La prossima grande guerra: quella per il cibo

di - 07/09/2010 - C’è un’emergenza in atto nei prezzi per il grano. La crescita dei prezzi potrebbe scatenare rivolte nel mondo come due anni fa. Le soluzioni? Ce ne sono troppe. C’è un picco del quale nessuno, o quasi, si accorge. E’ quello

C’è un’emergenza in atto nei prezzi per il grano. La crescita dei prezzi potrebbe scatenare rivolte nel mondo come due anni fa. Le soluzioni? Ce ne sono troppe.

C’è un picco del quale nessuno, o quasi, si accorge. E’ quello del prezzo del grano, del quale scrive il Financial Times: una crescita che è incrementata ulteriormente venerdì, a causa della decisione della Russia di prolungare di altri 12 mesi il divieto di esportazione del grano.

LA RUSSIA E IL MOZAMBICO - L’annuncio di Vladimir Putin, arrivato il giorno prima, fa il paio con quanto accaduto in Mozambico. Dove un aumento del 30% del prezzo del pane ha scatenato rivolte sociali che hanno causato sette morti, 288 feriti e 3,3 milioni di dollari di danni. La polizia ha aperto il fuoco sui dimostranti dopo che a migliaia sono scesi in piazza per protestare contro l’impennata dei prezzi, bruciando copertoni e saccheggiando magazzini. La Food and Agricolture Organization ha convocato un vertice alle Nazioni Unite per discutere dell’emergenza grano. Anche se i funzionari agricoli e commercianti insistono sul fatto che le forniture di grano e succedanei sono più abbondanti che nel 2007-08, i funzionari temono che le rivolte per il cibo possano diffondersi. I prezzi del frumento sono rimasti elevati venerdì. I futures (cioé i contratti che ‘scommettono’ – in realtà coprono sul rischio delle oscillazioni di prezzo – sul grano) a Chicago sono aumentati dell’1,5% a 6,91 dollari per bushel, mentre i futures del frumento europei sono rimasti su livelli storicamente elevati sopra i 230 euro a tonnellata, appena più sotto del punto toccato due anni fa a 236 euro. I prezzi del frumento hanno registrato un’impennata di quasi il 70% da gennaio, e gli analisti prevedono ulteriori aumenti dopo la decisione della Russia e le preoccupazioni sui danni del tempo ai campi dell’Australia. I problemi delle colture in Russia, che hanno sofferto la peggiore siccità mai registrata questa estate, e altrove, hanno accumulato pressione sugli agricoltori degli Stati Uniti per aumentare la fornitura nel mondo. Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Usa ha aumentato le sue stime per le esportazioni di frumento degli Stati Uniti di 8 miliardi di dollari, per la campagna in corso.

UNA CRISI IN ARRIVO? – Il periodo 2007-88, caratterizzato nel mondo per la scarsità di cibo più forte negli ultimi trent’anni, ha innescato rivolte dal Bangladesh al Messico, scrive il FT, e ha contribuito a far cadere governi come quello di Haiti e quello del Madagascar. Oggi quella situazione potrebbe ripetersi anche in paesi più grandi. Per questo la FAO ha chiesto ai paesi di impegnarsi ad esportare, e ha puntato il dito contro la Russia. Il quarto più grande paese esportatore al mondo, con il suo embargo, ha già costretto gli importatori in Medio Oriente e (soprattutto) Nord Africa, a cercare sbocchi tra Europa e Stati Uniti. Putin ha detto che ci penserà, ma “il divieto potrà essere tolto soltanto quando sapremo quanto grano avremo raccolto l’anno prossimo”, e ha ripetuto che il grano russo serve alla Russia, “per garantire un ambiente stabile per il business”. “Questo è molto grave”, ha risposto Abdolreza Abbassian, della FAO a Roma. “Due anni di fila senza esportazioni russe creano un turbamento forte nel mercato”. Jakkie Cilliers, direttore dell’Istituto del Sudafrica di studi sulla sicurezza, ha detto che c’è preoccupazione per il ripetersi delle proteste del 2008: “Questo certamente ha rafforzato il ritorno dei militari in politica in Africa”.

CRISI ALIMENTARE? - C’è una crisi alimentare in arrivo? Su Foreign Policy dicono di sì. Le inondazioni in atto in Pakistan, oltre alla siccità e agli incendi russi, drammatizzano una situazione già difficile, con il prezzo del grano che è aumentato del 50% soltanto da giugno. Ed è solo l’inizio: a breve la domanda per le altre colture alimentari essenziali come riso aumenterà come parte di un effetto a catena sui mercati alimentari mondiali, facendo aumentare i costi per i consumatori. In particolare, l’Egitto e altri paesi che dipendono fortemente grano russo potrebbero vedere un aumento dei prezzi drammatico e disordini per le strade. Nel breve termine, scrive sempre FP, gli Stati Uniti devono mantenere la promessa del presidente Barack Obama degli Stati Uniti di spendere 3,5 miliardi di dollari in assistenza alla sicurezza alimentare. Da quando ha fatto la promessa nel 2009, solo 812 milioni dollari sono stati spesi. Sicuramente gli Stati Uniti possono fare di meglio, e ad un ritmo più veloce. L’aiuto alimentare d’emergenza è necessario ora per evitare morti inutili e carestia in Niger, Mali, Ciad, Burkina Faso, Mauritania e Nigeria settentrionale.

2 Commenti

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