Italia: l’irresistibile declino dello Stato-bordello

15/09/2010 - Foreign Policy racconta il crollo del paese nell’era di Berlusconi, tra le boutade in politica estera e l’economia in grande affanno.“Ahi, serva Italia, di dolor ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello“. Comincia con

     
 

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Foreign Policy racconta il crollo del paese nell’era di Berlusconi, tra le boutade in politica estera e l’economia in grande affanno.Ahi, serva Italia, di dolor ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello“. Comincia con un riadattamento dalla Divina Commedia di Dante l’articolo di Foreign Policy dedicato al declino del nostro paese nell’era di Berlusconi.

LA PROFEZIA DI SYLOS LABINI – E l’autore James Walston ricorda che la frase di Dante era anche l’incipit di un’opera pubblicata postuma di Paolo Sylos Labini, economista ma soprattutto uomo di grande moralità e sempre in guerra, nell’Italia di ieri contro gli andreottiani, in quella di oggi contro i berluscones. “Perché siamo caduti così in basso? Io esorto i miei concittadini a rifletterci”, scriveva Sylos Labini all’epoca, in un appello a favore dell’economia di mercato e della pluralità nell’informazione, contro il miliardario Berlusconi. Oggi la nave italiana è ancora più in difficoltà nelle acque internazionali, soprattutto dopo una crisi economica mondiale che l’ha colpita duramente, e quindi la profezia di Dante sembra ancora più attuale.

L’ESTATE TRAGICA – Scrive FP che la crisi si è acuita a partire dalla fine di luglio, ma nel corso degli ultimi quindici giorni la mancanza di direzione è diventata parossistica. Per la maggior parte di agosto, Berlusconi ha minacciato le elezioni per schiacciare Gianfranco Fini, l’ex alleato ribelle che ha rotto con il premier e ha formato un suo partito, e ai suoi seguaci di tacco. Poi, quando i sondaggi hanno mostrato che l’unico vero vincitore in un voto anticipato sarebbe stato Umberto Bossi e la sua Lega Nord, che favorisce l’autonomia per l’Italia del nord – e, peggio, che c’era una buona possibilità che Berlusconi non avrebbe avuto una maggioranza nel Senato – ha iniziato a marcia indietro. In questi pochi giorni, le sue dichiarazioni pubbliche hanno fatto riferimento a “tre anni in più per realizzare le grandi riforme”. L’obiettivo immediato è quello di adottare una mozione di sostegno ad un piano in cinque punti riguardanti l’economia, il Sud, federalismo fiscale, giustizia e sicurezza. La questione più controversa è “la giustizia”, che per Berlusconi significa darsi l’immunità da procedimenti giudiziari (“per andare avanti con il compito di governare”, dice). I poteri di spesa decentrati sono fondamentali per la Lega Nord, ma altri nel centro-destra sono preoccupati che le parti più povere del paese perdano il sostegno.

LA LINEA INTERNAZIONALE - FP poi ricorda la recente conferenza stampa in cui Berlusconi ha definito Putin un dono di Dio, e attaccato Fini parlando di “aziendine” (in italiano nel testo), e le polemiche per la visita di Gheddafi. Nel frattempo i suoi guai si moltiplicano, con i sondaggi in calo e la campagna acquisti tra senatori e deputati, oltre al caso P3. Il tutto viene inquadrato all’interno dell’attuale declino italiano. Iniziato quasi 20 anni fa, quando divenne chiaro che l’economia non era in grado di affrontare le nuove sfide della globalizzazione. Ma ogni anno le cifre della produzione scendono rispetto all’Europa e, naturalmente, la Cina e le altre economie emergenti. La scorsa settimana, l’OCSE ha calcolato che il PIL del paese diminuirebbe dello 0,3% nel terzo trimestre (facendo dell’Italia l’unico paese del G-7 con una crescita negativa) e di crescere da un misero 0,1 per cento nel quarto trimestre. Una ripresa vera e propria non è iniziata e l’Italia è al 48esimo posto per competitività a livello mondiale, dietro la Lituania e la prima del Montenegro. La disoccupazione giovanile è cresciuta al 29,2 per cento in maggio, in crescita del 4,7 punti percentuali a partire dal maggio dello scorso anno. Il ministro per lo sviluppo economico si è dimesso quattro mesi fa e ancora non è stato sostituito. E mentre l’anno scolastico inizia, gli insegnanti sono sul piede di guerra per tagli di bilancio, così come le forze di polizia. Ci sono un sacco di problemi reali, ma l’Italia è “una nave senza timoniere”.

     
 

7 Commenti

  1. gabriele scrive:

    Siamo l’unico paese in crescita negativa? cosa importa agli italiani, tanto tra poco inizia di nuovo il grande fratello e gli altri programmi spazzatura.
    La vedo dura per l’Italia e spero di sbagliarmi.

  2. sayeret matkal scrive:

    La vedo dura per l’Italia, qualunque sia il Governo..destra e sinistra sono entrambi spazzatura….

  3. il parlamentoso scrive:

    io proporrei un bel falò a porte chiuse per vedere se riescono ad uscire dalle finestre e fuori ad attenderli una motovedetta italo-libica
    Magari così ci si diverte e si pensa positivo

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