavare bene le verdure, gli utensili, i piani di lavoro e i contenitori in maniera tale da allontanare l’eventuale presenza del batterio e delle spore. La tossina botulinica viene distrutta alle alte temperature: far bollire i vasetti per almeno 10 minuti ne garantisce la sterilizzazione e l’eliminazione dell’eventuale tossina. Importante anche aggiungere alle conserve sale e aceto in giusta quantità: questi due elementi creano acidità e contribuiscono a controllare lo sviluppo del batterio riducendo quindi la possibilità della produzione delle tossine.

(Photocredit – immagine di repertorio: Miguel Villagran/Getty Images News)