Donna Assunta: “Mio marito aiutò Berlusconi sulle televisioni”
10/09/2010 - Chi se lo sarebbe mai aspettato? Sotto la ruvida pellaccia da fascista, Almirante nascondeva un cuore tenero. E apprezzava i programmi di Canale 5, Italia 1 e Rete 4. Forse amava anche i puffi? (In effetti l’Msi si astenne…) Questa
Chi se lo sarebbe mai aspettato? Sotto la ruvida pellaccia da fascista, Almirante nascondeva un cuore tenero. E apprezzava i programmi di Canale 5, Italia 1 e Rete 4. Forse amava anche i puffi? (In effetti l’Msi si astenne…)
Questa è proprio bella, scusate. “Silvio Berlusconi venne a parlare con mio marito per vedere se poteva avere appoggi sulla questione del balck out delle sue tv e mio marito disse di si’, perche’ considerava la Tv un elemento valido per ciascuno di noi e anche per i ragazzi come mezzo educativo e culturale”. Questo dice oggi Assunta Almirante, vedova del leader storico del Msi, ai microfoni di Radio radio rispondendo a chi gli chiede dei rapporti negli anni con l’attuale premier. A sorpresa, si scopre che al mitico Giorgione fascista-e-moschetto piaceva Canale 5, apprezzava Italia 1, amava Rete 4. Chissà, magari la prossima rivelazione sarà che non si perdeva una puntata dei puffi.
“UN VALORE PER L’ITALIA” – Anche mio marito pensava – osserva – che le tv fossero un valore per l’Italia’ ragion per cui Almirante dette il suo appoggio a Berlusconi all’epoca: ‘Mio marito – dice Donna Assunta - apprezzava, stimava l’uomo, secondo lui era un elemento valido per dare anche a questa nazione la possibilita’ di essere all’altezza delle altre’. Insomma, conclude, ‘io Silvio Berlusconi lo conoscevo appena appena. Ma lui quando venne a parlare con mio marito fu per altre ragioni perche’ lui – sottolinea – di politica non si interessava’.
UN PARTICOLARE – Donna Assunta si riferisce all’oscuramento predisposto dai pretori dell’interconnessione dei ripetitori di Fininvest a Torino, Pescara e Roma. E racconta un particolare inedito che spiega però un comportamento strano. Ricorda Wikipedia: secondo i tre pretori, che si erano mossi a seguito delle denunce della RAI e dell’ANTI (Associazione Nazionale Teleradio Indipendenti), il sistema di interconnessione simultanea regionale, attraverso l’utilizzo di videocassette, violava l’articolo 195 del Codice Postale, che sanciva il monopolio sulla trasmissione nazionale da parte della TV pubblica. Il sistema della «cassettizzazione» utilizzato dalle TV private permetteva di aggirare questo limite trasmettendo contemporaneamente gli stessi programmi (opportunamente preregistrati su videocassetta) sulle frequenze locali in tutte le 20 regioni italiane. Il primo “decreto Berlusconi” venne bocciato dalla Camera il 28 novembre 1984, poiché considerato incostituzionale. Il governo qualche giorno dopo la bocciatura del primo presentò il “Berlusconi bis”. Ponendo su di esso il voto di fiducia, il 4 febbraio 1985 ottenne la conversione in legge del decreto. Che prevedeva il permesso di trasmettere per Canale 5, Italia 1 e Rete 4 in simultanea, fino all’approvazione della legge Mammì (anni dopo). Il governo Craxi si salvò per il rotto della cuffia. E, ricordano le cronache dell’epoca, il decreto fu approvato, salvando in extremis Bettino e Silvio, grazie alla partecipazione al voto dell’Msi. Altrimenti avrebbe rischiato una seconda bocciatura, e Berlusconi avrebbe dovuto spegnere la tv. E chissà, forse sarebbe cambiata la storia di questo paese.













do ut facias?
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non certo in meglio, a Berlusconi va comunque riconosciuto il merito nella lotta alla liberalizzazione… mancando lui forse avremmo avuto ancora solo 1 2 e 3 canale con un informazione ancora più blindata… ma tutto può essere il contrario di tutto
PRO DOMO SUA
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