Berlusconi si arrende a governare troppo tardi per finire nei telegiornali, e allora si parla di tutt’altro. Studio Aperto apre con la malasanità, prima di informarci delle ultime vicissitudini della compagine di governo. I titoli sono tantissimi (ansia da prestazione?), come da caratteristica del telegiornale. Si comincia con Policoro, la neomamma morta dopo aver dato alla luce due gemelli. La politica racconta di Bossi che minaccia i dieci milioni a Roma, e chiude con Fiorello che canta la canzone per Gianfranco Fini, con la casetta piccolina a Montecarlo: il ritorno in radio del più popolare tra gli uomini di spettacolo di oggi, con tanto di “Che culo che c’ha avuto ‘sto Gianfra’!” a trovare la casa a Montecarlo era un’occasione troppo ghiotta. Poi cronaca, cronaca, cronaca, con Sarah Scazzi e il testimone trentunenne con cui chattava e si guardava in cam, al quale aveva detto di avere vent’anni (lui ne ha 31). Sakineh arriva dopo 18 minuti di telegiornale, prima del servizio cazzeggione sulla meraviglia luccicante del giorno. L’effetto bubbling, che fa apparire qualsiasi fanciulla in due pezzi senza veli, inventato da un giovane mormone, è il servizio più interessante del tg. Si chiama Mormon porno, e con “Like a Vergin” di Madonna in sottofondo chiude il notiziario (vabbeh, si fa per dire).
Il Tg3 apre con due titoli di politica (Berlusconi e finiani), poi c’è Bonanni contestato alla festa del Partito Democratico con Letta che accusa la questura, e la pena sospesa per Sakineh. Ecco la Lega che potrebbe non votare la fiducia, come descritto qui qualche tempo fa. Poi Cicchitto spiega l’incompatibilità di Fini con la presidenza della Camera. Gasparri vomita ancora rabbia su Fini, e parla di boicottaggi sotterranei da sventare con la strategia di Bossi. “La pernacchia? E’ il suo modo di esprimersi”, spiegano. In studio c’è il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Arriva il servizio su Angela Napoli e le deputate che si sono prostituite per essere elette grazie al porcellum, in voce si sente la deputata e poi arrivano le reazioni, compresa la censura di Fini e le scuse dell’Onorevole. Le critiche di Davi sull’inavvicibilità nelle interviste del presidente della Camera non le racconta nemmeno il Tg3. La Marcegaglia parla e parla sul contratto dei metalmeccanici, e la Fiom annuncia una serie di scioperi di quattro ore. Modello Pomigliano in arrivo? Intanto Bonanni sfiorato da un fumogeno fa parlare di attacco squadristico, mentre partono i fischi e le grida di “buffone” all’indirizzo del sindacalista. “E’ un’idea di democrazia che è lontana da noi, voi con noi non c’entrate nulla”, dice Enrico Letta mentre portano via Bonanni. Erano giovani dei centri sociali, per Sacconi è “un atto gravissimo, che può portare al ritorno della violenza”.
Mentana annuncia Feltri e Belpietro in studio per parlare di Fini, e fa venire davvero voglia di non cambiare canale. Il Tg1 apre con Bonanni contestato e colpito di striscio da un fumogeno. Intervista al leader Cisl, poi alla Marcegaglia sul contratto collettivo dei metalmeccanici. Intanto Mentana è ancora completamente immerso nella pagina della politica, con tanto di retroscena e piani occulti: non si sentiva il complottismo nei telegiornali da un po’. Frattini tranquillizza, Letta uguale, l’Ufficio di Presidenza del PdL, poi Enrico legge le parole di Berlusconi che suonano come una retromarcia sulle elezioni anticipate, e tutte le parole dette prima sembrano essere diventate inutili. Poi le interviste in video a Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro. L’argomento è ovviamente Fini, e le parole del presidente si inframmezzano con le risposte dei due direttori. Anche questo è un bel modo di raccontare, innovativo e “americano”. Anche se sentire Feltri che parla dei gradi di parentela di Fini non è il massimo. “Non è vero che noi del Giornale abbiamo coinvolto la famiglia, è stato lui a chiamarla in causa nel comunicato in cui ci ha risposto“, dice Feltri con raro sprezzo del ridicolo. Il Tg1 intervista Antonio Di Pietro, ed è una furbata: le domande sono tutte su Fini, che ormai Di Pietro ha individuato come concorrente per il suo elettorato, ed ecco il capolavoro di vedere al Tg di Minzolini un Di Pietro a ruota libera: tanto ce l’ha con Fini, mica con Berlusconi. Per Mentana la contestazione a Bonanni arriva alle 20 e 12, ma stranamente non ci si tuffa nella lamentela di Letta a proposito del questore inadempiente all’ordine pubblico. Peccato, anche qui di complottismo ce n’era a pacchi, volendo. A metà serata, il TgLa7 è ancora impegolato nella politica, il Tg1 ha aperto la pagina del Quirinale con le celebrazioni dell’8 settembre. E l’immagine di un Re che scappa e di un Mussolini in rotta, più che passata, comincia a sembrare profetica.



