Novità coppe europee 2010/11
09/09/2010 - Cosa succederà ai principali trofei internazionali in questo nuovo anno calcistico Coi sorteggi delle fasi a gironi, le coppe europee per club sono entrate nella parte principale della stagione 2010/11, caratterizzata da alcune novità regolamentari passate per lo più sotto
Cosa succederà ai principali trofei internazionali in questo nuovo anno calcistico
Coi sorteggi delle fasi a gironi, le coppe europee per club sono entrate nella parte principale della stagione 2010/11, caratterizzata da alcune novità regolamentari passate per lo più sotto traccia se non proprio ignorate. Non si parla tanto degli assistenti di porta previsti ora anche in Champions, in quanto trattasi
dell’allargamento dell’esperimento già adottato la scorsa stagione in Europa League, ma di alcune variazioni riguardo l’eleggibilità dei giocatori, il numero di partecipanti all’Europa League e il coefficiente di federazione.
Cominciando dal primo punto, la regola base statuisce che un giocatore non possa prendere parte a Champions e/o Europa League con più di una squadra, ovvero durante la stagione può giocare in una o entrambe le competizioni ma sempre colla stessa squadra. Esistono delle eccezioni: non conta la gara di Super Coppa (né quelle del Mondiale per Club, fuori tuttavia dall’egida UEFA) ed è possibile cambiare squadra dopo le fasi a gironi purché l’ex club non giochi o abbia giocato la stessa competizione del nuovo club. Tradotto, un giocatore può essere utilizzato: a) in Champions League se l’ex suo club abbia giocato solo in Europa League; b) in Europa League, se il suo ex club abbia giocato solo in Champions ma non sia stato eliminato nel 3° turno di qualificazione, negli spareggi o sia giunto terzo nel suo gruppo nella fase a gironi. Le eccezioni sono limitate ad un giocatore per club che continui la stagione europea dopo i gironi e riguardano i giocatori letteralmente “scesi in campo”, ovvero chi sia stato inserito nella lista di gara (almeno una volta) o come titolare o come riserva poi entrata in gioco. Infatti, chi non è stato inserito nelle liste UEFA o se inserito è sempre rimasto in tribuna oppure sempre in panchina senza mai giocare un secondo, può tranquillamente cambiare squadra e/o coppa senza alcun problema.
NOVITA’ - Da questa stagione si è aggiunta una nuova eccezione: i giocatori schierati nei tre turni di qualificazione possono essere usati nelle fasi a gironi purché a tale turno non si sia qualificato anche l’ex club. Non si fa alcuna distinzione, però, fra qualificazioni e gironi delle due competizioni: per esempio, chi ha giocato il 1° turno di qualificazione di Europa League può essere utilizzato nei gironi di Champions solo se il suo ex club non si sia qualificato ai gironi di Europa League. Sono quindi esclusi i giocatori schierati negli spareggi, l’ultimo turno dei preliminari che precede i gironi per intenderci. Passando al secondo punto, l’Europa League 2010/11 prevede 2 squadre in più: dopo anni dal loro esordio, anche Andorra e San Marino partecipano (finalmente!) a pieno titolo alle coppe europee. Finora la loro partecipazione è sempre stata a dimensione ridotta: pur disputandosi sia il campionato che la coppa nazionale, le due federazioni iscrivevano 2 squadre a testa, ovvero i vincitori dei due tornei interni. Ora entrambe sono state elevate al rango di federazione come tutte le altre, per cui entrano a pieno titolo nel ranking UEFA (finora vi erano presenti solo per stabilire i turni da cui partivano i loro club), cosa che ha permesso ad Andorra di iscrivere per la prima volta nella sua storia 4 club. Non però San Marino, perché a bilanciare il tutto è ora previsto che le due ultime federazioni nel ranking non iscrivano 3 squadre in Europa League come tutte le altre (ad eccezione di 7ª, 8ª e 9ª che ne iscrivono 4) ma solo 2 (il vincitore della coppa nazionale e il 2° classificato in campionato). A far compagnia ai sammarinesi quest’anno è stata Malta, penultima. Rimane ancora fuori dal ranking il
Liechtenstein, dove però si gioca la sola coppa. Tuttavia tale novità è evincibile solo dalla lettura dell’Allegato Ia del Regolamento, mentre il comma 2.02 continua a recitare che le federazioni all’Europa League possono partecipare con 1 (il Liechtenstein, come visto), 3 o 4 club, e non anche con 2 come ora previsto di fatto.
CONTI - Concludiamo colla novità sul calcolo del coefficiente di federazione annuale, dato dal rapporto fra la somma di punti (con 2 per la vittoria e il dimezzamento per quelli conquistati nei preliminari) e di bonus ed il numero di club che hanno giocato le (due) coppe. Ora, se una federazione non riuscisse a sostituire con altro suo club chi non potesse iscriversi a Champions/Europa League per varie ragioni (mancato rilascio della licenza UEFA, coinvolgimento in illeciti sportivi, mancata indipendenza con altro partecipante alle coppe), non solo parteciperebbe alla stagione europea con una squadra in meno, ma il suo coefficiente sarebbe calcolato usando l’originario numero di club che detta federazione aveva diritto d’iscrivere. Per esempio, se la Juventus non si fosse potuta iscrivere all’Europa League e l’Italia non fosse riuscita a sostituirla, il suo coefficiente si sarebbe calcolato dividendo non per 6 (il numero di club effettivamente scesi in campo) ma sempre per 7 (il numero di club iscrivibili quale 3ª nel ranking UEFA).












