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Roberta Lombardi e il fascismo che spacca il MoVimento 5 Stelle

L’endorsement nero per il “fascismo delle origini” potrebbe costare caro a Roberta Lombardi, designata ieri capogruppo del Movimento Cinque Stelle alla Camera dei deputati. “Il primo fascismo aveva alto senso dello Stato, Casa Pound è un fenomeno folkloristico”, aveva dichiarato. Subito si sono scatenati in rete i militanti a 5 stelle, divisi tra chi la difende e chi invece le chiedono di “abiurare”: “Devi dire di essere antifascista”, spiegano. Lei ribatte: “Filofascista a chi?”, pubblicando un post sul suo blog in cui spiega di essere “rimasta allibita dalle strumentalizzazioni in atto su una frase estrapolata” da un intervento sullo stesso blog. E di aver soltanto sottolineato “il valore della destra sociale”.

CRITICHE E DIFESA – “Quella espressa era una analisi esclusivamente storica di questo periodo politico, che naturalmente condanno”, ha spiegato, aggiungendo come si riferisse al primo fascismo, quello del 1919, secondo lei “basato sul voto alle donne, elezioni e altre riforme sociali che sembravano prettamente socialiste rivoluzionarie e non certamente il preludio di una futura dittatura”. Un’interpretazione già proposta nel post delle polemiche dove aveva dichiarato:

Se parliamo delle ideologie, penso all’episodio recente di “Grillo che apre a Casapound”. Prima questione: qualcuno mi dice, finchè esistono loro il fascismo non sarà morto, quindi non mi dire che questa ideologia non rappresenta una minaccia presente. Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia. Quindi come si vede Casapound non è il fascismo ma una parte del fascismo.

Un problema di memoria storica, sottolineato anche da Gramellini sulla Stampa, che aveva chiesto un passo indietro della Lombardi, dopo le sue dichiarazioni imbarazzanti:  “Ormai questo paese digerisce tutto: Ma nemmeno Berlusconi, per citare un caso limite, si era mai spinto a tanto. I più sarcastici gli avrebbero chiesto in quale giorno, ora e minuto esatto un movimento giunto al potere con la violenza e la sospensione delle libertà fondamentali era degenerato in qualcosa di peggio”. Ma non è stato l’unico a criticare la neo capogruppo del M5S. Perché, nonostante il suo tentativo di difesa, sono stati gli stessi militanti ad attaccarla per il suo endorsement.

ROBERTA LOMBARDI CASAPOUND

 

“DICA DI ESSERE ANTIFASCISTA” – La rabbia 5 stelle è esplosa sui social network. Sul suo profilo Facebook non pochi la criticano, chiedendo un suo passo indietro. O almeno la spingono a dichiarare di essere antifascista. Come Gabriele Lanzi, che spiega: “Quando parliamo dobbiamo esprimere concetti chiari che non lascino spazi ad interpretazioni. Non possiamo rincorrere sempre i sospettosi, i livorosi, gli invidiosi”. O Daniele Bonifazi, che ammette come quello degli strani rapporti con la destra nera “sia un problema che va avanti da tempo”. Altri sono più espliciti: “Trovare folcloristici il razzismo e le spranghe è roba demenziale. Considerare il fascismo non una dittatura ma una “costola del socialismo” lo è altrettanto. Così come minimizzare il rischio anche attuale del ritorno di formazioni fasciste”, si legge in un altro commento.

ALTRE CRITICHE SUI SOCIAL – Le critiche piovono da tutte le parti: “La costituzione nasce dall’antifascismo e i comunisti e non solo loro hanno contribuita a crearla, prima con la resistenza poi con la costituente”, le ricorda un altro militante a 5 stelle. In molti sono d’accordo con lui: “E’ bene non rimuovere certa memoria e certi valori storici, né mettere tutti sullo stesso piano”, conclude. I militanti continuano a non comprendere le sue parole: “Mi aiuti a capire quando il fascismo aveva un altissimo senso dello stato e quando invece è cominciato a degenerare?”, spiega un altro utente. E c’è spazio per la delusione: “Non mi pare ci sia molto da interpretare nelle tue parole. E io non sono un giornalista. Sento il rumore di un un’arrampicata sugli specchi. Ho votato M5S e l’ho promosso e sostenuto dal 2009, mi aspettavo altro”, spiega Vanni Destro. E per chi fa paragoni con altri paesi, come la Germania: “Nessuno direbbe mai “però con Hitler i treni arrivavano in orario”, mentre qui è la norma”, conclude un militante.

LE DIFESE  – Non sono pochi però nemmeno coloro che cercano di difendere la Lombardi, portando avanti la tesi della “strumentalizzazione” agitata dalla deputata. Un “assalto mediatico”, come ha spiegato la stessa Lombardi. O, come la chiama Carlo Moccaldi, la “macchina del fango”: diversi militanti non credono che le sue parole siano da denunciare e invitano la deputata grillina a resistere. Come il parlamentare Alessandro Di Battista, che fa scudo e le rinnova la fiducia: “Siamo con te, teniamo botta tutti quanti”. Eppure, per placare le polemiche basterebbe poco: “Per chiudere il caso basterebbero due parole magiche: Sono antifascista”, spiega Destro.