Adesso tutti ce l’hanno con lui, povero Filipuzzi, ingegnere in quel di Udine, ma soprattutto prolifico scrittore: 6 libri in 4 anni, per Campanotto e Mimesis. Peccato che almeno due dei suoi romanzi siano interamente copiati – si intende in modo integrale, dalla prima all’ultima pagina-da altri autori; peccato poi che un altro sia un patchwork di interi brani e paragrafi presi da opere di scrittori quali Paul Auster, Zygmunt Bauman, Jospehine Hart, Alain Elkann e altri ( Elkann, caro Filipuzzi: ma che robaccia legge? E lo copia pure? ). Ma dove sta lo scandalo? In fondo, il buon Filipuzzi non è altro che l’ultimo epigono di una nobile, lunga, onusta tradizione: va ricordato il Gran Psichiatra Umberto Galimberti che nel suo “L’ospite inquietante” riporta diversi passi, senza virgolettati, del volume “Il piacere e il male”, di Giulia Sissa, pubblicato sempre da Feltrinelli. Oppure l’ubiquo Sgarbi, che nel ‘suo’( si fa per dire) ‘Botticelli’ apparso per Skira s’appropria quasi integralmente di un testo della storica dell’arte Milena Bacci? E poi la distratta Melania Mazzucco, che nel suo “Vita” ( premio Strega 2003) copia intere pagine da “Guerra e Pace” di Tolstoj, scoperta grazie al fiuto ed alla pazienza filologica di Claudia Carmina, italianista all’Università di Palermo? E quel tale Pierre Menard, inventato da Borges, che riscrive il Don Chisciotte, esattamente proprio come l’originale,parola dopo parola?
Io plagio, tu plagi, Filipuzzi plagia
5 settembre 2010


E comunque si scriverebbe “vergogniamoci”, ossia ci vuole la “I”…
Guardate che Galimberti ha copiato letteralmente vari passi dal Tramonto dell’occidente di Spengler (nella traduzione di Evola) e li ha inseriti tali e quali nel suo omonimo libro, senza mai citare Spengler né in nota né in bibliografia.