Parla come mangi – D’Alema: se Vendola vince le primarie gli sparo

16/09/2010 - L’intelligenza grigia del Pd intervistato sulla Stampa spazia dalla situazione politica italiana al dibattito interno nel partito. E noi di Giornalettismo siamo in grado di tradurvi l’intervista dal politichese all’idioma del cittadino comune! E’ tornato Massimo D’Alema sulla Stampa, intervistato

L’intelligenza grigia del Pd intervistato sulla Stampa spazia dalla situazione politica italiana al dibattito interno nel partito. E noi di Giornalettismo siamo in grado di tradurvi l’intervista dal politichese all’idioma del cittadino comune!

E’ tornato Massimo D’Alema sulla Stampa, intervistato da Federico Geremicca sui massimi sistemi della politica italiana e mondiale. Ma che difficile, il linguaggio dei politici: proviamo a leggere fra le righe, e a rivelare cosa D’Alema abbia veramente detto. Ecco “Parla come mangi”, il nuovo servizio di traduzione interviste di Giornalettismo!

«Se la preoccupazione di Walter è che qualcuno pensi che piuttosto che rafforzare il Pd si possa aggirare il problema con alchimie sulle alleanze, allora Veltroni sappia che la sua preoccupazione è anche la mia»

“Se Veltroni pensa di poter anche solo pensare di ricandidarsi a qualcosa che non sia la donna delle pulizie di mia cognata, allora Veltroni sappia che gli brucio casa.”

Scusi, presidente, e tutte le polemiche dei giorni scorsi?

«Nel nostre partito le polemiche hanno spesso una tonalità superiore a quella che dovrebbero avere. Ma nella sostanza credo la stragrande maggioranza del popolo del Pd si riconosca nelle parole e negli impegni annunciati da Bersani a Torino».

“Ma chissenefrega.”

Sarà anche così, ma alcuni “giovani leoni” del Pd – da Renzi a Civati, ma non solo – continuano a chiederle di farsi da parte…

«Ma io ormai lavoro in Europa. Torno da Bruxelles, prima ero in Russia. Tra qualche giorno parto per New York, poi Manchester per il Congresso del Labour, quindi Washington e Berlino… Mi occupo dell’elaborazione della cultura politica dei progressisti. In ogni caso sono soddisfatto di come è andata la riunione del nostro Coordinamento proprio perché ha affrontato la questione di fondo che abbiamo davanti, piuttosto che polemiche inutili»

“Bisogna capirli, poracci. Ce sformano perchè io ormai faccio la bella vita, vado a farmi le mejo risate con Blair nei pub dietro Piccadilly e parliamo del grande socialismo europeo, perchè sono un grande statista, io. E loro, invece, ancora devono perdere tempo col Pd. Capito? Col Pd… Dai, è comprensibile che siano incazzati.”

E quale sarebbe la questione di fondo?

«E’ tutta in un interrogativo. Berlusconi certo non è finito, reagirà e avremo ancora delle fasi aspre: ma perché, di fronte alla evidente crisi della destra, il Pd non riesce a crescere? Al di là delle polemiche – perché naturalmente le risposte possono essere diverse – questo è un problema. Che Bersani, però, con l’importante discorso di Torino, ha affrontato nel modo giusto».

“Non saprei. Quale sarebbe?”

Applaude a Bersani per smentire le voci che la vorrebbero insoddisfatto del segretario?

«Questa non l’ho mai sentita. Non riesco neppure a immaginare come possa nascere una voce del genere. Applaudo Bersani perché ha fatto un discorso rivolto al Paese e ai suoi problemi; e perché, cosa che noi sapevamo, sta venendo fuori alla distanza, con concretezza e ragionevolezza, secondo le sue caratteristiche»

“Ma no, il pelato è a posto, dai. Se non c’era lui, mi toccava farlo a me il segretario de ‘sto baraccone. Ti dico, manco legato e sotto minaccia di morte lo farei. Davvero, meglio il colera.”

Smentita, quindi, ogni freddezza verso il segretario…

«Non solo: l’appello è a rafforzare la sua leadership. Noi siamo un partito democratico, non abbiamo un padrone che si aiuta a restare in sella con molti quattrini e molte tv: ma proprio perché siamo democratici, la forza della nostra leadership è data dall’investimento che su di essa fa il gruppo dirigente. Abbiamo scelto un leader nemmeno un anno fa: indebolirlo, magari mentre si è in vista di possibili elezioni, non mi pare una mossa geniale».

“No, guarda, il punto è che se cade lui, poi tornano a rompere le palle a me. Porco mondo, dico io, quando c’erano da fare, come si chiamano, quelle…le primarie, tipo, mi sono detto: adesso mi metto sotto un paio di settimane per farlo eleggere a capo de ‘sta banda de matti, poi non faccio più niente tutta la vita, ché sono un alto pensatore, mica un peone qualsiasi. E adesso mi venite a dire che devo ricominciar da capo? E no! E no!”

Invece, c’è una piccola folla che intende sfidarlo alle primarie per la candidatura a premier: da Vendola a Chiamparino, fino a Veltroni, secondo alcuni…

«Ma perché, partecipano tutti alle primarie?»

“Certo che la gente ha molto tempo libero. Mancano solo Cassano, Hello Kitty e il platano sotto casa mia, poi siamo al completo.”

Almeno Vendola di sicuro.

«Credo che prima occorra vedere se c’è intesa sulle basi politiche e programmatiche necessarie a stringere una alleanza non scontata. Vendola fa parte di quella sinistra che ha costituito il problema maggiore per Prodi, fin dal primo governo. Ha fatto i conti con questo? Sa che gli italiani non vogliono che quanto accaduto si ripeta?».

“Ecco, ti dico, su Vendola è allarme rosso. Perchè se si candida a ‘ste primarie può essere che vince pure, e li già rosico. Poi va alle elezioni, e metti che le perde: risultato, io non posso fare il ministro. Ti pare giusto? Perciò segategli le gambe, rapitegli la zia, rigateje la macchina. Legatelo in cantina con Sandro Bondi, avete licenza di uccidere, ma fermatelo in qualunque modo. Ma mannaggia a Veltroni, possibile che me lo ritrovo sempre fra le scatole?”

E se l’intesa fosse raggiunta?

«Che si candidi. Anche se trovo singolare questa agitazione autopromozionale che utilizza – per altro – le primarie: strumento di un altro partito – il Pd – verso il quale non ha mai avuto parole di apprezzamento»

“Che si candidi. Chiamerò un cecchino”

E che dire, invece, dei possibili altri candidati pd?

«Che considererei la loro scelta legittima ma sbagliata».

“Che so dove abitano”

Addirittura sbagliata?

«Un aspetto costitutivo del Pd è aver guardato ai grandi partiti riformisti europei: e i grandi partiti europei candidano il loro leader alla guida del governo. E’ un principio che abbiamo perfino inserito nel nostro Statuto»

“Allora, no, scusate: chi è che comanda qui? Ecco, appunto, io. No, ma che Bersani, adesso non esageriamo che mi viene da ridere. Non è che allora, visto che io so’ buono, chiudo un occhio, alla fine, so’ ragazzi, uno può alzare la cresta come gli pare. Visto che sono io a darti la paghetta, almeno me lo vieni a chiedere a me se puoi uscire. E se ti dico di stare a casa a mezzanotte, tu stai a casa a mezzanotte. Non mi sembrano richieste assurde, non penso di essere uno di quei genitori severi e insopportabili, no?”

Quindi?

«Quindi troverei ragionevole che, se vi sono dirigenti del Pd che intendono candidarsi alla guida del governo, si candidassero prima alla segreteria del partito».

“Muti. Ma che, siamo, in democrazia, qui?”

Ma avete fatto un Congresso pochi mesi fa…

«Appunto. Ed è per questo che suggerisco di impegnarci prima di tutto sulla proposta da fare al Paese, piuttosto che continuare in polemiche dannose e infondate»

“Si, lo so, infatti, du’ palle mostruose quelle cose li, io le ho sempre odiate. Veltroni s’è impuntato, m’ha fatto una testa così, dice: ‘A Dario je piacerebbe tanto’, ‘ricordati che Dario vuole parlare al congresso’, ‘hai comprato gli sfondi per il congresso di Dario?’, e alla fine gliel’ho fatto fare. T’ho detto, è che sono uno buono.”

Pensa a qualcosa in particolare?

«Penso a certi postulati che accompagnano la polemica, del tutto legittima, sui possibili modelli di riforma elettorale. Anche qui: vorrei rassicurare Veltroni e dirgli che non è vero che pensare a sistemi diversi da un certo maggioritario significa voler “uccidere” il Pd. Non siamo nati per l’esigenza di adattarci a una nuova legge elettorale: e non saremmo messi in crisi nè da un sistema che si ispirasse a quello tedesco né dalle difficoltà – evidenti – del “partitone” di Berlusconi. Insomma, possiamo sopravvivere anche alla crisi del bipolarismo berlusconiano… Il Pd, infatti, non nasce da una legge elettorale, ma dalla convergenza politica, ideale e culturale tra le grandi tradizioni del riformismo e del progressismo italiano. Queste sono le basi del partito che stiamo costruendo».

“No, non è mia abitudine farlo. Evito ogni volta che è possibile, ma c’è sempre qualcuno che vuole coinvolgermi in qualche sua noiosa opinione. Spero che chiunque guidi il centrosinistra mi garantisca che nessuno si avvicinerà più a me: voglio un raggio di 5 metri sempre sgombro.”

Perché tiene a questa rassicurazione?

«Perché è caricaturale la divisione tra chi vorrebbe un Pd forte e chi lo vorrebbe debole ma con più alleati. Se questa fosse la discussione, io starei di certo con i primi».

“Perchè la gente puzza”

Non avete molto tempo per mettervi d’accordo

«Vedremo se e quando si faranno le elezioni. Ma la cosa peggiore, cone ha denunciato Bersani, sarebbe un governicchio che tirasse a campare. Continuiamo a essere un Paese strano, dove si taroccano le cifre economiche per nascondere la crisi; dove se un deputato passa dalla maggioranza all’opposizione è un golpe, mentre è tutto normale se accade il contrario; un Paese nel quale il ministro dell’Economia fa una impegnata intervista per dire che entro l’anno bisogna approntare un piano economico che ci porti al 2020, e vorrei sapere di questo piano dove si sta discutendo. Qui l’unico piano che interessa a Berlusconi è come aggirare la sentenza Mills. Lo so che è da inizio legislatura che va così. Ma che vuole, non mi ci sono ancora abituato…»

“Sa quale è il problema? E’ che c’è qualcun altro a parlare. Ci rifletta, se parlassi solo io – e ogni tanto, peraltro – mica servirebbe mettersi d’accordo. Non sarebbe molto più facile?”

 

9 Commenti

  1. sayeret matkal scrive:

    Molto democratico D’Alema…..

  2. Leftorium© scrive:

    Ma Vendola si spara da solo. Non fosse altro che per non dare una soddisfazione al Dalailema.

  3. andrea scrive:

    D’ALEMAAAAAAAAAAA!!!!!!!RESTACI ALL’ESTERO.

  4. SHADE scrive:

    A parte che chi fece cadere l’ultimo governo Prodi è stato proprio D’Alema con Veltroni e tutto il loro PD… riuscendo a riesumare l’ormai deceduto berlusconi… bravi ottima mossa !!!
    Ma poi, come parla questo pseudo leader politico? … Alle primarie si candida chi vuole, altrimenti non sarebbero primarie… appunto!
    Comunque essere surclassato da Vendola al baffetto non va proprio giù… e fa di tutto per metterlo in ombra.
    Vendola si è distaccato da quella sinistra che intendi, forse, tu.
    Sinistra e Libertà non è Rifondazione lo sai o no?
    D’alema la tua politica di palazzo puzza di vecchio… e comunque più parli e più fai bene alla popolarità di Vendola che già ti ha stracciato alle ultime regionali in Puglia… che “politico” piccino che sei!

    P.S. Fai la cosa giusta…. sparati tu !!!

    • Leftorium© scrive:

      Sinistra e Libertà non è Rifondazione. Infatti, è un guscio vuoto senza programma e senza idee che vale nemmeno il 4%, buono però per fare da cassa di risonanza per le manie di Vendola.

  5. antani scrive:

    più che di traduzione parlerei di proiezione… meccanismo psicologico noto alla scienza da lungo tempo, benchè solo pochi illuminati possano davvero sostenere di esserne venuti a capo.

    a volte la proiezione si limita a fornire elementi di valutazione errati all’osservatore, mentre in questo caso ha il pregevole merito di chiarire molto bene, quantomeno a chi legge, che chi ha scritto questo pezzo non capisce nulla di politica.. :)

  6. me^^ scrive:

    ^___^ Carino!
    Peccato che Giano-D’Alema pensi molte altre cose.
    Approfondisci. Approfondisci.

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