Cultura

Andreotti-shock sull’assassinio di Ambrosoli: “Se l’è cercata”

9 settembre 2010

Il senatore a vita durante la registrazione di “La Storia siamo Noi” sul banchiere nemico di Sindona: “Perché fu ucciso? Non lo so, ma di certo se l’andava cercando”.

Il senatore a vita Giulio Andreotti, sette volte presidente del Consiglio e ultimamente candidato sconfitto alla presidenza del Senato del PdLnel 2006, ha detto la sua durante la registrazione di La Storia siamo noi dedicato all’assassinio di Giorgio Ambrosoli, l’”eroe borghese” assassinato da un killer assoldato da Michele Sindona: “Perché è stato ucciso? Non lo so, questo è difficile, non voglio sostituirmi ai giudici. Certo è una persona che in termini romaneschi se l’andava cercando”.

I SALVATORI DELLA LIRA – Una frase shock, destinata a riaprire vecchie ferite, eppure non del tutto inaspettata, visto che era stato proprio l’allora presidente del Consiglio a schierarsi con il faccendiere Michele Sindona, chiamandolo “il salvatore della lira” per una fantomatica operazione di sostegno alla moneta nazionale condotta nei mesi precedenti. Il banchiere siciliano aveva fuso le sue attività finanziarie nella Banca Privata Italiana, mentre quasi ostentava le sue relazioni con boss mafiosi come il clan Gambino. Il dissesto a cui aveva portato i conti si acuì con l’Opa su Bastogi, fallita per l’opposizione di Enrico Cuccia, dominus di Mediobanca. A quel punto la Banca d’Italia, già preallertata, interviene e nomina commissario liquidatore proprio Giorgio Ambrosoli.

OMICIDIO SU COMMISSIONE – Il quale mette subito mano nell’impero di pastafrolla di Sindona, scoprendone le false scritture contabile e disvelandone le nulle coperture finanziarie. Finché l’11 luglio 1979 il killer Joseph Arico lo aspetta sotto casa, lo chiama per nome e gli sussurra “Mi dispiace, mister Ambrosoli” mentre gli spara quattro colpi uccidendolo. L’omicidio fu ordinato da Sindona stesso e pagato 50mila dollari, insieme a Roberto Venetucci (trafficante d’armi) condannato all’ergastolo e poi morto forse suicida per un caffé al cianuro in carcere. Ambrosoli rimarrà nella storia come “eroe borghese” e così si intitolerà un libro di Corrado Stagliano sulla storia, che poi diventerà un film negli anni Novanta. Evidentemente per Andreotti gli eroi sono quelli che se la cercano.

5 commenti a Andreotti-shock sull’assassinio di Ambrosoli: “Se l’è cercata”

  1. cesare

    un grande commento da un grande statista, puah

  2. francesco

    lo disse anche di pio la torre se non sbaglio

  3. Eustachio

    Pensare che quel vecchio mafioso si diverta a infangare quelle pochissime persone oneste che l’Italia ha avuto,mi vien voglia di spellarlo vivo.

    • Lambruschino

      E’ proprio qui il paradosso.
      Che una persona che ha avuto rapporti con la mafia e dica cose di questo tipo ricopra la più alta “onorificenza” della Repubblica (senatore a vita) è francamente ributtante.
      Dovrebbe essere istituita la possibilità di revocare un senatore a vita!

  4. ALES

    FUORI I CONDANNATI DAL PARLAMENTO!

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