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“Troppo sale ti fa morire”

Se è vero che le bibite gassate sarebbero responsabili della morte di 25.000 americani ogni anno è altrettanto vero che nemmeno i cibi e gli snack salati sono particolarmente salutari. Anzi, sarebbero alla base di oltre 2,3 milioni di decessi in tutto il mondo.

1 DECESSO SU 10 – Si tratta di uno studio condotto da un pool di esperti della Harvard School Of Public Health sul consumo eccessivo di sale, responsabile di un decesso su dieci nei soli Stati Uniti. L’analisi, condotta prendendo in esame i dati relativi al 2010, ha messo in luce come l’accumulo di sodio sia più dannoso dell’accumulo di zuccheri provenienti dalle bibite: “Questo perché – spiega Dariush Mozaffarian, leader dello studio – le bevande a base di zucchero sono più facili da evitare mentre il sale è ovunque.

SALE, TUTTO INTORNO A TE – Mozaffarian e il suo team hanno analizzato i risultati di 247 sondaggi sull’assunzione di sale e 107 cartelle cliniche che mostrano quanto il sale influisca sulla pressione sanguigna, e di conseguenza sull’insorgere di malattie cardiovascolari come infarti o attacchi di cuore. E non bisogna aspettare la vecchiaia per vedere i danni: “su tre vittime del troppo sale una ha meno di 70 anni – spiega l’esperto – È qualcosa che colpisce anche i giovani, non solo gli anziani. Lo studio, presentato venerdì durante l’annuale meeting dell’American Heart Association a New Orleans, mette sotto accusa tutti quei cibi confezionati che contengono moltissimo sale. Alimenti di consumo quotidiano difficili da evitare: “È veramente ovunque. Per una persona ‘normale’ è molto difficile evitare il sale. Bisogna essere incredibilmente motivati, avere accesso a una grande quantità di cibi e cucinarsi da soli i propri pasti”. Cosa non semplice da mettere in pratica, sopratutto se si considera che, almeno negli Stati Uniti, pane e formaggio sono in cima alla classifica egli alimenti con il maggior contenuto di sodio.

 

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AL MASSIMO UN GRAMMO AL GIORNO – Quindi, quale soglia giornaliera non dovremmo mai superare? Gli esperti di Harvard dicono non più di 1 grammo al giorno, meno della metà della quantità massima giornaliera stabilità dal Centro per il Controllo e Prevenzione delle Malattie, e meno di un terzo del reale consumo giornaliero della gran parte dei cittadini americani.  Il Salt Institute ha bollato di “scarso realismo” i risultati dello studio: “Per stessa ammissioni degli autori – ha dichiarato il vicepresidente Morton Satin – Nessuno stato al mondo consuma così poco sale. Oltretutto non verrebbe dimostrato nessun legame reale tra il consumo di sale e le vittime di malattie cardiovascolari.

SE LO CONOSCI LO EVITI – Eppure, dannoso o no, il sale è letteralmente ovunque: spesso compare sulle etichette con il nome di cloruro di sodio, il nome scientifico del comune sale da cucina. “Leggendo le etichette si scopre quanto sia il ‘sale nascosto’ presente nei cibi confezionati – spiega Richard Besser, capo della redazione di salute e medicina della ABC News – Però possiamo fare più attenzione quando siamo al supermercato, preferendo frutta e verdura fresca, carni e latticini agli alimenti già pronti”.

(Photocredit: healthcrafter.net)