Di Pietro: tutte le promesse dimenticate dal leader dell’IdV
16/09/2010 - Confluire nei gruppi democratici, togliere il nome del segretario dal simbolo, fondersi col Pd. Quando gli ordini dell’ex pm non si traducono in realtà “Da fondatore dell’Italia dei Valori, – ha detto oggi Antonio Di Pietrorispondendo ad una domanda in
Confluire nei gruppi democratici, togliere il nome del segretario dal simbolo, fondersi col Pd. Quando gli ordini dell’ex pm non si traducono in realtà
“Da fondatore dell’Italia dei Valori, – ha detto oggi Antonio Di Pietro
rispondendo ad una domanda in merito alla possibilità che dal simbolo del suo partito scompaia il suo nome - se vedessi la mia creatura camminare con le proprie gambe sarei felice di appendere le scarpe al chiodo. Per me sarebbe una soddisfazione enorme. Ma adesso c’è una battaglia in corso e il generale che ordina l’attacco non può permettersi di ritirarsi dal fronte“. Se la cava così il leader del partito personalistico per antonomasia, personalistico al punto da fare invidia alla Forza Italia made in Arcore. La realtà – vale la pena di rpecisarlo – è che in quanto a nome nel simbolo, alleanze e progetti per il futuro l’ex pm ha più volte fatto annunci eclatanti. In più occasioni Di Pietro ha avvisato di idee innovative delle quali si sarebbe reso protagonista il suo partito, idee che avrebbero segnato un sensibile cambio di passo con la storia del suo partito. Salvo poi non mantenere le promesse annunciate alle platee.
GRUPPI UNICI COL PD – Tre esempi su tutti. Febbraio 2008, all’indomani della caduta del governo Prodi. Berlusconi e Veltroni decidono di andare da soli. Tonino promette a Di Pietro che dopo il voto i parlamentari eletti tra le fila dell’Idv sarebbero poi confluiti nei gruppi del Partito Democratico. Ad aprile sarà un successo per l’IdV che raddoppierà i voti incassati due anni prima (si arriva al 4,4%). “Antonio Di Pietro ha preso l’impegno a confluire nel Partito Democratico – annunciava Veltroni soddisfatto – I Radicali non possono farlo perchè sono un partito transnazionale“. Ad aprile del gruppo unico non vi sarà traccia. Cominciava così opera di erosione dei consensi PD da parte dei dipietristi.
VIA IL NOME DAL SIMBOLO – Elezioni Europee 2009. L’italia dei Valori schizza all’8% dei consensi. Di Pietro, nella notte dello spoglio, annuncia in diretta che uno degli boiettivi del partito sarà quello di passare definitivamente da semplice movimento a forza politica vera e propria. Tonino fa sapere che scomparirà il nome dal simbolo. un segnale, per dire che l’idV non è più dipietro-dipendente. Un segnale, forse. ma un segnale che non è stato ancora dato. A 15 mesi di distanza.
SOGNO LA FUSIONE CON I DEMOCRATICI – Congresso Idv di febbraio 2010. “Sogno la fusione col PD” dice Di Pietro alla platea dell’Hotel Marriott di Roma. Passare da partito che dice no a partito che si pone come alternativa di governo. “Senza di noi il PD non va da nessuna parte“, rinfaccerà poi un mese più tardi, alla vigilia delle Regionali, agli alleati democratici. E di quella linea politica che insegue una fusione non c’è affatto traccia. Poi le dichiarazioni di oggi. Da interpretare. Indicative di una inversione di tendenza o ulteriore annuncio per fare propaganda?













Forse perchè, puntualmente, il PD faceva qualche stronzata e Di Pietro doveva pararsi, che dici?
C’era un programma che andava rispettato da entrambi ma il PD pensa solo ad inciuciare con la maggioranza. Di Pietro si troverebbe nella stessa situazione di Fini che ha fatto confluire un sacco di voti nel PDL e s’è ritrovato con un programma che non condivideva. Ma sapete guardare a quel che è successo in questi due anni o aprite bocca per dargli fiato???
Boh, a me pare che questo articolo apporti davvero poco, e abbia invece il solo scopo di denigrare Di Pietro.
Anch’io non ho condiviso tante, ma tante mosse dell’Italia dei Valori e di Di Pietro. Ma far risaltare queste sottigliezze, senza citare le “promesse non mantenute” del PDL, per non dire le ruberie e le idee illuberali e antidemoctratiche, o la totale assenza di programmi del PD, composto da vecchi bacucchi lautamente foraggiati da noi, mi sembra molto, ma molto fazioso.
Pessimi.
“Boh, a me pare che questo articolo apporti davvero poco, e abbia invece il solo scopo di denigrare Di Pietro”
Mannò, ci riesce benissimo da solo…
Perdonatemi, ma basta vedere quale foto mettono come “miniatura” (quella che si vede nell’elenco articoli) per capire se Di Pietro è gradito o meno qui.
PS. Un paese che colpevolizza chi denuncia, e non chi commette crimini su crimini, o peggio chi fa finta di non vederli per tirare a campare (vedi PD), è davvero un paese da poco.
Che senso ha questo articolo?
Arrivato alla fine ho pensato:”E quindi?” Di cosa si vuole colpevolizzare Di Pietro? Di scarsa coerenza? Avendo un “alleato” come il pd, non mi sento affatto di biasimarlo. E poi, delle promesse non mantenute da parte del nostro amatisssimo premier ne vogliamo parlare?
Meglio Di Pietro, assolutamente, magari fossero solo quelli i problemi che ci affliggono.
Magari le promesse non mantenute dai partiti fossero sempre di questo genere!
Alla fine c’è da sottolineare un paio di cose.
E’ vero, mai lette tante promesse non mantenute tanto banali (tra l’altro l’autore dell’articolo poteva spiegare anche che ricadute hanno avuto queste mancanze sui cittadini…?).
D’altra parte però a tutte queste mancate promesse (oppure obiettivi?) rispetto ad altri partiti sono state date spiegazioni.
L’unico punto che davvero è contestabile (perchè con il PD e le sue correnti se permettete, andateci voi) è quello del nome nel simbolo. Ebbene, cosa ne pensate se tutti i militanti sanno bene che ancora IDV come nome lo conoscono in quattro gatti? Purtroppo bisogna fare i conti con l’importanza che i cittadini danno alla politica, cioè troppo poca.
Ma io sono di parte…
Qualcuna te la spiego io. Di Pietro non confluendo nel Pd si è beccata la sua bella quota di “finanziamento pubblico”.
Inoltre, il fatto che si un “one man party”, credo che nemmeno si possa discutere (chiedere a De Magistris) o esiste la concreta possibilità che lui possa finire all’interno dell’Idv all’opposizione e qualche altro possa prendere la guida e dettarne la linea politica? Siamo seri, per favore. L’Idv non è diverso rispetto a tanti altri partiti a cominciare dall’odiato Pdl in cui, per organizzazione e gestione, si rispecchia perfettamente.
Articolo senza senso.
Di Pietro rappresenta soprattutto quegli elettori di centro-sinistra che non si riconoscono in quello che il PD fa.
Confluire nel PD equivarrebbe ad un tradimento per i suoi elettori.
Sul nome nel simbolo si potrebbe discutere, ma proprio come si può discutere del tempo o del rincaro delle mele.
Non è certo su queste cose che si deve giudicare un politico.
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