Da Capezzone a Napoli, dalla Santanché a Storace: tutti contro il presidente della Camera per il discorso di Mirabello.
“Il discorso di Gianfranco Fini e’ deludente. Nessuna spiegazione convincente sulle vicende che lo riguardano; antiberlusconismo costante e quasi ossessivo; insulti e offese contro il Pdl e contro la stampa che a Fini non piace”. E’ il commento del portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, all’intervento del presidente della Camera a Mirabello. “Con queste provocazioni”, aggiunge Capezzone, “non si va lontano. Gli italiani potranno presto vedere se, dopo queste pessime parole, i parlamentari vicini a Fini avranno la lealta’ di rispettare il mandato ricevuto dagli elettori, e se voteranno o no i provvedimenti del Governo. Ma questi attacchi costanti contro Pdl, Governo e maggioranza”, conclude il portavoce del Pdl, “non promettono nulla di buono, e confermano la deriva dei mesi passati”.
Capezzone non è l’unico ad arrabbiarsi. “Il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello ha indicato un orizzonte ben chiaro: il voto anticipato. Il presidente della Camera ha rivendicato per se’ il copyright del Pdl spingendosi a dire che senza di lui il Pdl non esiste piu’. Ha attaccato il governo su tutto il fronte: dalla politica economica a quella sociale alla politica estera. Mi sembrano del tutto ipocriti e farisaici i suoi riconoscimenti alle cose ben fatte dall’esecutivo visto che ha elencato soltanto le insufficienze e le inadeguatezze”, afferma Osvaldo Napoli. “Fini in sostanza ha invitato Berlusconi a passare sotto le forche caudine di Futuro e liberta’. Anzi, a vivere sotto le forche caudine di una verifica permanente e ininterrotta. Insomma, il governo dovrebbe, nelle intenzioni di Fini, mettersi agiatamente sulla graticola e farsi cuocere lentamente in attesa che Fini e il suo partito abbiano messo a punto la strategia politica. E’ evidente, di questo passo, che le urne sono oggi piu’ vicine. Il patto di legislatura cui ha alluso Fini – conclude Napoli – assomiglia tanto a un coltello puntato alla gola del governo e della maggioranza. Con questo spirito non c’e’ da scommettere neanche un centesimo sulla durata della legislatura”. “Quello di Gianfranco Fini è un discorso che ci costringerà da domani ad avere nella mano sinistra un palottoliere per pesare con esattezza la forza dei suoi gruppi parlamentari e nella mano destra il calendario per fissare la data delle prossime elezioni”, afferma il sottosegretario Francesco Giro, del Pdl.
“Questione giovanile, occupazione e meritocrazia per i nostri figli? Tutto vero, da Fini una bella lezione di ipocrisia: il cognato l’ha risolto bene il problema e vive a Montecarlo a prezzi stracciati. Le paghera’ le tasse poi?, scrive invece Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore regionale del Lazio e membro dell’Esecutivo nazionale del ‘Movimento per l’Italia con Daniela Santanche’ – Pdl. ‘Per il resto – conclude Schiuma – la solita sagra delle ovvieta’, nessuna parola sulle societa’ offshore e la richiesta di liberta’ di espressione: come se in Alleanza nazionale cio’ fosse stato possibile’. “Berlusconi prenda il coraggio a due mani e dica a Fini: vattene a casa tua. Il patto di legislatura che significa?”, spara il segretario de La Destra, Francesco Storace, commentando con i giornalisti il discorso di Gianfranco Fini. ‘Se fossi Berlusconi lo caccerei subito – ha spiegato Storace – patto di legislatura? E’ solo politichese. Se stai nel Pdl stai dicendo al tuo partito che devi decidere tu e non chi ha i voti. Se fai un altro partito e non hai il coraggio di dirlo vuol dire che vuoi un governo di coalizione. E’ politichese’. Storace oggi e’ alla festa dell’orgoglio tricolore a Ponte Buggianese. Ai giornalisti che gli chiedevano i suoi rapporti con Berlusconi ha detto: ‘verra’ alla nostra festa di Taormina e sara’ accolto meglio di come lo sarebbe stato a Mirabello’, ricordando poi che ‘se alle regionali Berlusconi ha vinto e’ stato grazie al Lazio e al Piemonte dove La Destra e’ stato determinante’. Per Storace, ‘ormai Fini con la destra non c’entra nulla’. Il segretario de La Destra ha poi criticato la citazione di Fini della ‘lapidazione per la sua famiglia’ riguardo il caso Montecarlo aggiungendo che ancora sta aspettando le risposte alle domande che gli ha posto riguardo la casa lasciata in eredita’ al Movimento Sociale Italiano. Anche Castelli prevede vita dura per la maggioranza, con quanto accaduto a Mirabello: “Nasce un nuovo partito”.



