Nessuno aveva ancora collegato il nome del Presidente del Consiglio alla lista sulle prime pagine dei giornali di oggi. Il cognome “Berlusconi” era generico, ma l’avvocato del premier ci toglie ogni dubbio.
Questa volta l’ha fatta veramente grossa: è probabile che ci siano conseguenze. Niccolò Ghedini, in una clamorosa excusatio non petita, rivela all’opinione pubblica quel che tutti pensavano, ma che nessuno finora aveva potuto confermare: il “Berlusconi” che è inserito nella seconda lista di favori rinvenuta presso il commercialista di Diego Anemone, componente della “cricca” romana degli appalti, è proprio lui, Silvio in persona. Non c’era nessuna prova, ne alcun collegamento: i giornali, oggi, l’avevano lasciata sul generico, sottolineando che il cognome poteva
riferirsi si, al Premier, ma magari anche al di lui fratello, Paolo.
E’ LUI O NON E’ LUI – Invece, l’avvocato del Cavaliere ci leva ogni dubbio: il Berlusconi, è Silvio. “Come sempre vengono pubblicate notizie”, esce Ghedini in un’agenzia, “coperte da segreto di indagine e senza alcun riscontro al solo scopo di diffamare il presidente Berlusconi. La asseritamente nuova lista dei lavori eseguiti dalla ditta Anemone per quanto riguarda il presidente Berlusconi non rappresenta alcun elemento di novita’”. Un diluvio di informazioni assolutamente inedite, e fortemente deleterie per la posizione del suo assistito. E non è finita: “Come gia’ documentalmente comprovato per la precedente lista si tratta di alcuni modesti lavori di manutenzione eseguiti dalla ditta Anemone, una delle societa’ piu’ apprezzate nel settore edile, e’ quindi evidente che in questa lista non vi e’ altro se non la riproposizione dei lavori che nella prima erano indicati con la dicitura Palazzo Grazioli”. Ancora, è inarrestabile: tali lavori “erano stati ordinati da Forza Italia quale adeguamento di alcuni locali utilizzati a Palazzo Grazioli dal partito. Il prezzo dei lavori e’ stato regolarmente fatturato e regolarmente pagato”.
MA CERTO CHE E’ LUI – Capito? Ricapitoliamo. Sui giornali di oggi esce la notizia che i magistrati hanno in mano una seconda lista proveniente da uno degli esponenti del più potente comitato d’affari segreti italiano. Uno dei favori dalla cricca sarebbe stato erogato a un certo Berlusconi, e per quel che ne sapevamo fino a dieci minuti fa, poteva anche essere un omonimo del premier. Ora, grazie al suo legale di fiducia, sappiamo che il Berlusconi è proprio Silvio, il presidente del Consiglio italiano; che Ghedini già lo sapeva; che Anemone ha lavorato per Berlusconi a Palazzo Grazioli. Non solo: i lavori erano stati commissionati da Berlusconi, ma a favore del partito, Forza Italia dunque, ma a casa sua. Quindi c’è un distaccamento del partito a casa di Berlusconi. C’è stato poi un prezzo, del quale Ghedini dice di poter esibire regolare fattura: aspettiamo che lo faccia, per vedere se i lavori sono stati effettuati a prezzo di mercato, sottocosto, o, chissà, addirittura sovrapagati. Tutto può essere a questo punto: grazie Ghiedini, parla più spesso, che ci sei utile.




Cosa si può dire ancora di questi spietati criminali se non che se dio esistesse veramente dovrebbe prenderli immediatamente e sbatterli all’inferno.
Perchè una smentita,o una conferma,deve essere data ai cittadini non dal portavoce,del governo o del presidente del consiglio,ma dal suo avvocato personale che,incidentalmente,è anche deputato?
..nonche’ autore delle leggine che utilizzera’ durante il processo
..vale los stesso,tanto devono dimostrare che e’ un perseguitato,tra poco anche la trans di MArrazzo si scoprira’ che era Silvio travestito
..e tra breve ..selezionatore del collegio giudicante
Ahahahahahahahah
Hanno talmente tanta fretta di smentire, smussare, banalizzare, ridimensionare le notizie che a volte ti rispondono ancora prima che uno gli faccia la domanda.
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