“E tutti i grandi numeri della maggioranza dove sono andati a finire visto che non riesce neppure ad approvare un emendamento sugli uccelli?“. Questa, secondo Repubblica , la battuta che circolava ieri a Montecitorio dopo che il centrodestra era stato battuto su una norma riguardante la “tutela della flora e della fauna protetta e dei nidi durante le fasi di riproduzione“. Giustamente, tutti hanno interpretato il fatto come un segnale di nervosismo per la norma “salva Rete 4“, che permetterà per l’ennesima volta di lasciare “la situazione sul fronte delle frequenze tv e sui diritti così come sta adesso. Congelandola,
nonostante la sentenza della Corte Costituzionale e della Corte europea di Giustizia. Così facendo, Europa 7 ancora una volta non ha accesso alle frequenze tv analogiche (il sistema più diffuso) a cui ha diritto da anni ma che non può occupare perché c’è Rete 4“.
Che dire? Ieri Ignazio La Russa a Ballarò insisteva nel dire che alla gggente importa più della sicurezza e dell’emergenza rifiuti che del conflitto d’interessi, e che bisognerebbe parlare di più delle “cose concrete“. Sarà anche vero, ma Giovanni Valentini oggi fa giustamente notare che la “corsa contro il tempo che si sta svolgendo alla Camera non è per gli aiuti alle famiglie o per l’emergenza rifiuti, come hanno auspicato anche i vescovi italiani, bensì per salvare Retequattro“. Poi, contemporaneamente, ha tutte le ragioni Veltroni a parlare di “fuochi d’artificio” di Silvio nella sua intervistona di oggi al Corrierone, ma dov’erano tutti questi intransigenti del Partito Democratico nella scorsa legislatura, quando si poteva approvare un equo piano di ripartizione delle frequenze? E come mai alle urla di indignazione di oggi appena un anno fa corrispondeva un eloquentissimo silenzio di tomba?
Intanto, dopo l’attacco del giorno precedente, Massimo D’Alema ha scritto una lettera al Corriere per dire che lui “difende la laicità dello Stato“. La reazione è dovuta alle accuse piovute da via Solferino dopo un convegno della Fondazione Italianieuropei (da lui presieduta) nel quale si era parlato in termini piuttosto duri della “tentazione demoniaca del potere” da cui la Chiesa doveva guardarsi . Che dire? Nella missiva l’ex ministro degli Esteri magnifica la lezione di Aldo Moro, e contemporaneamente riesce a parlare di tradizione giudaico-cristiana da rispettare (senza però esprimersi sulla questione della Costituzione europea). Ma siccome, tanto per citare la Bibbia, “sarete giudicati da quel che farete“, rimane che durante il governo da lui presieduto e in tutta la sua attività istituzionale, di iniziative in favore della laicità dello Stato se ne ricordano pochine. Anzi, nessuna. Però ci si rammenta volentieri di quando si presentò a fare la ruota a San Pietro per la santificazione del franchista Escriva’ de Balaguer alla preseza di tutta l’Opus Dei.
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denis scrive:
cmq l’evente del nuovo numero TRIBUTO A ROMA lo citerei in una rassegna stampa, fossi Bordin.
gregorj scrive:
che cos’è?
denis scrive:
Speciale soda dedicato alla romanità, è una rivista cialtronesco-letteraria a cui dò ispirazione
in sto numero spicca la partecipazione di lucianone freud. Contributi eccellenti (in reltà luciano freud è franz krauspenhaar). Il sito è questo
gregorj scrive:
ok, domani ce lo metto
denis scrive:
yeah, mucias graciasPagine: 1 2




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Nessuno sanerà il conflitto di interessi finché Berlusconi sarà in circolazione. Mettere fuori gioco un uomo che a ogni elezione prende i voti di più della metà degli italiani (da 15 anni) è impossibile; riuscire a eliminare il conflitto di interessi senza danneggiare Berlusconi come uomo politico è cosa che nessuno ha volontà di fare -tanto più che la cosa sarebbe irrealizzabile senza uno spaventoso inciucio.
Il conflitto d’interessi è un’ottima arma da brandire per la sinistra all’opposizione, e una grana per la stessa sinistra quando si trova al governo.
Il discorso è vecchio, ma il problema resta su questi termini. E ormai la situazione si è fortemente incancrenita…
è inutile persino parlarne.
Credo l’aumento del costo totale del mutuo nella misura del pagamento degli interessi sugli interessi dilazionati sia dovuto in parte alla genialata di non offrire un semplice passaggio da variabile a fisso, ma di voler offrire nel pacchetto anche un’opzione (praticamente una swaption) a favore del cliente nel caso in cui i tassi scendano. E figurati se la banca te la regala.
grazie della segnalazione per lo Speciale Soda Core de Roma.
vado a licenziare diderot dal collettivo soda per infamia, ingiuria e calunnia.
cialtronesca.
tzè!
@ rael
già che ci stai, puoi dargli anche due calci in bocca da parte mia?
lo consideri FATTO, esimio collega.