Roberto Mancini se ne va. “Rosichello”, come lo chiamavano affettuosamente i romani per la sua tendenza a non accettare le sconfitte, lascia l’Italia. E difficilmente ci ritornerà in tempi brevi. Per fortuna.
E così, se n’è andato. Roberto Mancini ha lasciato l’Inter e, probabilmente, per qualche tempo l’intero calcio italiano. Perché il ragazzo è ambiziosetto, e non accetterebbe una panchina di secondo piano - anche per ragioni di stipendio. Ma, d’altro canto, al Milan le porte per lui sono chiuse a causa del famoso
litigio avuto con Galliani all’epoca di Milan-Lazio negli spogliatoi di San Siro, e alla Juventus la piazza lincerebbe chi pensasse soltanto di proporre il nome in caso di addio di Ranieri. Roma, Fiorentina? Non ne parliamo neppure. Resterebbe la Sampdoria, ma i Garrone non possono permetterselo. Almeno per ora
CALCIATORE - Di lui rimane la storia. Quella di calciatore, già mitica dai tempi del Bologna dove appena sedicenne veniva paragonato a Gianni Rivera (e non senza qualche ragione). Poi l’arrivo alla Samp dei gemelli del goal con Gianluca Vialli, e la definitiva consacrazione con la vittoria dello scudetto e la sfortunata finale di Coppa Campioni. La fuga tentata, ma non riuscita all’Inter di Moratti, e quella andata in porto alla Lazio, dove vince scudetto e coppa Uefa da uomo-squadra e allenatore in campo, trovando un coach (Eriksson) che gli fa fare come gli pare come lo “zingaro” Boskov. Il gol di tacco al Parma ce l’abbiamo tutti negli occhi, quello a Napoli che suggellò l’1 a 4 per la Samp e lo scudetto ai blucerchiati, al volo da cross di Vialli, era roba da urlo. Così come un sacco di sceneggiate con gli arbitri, davvero di cattivo gusto. E anche una marea di “non pervenuto” durante le partite della Nazionale, dove però - c’è da dire - è stato anche sfigato, visto che ci è arrivato nello stesso periodo di Baggio, Del Piero e Totti, e con Mister che non prevedevano nei loro moduli la mezza punta (e probabilmente nemmeno il rompicoglioni negli spogliatoi).
ALLENATORE - Ma è la figura di allenatore quella che ha generato le maggiori polemiche. Alla Fiorentina prima e alla Lazio poi si è caratterizzato come litigioso e - con rispetto parlando - stronzetto. Sempre pronto a magnificare le proprie vittorie, e a inventare scuse per le sconfitte. Memorabili quelle nel
derby di Roma, quando dopo il goal di tacco del suo omonimo brasiliano se ne uscì con un “è stata una rete casuale, una botta di fortuna“. Dimenticando tutti gli elogi presi quando i goal di tacco li faceva lui. Il “ciuffo di Dio” raramente è uscito dal campo quando le aveva prese dicendo che le aveva meritate. Di volta in volta la sconfitta era colpa di altri: dell’arbitro, del destino cinico e baro, della scalogna che si accaniva su di lui così bravo bello e buono. E i tifosi, c’è da dire, lo adoravano. Mitico il coro dei tifosi romanisti ogni volta che le prendeva dalla prima squadra della Capitale: “Mettete a sede Mancini Mettete a sede” urlato da tutta la curva a risultato ormai acquisito per sfottere la sua simpatica abitudine di stare in piedi a sbraitari contro chiunque gli capitasse a tiro. Così come è stata tristissima l’ultima sceneggiata alla Mario Merola dopo l’eliminazione in Champions League con il Liverpool. L’annuncio di dimissioni a caldo, per cercare di sviare l’attenzione dal fatto che i giocatori, durante la partita, lo avevano palesemente mandato a quel paese sia in campo sia in occasione delle sostituzioni. In un mondo serio, professionale, etc, uno come Mancini
non avrebbe dovuto più allenare dopo quella figura da bambino (”lascio l’Inter, me ne vado non mi ascoltano sigh sigh“: ci mancava solo un bel “puffnghé” alla fine)
CHIUSURA - E che cosa dovevano fare, quei poveracci dei giocatori? Forse dargli retta? Dal punto di vista tecnico, l’Inter non è mai riuscita ad esprimere un gioco efficace. Si è sempre retta su una discreta organizzazione difensiva e sui lampi dei suoi fuoriclasse. Per il resto, dalla panchina non arrivavano mai indicazioni nel vero senso del termine. Lui stava lì, gesticolava, si incazzava con chi sbagliava i rigori o per chi andava a tirare le punizioni (sempre dopo che avevano tirato, però, non prima: lamentarsi prima è roba da gente di personalità). Non è un caso che i nerazzurri segnino soprattutto su palla inattiva (calci d’angolo, punizioni, rigori, etc): sintomo di una squadra che si affida alle doti dei singoli, perché il collettivo non esiste. Quando le cose non andavano bene, sostituiva. “Ci han bloccato in mezzo, ci vuole una variante“. Ed ecco Jimenez, oppure Figo. “Mister, che devo fare?“. “Salta l’uomo e vai in goal“. Così sono capace anche io a fare l’allenatore. Dicono in giro che Moratti, per sbarazzarsi di lui, dovrà spendere 130 milioni di euro tra liquidazione e ingaggio del nuovo tecnico. Trattandosi di uno che gli affari non li ha (quasi) mai saputi fare, non possiamo certo dire che son soldi spesi bene. Ma benino sì.

























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
…
Addio, Roberto Mancini: non ci mancherai per niente…
“Rosichello” lascia i nerazzurri, e sai che dolore. Moratti spende 130 milioni per liberarsene. E fa pure bene, tié…
Addio, Roberto Mancini: non ci mancherai per niente…
“Rosichello”, come lo chiamavano affettuosamente i romani per la sua tendenza a non accettare le sconfitte, lascia l’Italia. E difficilmente ci ritornerà in tempi brevi. Per fortuna….
E vabbè, direttò: da che mondo è mondo chi ha personalità di solito è antipatico e ha un caratteraccio, no? Penso fosse soprattutto quello il motivo cruciale che non gli ha permesso di brillare in Nazionale.
Da che mondo è mondo, chi ama veramente il calcio non può stare seduto, ma deve continuare a urlare per tutta la partita, sbraitando e dando indicazioni (magari inascoltate), no?
Hai ragione su quel “per fortuna”: come ha scritto Gianni Mura, con l’arrivo di Mourinho, sono le squadre avversarie ad esultare, e poi vedremo se ce l’ha, lui, un gioco.
p.s.però mi sono goduta il bel paragrafo in cui lo magnifichi come calciatore:-)
concordo!
@ cordapazza: stai scambiando un isterico rosicone con Wellington. Vedi tu.
che bell’ uomo poi
Isterico? E’ solo una persona orgogliosa e fiera, che ha sempre detto quello che sentiva di dire al presidente, ai giocatori, alla stampa: una persona lasciata SOLA un po’ da tutti.
Eppure ha saputo regalarci delle emozioni e vincere uno scudetto contro una squadra forte come la Roma, alla faccia di chi gli rimproverava e vedeva in lui solo il ciuffetto, o la sciarpa di cachemere meglio annodata d’Italia. Ed è una persona onesta.
Mi mancherà.
onesta, proprio onesta. Ci SCOMMETTO.
Come giocatore, era bravino. Non tra i “dieci migliori in italia di tutti i tempi” come ha scritto Sconcerti, che sta in conflitto d’interessi essendo stato il suo presidente a Firenze.
Della sua generazione, in quella classifica entrano giusto Baresi, Maldini e forse Baggio.
Bravino si, niente di eclatante. A parità di ruolo, e numeri, Zola era più completo, avendo anche il calcio piazzato, e quando è andato in Inghilterra ha fatto faville in città anzichè pena in provincia (come al solito).Cassano più spettacolare, Totti più concreto ed eclettico (avendo fatto scuola zeman e scuola capello era maturo per magnarsi pure spalletti, mancio quando mai, era un anarchico che ha giocato sempre uguale, tra una ovatta e l’altra, sia da seconda punta che da brevilineo dietro, ha sempre avuto bisogno di più camerieri e garretti che rivera). E questi nemmeno passeranno nei primi dieci. Se parliamo poi del colpo di testa, o di altre piacevolezze, appunt, le foglie morte, bè. Come talento individuale, anche nel dribbling secco, non è che Mariolino Corso sfigurasse poi così tanto col sor Mancio.
Non è che ci fosse la fila per lui. E neanche tanto per il suo esser rompi.
Omar Sivori era uno stronzo di merda, ma passerà alla storia per il suo talento, Mancio, boh.Per lui sembra rispolverarsi il caso cronico per cui pure quando dici che ha personalità, in realtà lo stai ammettendo con quel tono afflitto come a dire che ce le ha davvero tutte.
Come allenatore ovunque sia stato non ha lasciato tracce in positivo. A Milano, come ha scritto Di Corrado, non avesse avuto il colpo di culo di Calciopoli era già fuori. La gente lo fischiava per la pareggite, per far giocare gente che non si reggeva in campo, per i cambi bislacchi.
Poi la gente dimentica. Non tutti.
Se dimenticano proprio tutti, Mancio è salvo.
sempre detto, io, che ricchiuti è il re dei necrologi…
Il nuovo tecnico mi è già simpatiko.
Primo della lista a lasciare l’Inter, Stanko Stankovic, destinazione boh, i Territori Palestinesi credo. Se lo contendono anche il Sabra o lo Chatila in Libano.
Se Mourinho rilancia Adriano, l’anno prossimo non ce n’è per nessuno.
quando corda scrive che è una persona onesta non riesco a trattenere una lacrima sul viso
“…che fa capire molte cose-e-e-e.”
e adesso canto: “Piange il telefono-o”
cari gregorj e ricchiuti, finalmente leggo qualcosa di sensato su certi ex-allenatori/calciatori/ciuffetti/veline. ora ci aumentano ancora un pò la benzina cosi moratti si compra un altro allenatore….più un’altra squadra..
Grandissimo giocatore, modesto allevatore, pessimo uomo.
/boskov mode off
oddio, prima in Italia era Andreotti il colpevole di tutto: ora Mancini!
bleah.
articolo molto tendenzioso.
non è mia intenzione difendere Mancini ma i fatti sono che:
1) ha vinto scudetti in una squadra che non li vinceva da anni con allenatori di tutti i tipi.
2) dopo Liverpool non ha detto che se ne andava, ma che A GIUGNO NON SAREBBE PIU’ STATO L’ALLENATORE DELL’INTER, il che è MOLTO diverso! Ha avuto ragione, forse perchè sapeva già dell’innamoramento di Moratti per Mourinho.
Se si scrivono articoli occorre essere più onesti e meno faziosi.
Saluti
1) senza avversari
2) ah, scusa, è molto diverso. Adesso faccio una rettifica in corpo 24.
lol dai greg, mettete a sede
speravo ad’una riconferma del mancio , cosi’ l’anno prossimo la Roma forse avrebbe vinto lo scudetto. ma mi domando, con tanti bravi allenatori in Italia che c’azzecca andare a prendere mourinho comunque Moratti sarebbe da interdire.
Il “calcio vero di Mourinho”, ricchiuto?
Quello che ha espresso al Chelsea (gioco inesistente, a detta di tutti)? Non appena lo hanno cacciato di là, con un oscuro allenatore il Chelsea arriva secondo in Champions.
E poi, mi sembra che, quanto ad antipatia e isterismo, il signore surclassi Mancini: solo che Mancini è così perché ci crede, lui perché si è costruito il personaggio, “the special one”.
Uno che non sa manco stoppare un pallone.Un catenacciaro (non so se la parola esiste, eh).
“Potremmo usarlo come preparatore dei portieri” (cit.)
mancini da giocatore era discreto.doveve pulire le scarpe a baggio,zola,gullit,van basten,savicevic……… e tanti tanti tanti tanti altri.da allenatore veramente penoso e non cito fuoriclasse come mazzone,simoni,del bosque o sonetti,ma gia’un buon davide ballardini,o chesso’guidolin,tanto per citarne uno,avrebbe fatto molto meglio di lui.in giro di peggio ce ne sta solo uno:mourinho,e manco a farlo apposta ecco che arriva.oddio forse proprio peggio di mancini no,pero’ quanto a scorrettezza,presunzione e buffonaggine ci siamo quasi.non volevo zenga o bergomi o passerella,ma almeno uno zaccheroni poteva pure concedercelo
Mourinho ha vinto una Champions ad Oporto e due scudetti inglesi a Londra.Oltre a Coppe d’Inghilterra, Uefa e quant’altre. Ci sono minimo dieci calciatori in Europa che gli devono tutto e si getterebbero nel fuoco per lui (il Mancio, nessuno).
Uno che può benissimo vincere qualcosa d’importante partendo dalla provincia calcistica : all’Inter si troverà a casa sua.
Il più grande sfregio sarà rivalutare Adriano e costringere gli interisti a guardarsi nello specchio, pensando ai georgatos, ai burdisso, ai matrix, ai rigori su ronaldo di dieci anni fa, alle poetiche su oriali e il cipe, e finalmente sputarcisi.
Moratti che come al solito è un coglione non ha capito che chiamando uno così s’è dato la zappa sui piedi perchè questo, in un mese, t’abbatte culturalmente tutto il pianginismo nerazzurro di una vita mostrandolo per quello che era : concime da poco.
Sarà un brutto risveglio per voi, fossi in un interista cambierei squadra prima di realizzare cosa si è stati e cosa si è creduto d’essere stati, ed impazzire dal dolore.
Passarella ? E andiamo, Tanzi ancora piange.
e vogliamo parlare del medico infamato? Uno che ha preso una laurea, dico. Che esercita da anni. Ma sarà un povirazzo?
Ah beh, vedo che le riserve del tipo “sì, vince, ma non ha gioco” valgono solo per Mancini. Perché, vuoi forse difendermi la grandezza dl gioco di Mourinho?O negare che, rispetto al periodo portoghese, sia ormai un allenatore in declino? Infatti su questo non ti sei mica pronunciato.
Sulle tue universalistiche illazioni preconizzanti chissà quali rivoluzioni psicologico-culturali (fai tutto tu) non mi pronuncio, perchè ad esse non si può logicamente rispondere. Fanno semplicemente parte dei tuoi ipse dixit, dei tuoi giudizi universali. Niente di nuovo.
Ps
Il necrologio qui sopra in commento sta sul Foglio:
http://www.ilfoglio.it/hydepark/#speech563
Massì, solidarietà al medico di famiglia Monti.
Deve essere un equivoco, quello, a Mancini han spiegato che nel calcio inglese l’allenatore fa proprio tutto e allora lui s’è messo in testa di fare pure le lastre e le diagnosi tipo Dottor House ma col ciuffo e la pronuncia di Jesi.
Macchè ipse dixit, Mourinho è uno culturalmente e dialetticamente tosto.
Alla prima conferenza stampa, gli fan, “Mister, come pensa di poter vincere più di Mancini ?”.
Numero alla Special One, e vai col Tango.
ricchiù, te la smetti di scrivere al foglio senza aggiungere in calce http://www.giornalettismo.com?
o devo chiamare Ferrara e non farti più pubblicare???
DALLA SEMPLICE CITAZIONE “….LA PRIMA SQUADRA DELLA CAPITALE…” SI CAPISCE CHE L’AUTORE DELL’ARTICOLO E’ ROMANISTA. LASCEREI A CHI AL MOMENTO E’ MENO INVELENITO DI LUI IL COMPITO DI COMMENTARE L’UOMO MANCINI. PER IL RESTO CONCORDO SU MOLTE COSE. ALLENATORE SOPRAVVALUTATO, ROSICONE E FORTUNATO. MORATTI E’ DA LEGARE PER COME SPENDE I SOLDI.
Questo articolo è pura spazzatura…
L’inter non aveva un gioco? Forse negli ultimi mesi con tutti i giocatori acciaccati, ma ve la ricordate la prima inter, quella di Veron?
Segna solo su punizione?Giocatori contro di lui? Ma se lo hanno chiamato tutti dopo le dimissioni!
L’inter è tornata a vincere con lui dopo anni di nulla…
Questa è la classica schifezza che scrive chi di calcio non capisce un cazzo.
Siete dei romanisti, quando vi va bene eterni secondi.
ci sta… e’ sempre stato sulle palle anche a me
un paio di cose pero’: hai escluso zola e incluso del piero e totti nella lista di quelli che hanno oscurato mancini in nazionale. sia cronologicamente che qualitativamente, una scelta discutibile, diretto’
l’inter di mancini ha vinto due scudetti consecutivi. non difficili da vincere, pero’ li ha vinti. e mi espongo ora nel prevedere che l’hanno prossimo l’inter non vincera’ lo scudetto… ancora una volta dovremo rimpiagere la gestione ‘emotiva’ di moratti.
Due cose però.
I romanisti che chiamano rosicone qualcun’altro fanno, oggettivamente, ridere.
Mourinho probabilmente era stato contattato già prima di Liverpool, da lì lo scatto molto ingenuo e poco professionale di quella sera.
@ nullo: è che Zola non mi pare abbia dato grandi prove, o legato il suo nome a successi o buone prestazioni della Nazionale, così come Baggio (mondiale 1994), Totti (europeo 2000 e mondiale 2006), Del Piero (mondiale 2006). Comunque hai ragione, me lo sono dimenticato.
@ bender: romanisti? ahahah. Mourinho contattato prima? E un professionista non sa resistere a certe pressioni? Allora non è un prof.
In effetti le grandi prestazioni di Totti al mondiale 2006 rimarranno nella storia. Tipo nella gara di rutti prima della finale ha stracciato la concorrenza
in effetti, imparare a leggere prima di commentare sarebbe meglio:
“dato grandi prove,
(CFR. europeo 2000 )
“o legato il suo nome a successi o buone prestazioni della Nazionale (CFR. mondiale 2006)”
[lo ammetto, non vedevo l'ora che qualcuno dicesse una cosa del genere per replicargli]
Guarda giusto perché non ho visto che avevi messo pure Del Piero, sennò mi sbizzarrivo con le fantastiche prove in coppia a briscola dei due numeri 10.
Del Piero ha vinto il mondiale 2006 (ovvero, “ha o legato il suo nome a successi o buone prestazioni della Nazionale”), era nella rosa e ha fatto un goal importante in semifinale. Mancini non c’era, nelle varie rose.
viste le reazioni non mi sembra che Moratti abbia fatto una gran figura.sulle capacita’ del Mancini allenatore si puo’ discutere all’infinito ma non si puo’ aver la presunzione di dargli dell’incapace.
Questo articolo e’fazioso e’ dettato dall’invidia e dal livore nei confronti di Mancini compresa la perfida leccatina iniziale.D’altronde siamo nel paese dei cachi…
Moratti, la (sua) giusta causa
A Parigi incontra Mourinho. Al telefono spiega che Mancini…
Clicca!
di Roberto Omini
La giusta causa di Massimo Moratti, finalmente, non è più l’arido e desolante comunicato di giovedì sera. La giusta causa del presidente -sui perché dell’esonero di Mancini- è un dato correlato alle interviste concesse al Corriere della Sera e alla Stampa. Il senso è molto in linea con la lunga marcia del presidente e le sue avventure/disavventure coi tanti allenatori: ha annusato l’aria, non l’ultimo giorno bensì gli ultimi tre mesi, ha lavorato e parlato e riflettuto, dopodiché ha concluso che l’orchestra-Inter diretta da Mancini avesse chiuso il suo formidabile ciclo vincente, come se si fosse spento il sacro fuoco del successo, non per i capricci di Figo o le rimostranze del medico o altre faccende domestiche; piuttosto come fonte di certezze, convinzioni, prospettive. Con 3 scudetti, 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane e un quadriennio che -nei cento anni interisti- è secondo solo ai fasti di Helenio Herrera.
Messa così, letti -dalle parole di Moratti- gli elogi che Mancini si merita, scorrendo la serenità dei giudizi e scrutando -in altra parte- le istantanee che ritraggono il presidente e Mourinho, faccia a faccia in campo neutro (Parigi), la scelta del ribaltone ha persino una sua logica. Il cambio di rotta e di prospettiva, o come si dice: la scelta tecnica, è prassi del calcio quotidiano, non solo prerogativa interista e morattiana. Ma allora perché non vestire subito così, fin dal primo difficile momento, un esonero impopolare e inatteso? Perché impegnarsi nella “giusta causa”, imputando a Mancini colpe o insinuazioni che non esistono, con comunicati oltre i quali lo stile-Moratti non lo si riconosce più, e anzi scompare? Perché oscurare gli scudetti e i trionfi con minacce di ricorso ai tribunali sportivi e non solo?
Quattro giorni dopo, la ricerca della normalità è il minimo che ci si potesse attendere. Non sarà facile, ma bisogna pur cominciare. Nell’attesa che Mourinho vesta ufficialmente la maglia nerazzurra e che Mancini -dicono da Londra- comprenda cosa c’è di vero per lui nel Chelsea. E nell’attesa che questa (morattiana) giusta causa -spiegata dal presidente- cominci a chiudere la ferita di quel comunicato del giovedì sera: che è roba dell’altro mondo.
31 maggio 2008
ma chi l ha scritto questo articolo..paperino?che invidia che provate….fate sorridere..al peggio nn c e’ mai fine…
esatto, proprio paperino. E’ una nostra firma di prima grandezza.